Fonde in una sola parola terra (earth, in inglese) e cuore (heart, in inglese) l’App Hearth presentata questa mattina a Palazzo di Città e grazie alla quale il capoluogo irpino, insieme a Paestum e Agropoli, è candidato allo SMAU come best practice. Uno strumento innovativo che a partire dall’dea di territorialità, come testimoniato dal logo che riprende in maniera stilizzata la fiamma di un focolare, mira a collocare Avellino in una posizione di primo piano in ambito turistico.

 

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I servizi, dedicati da un lato ai cittadini e dall’altro alle attività produttive, commerciali e ricettive, sono infatti il primo passo per ulteriori implementazioni che includono finanche l’eventualità di offrire supporti a operazioni di soccorso su vasta scala, tramite una collaborazione già avviata con il Soccorso Alpino.
La nuova App, illustrata in dettaglio dal creatore Massimiliano Imbimbo a numerosi operatori presenti in sala stampa, sfrutta in vari modi il sistema dei punti in mappa e fornisce, allo stesso tempo, informazioni su punti di interesse culturale nonché su singole attività, esercizi commerciali ed eventuali eventi in corso ma, dai prossimi mesi, offrirà anche un canale diretto per incrementare l’e-commerce locale e comunicare con l’amministrazione.
«Il progetto è nato a gennaio 2018 – afferma Imbimbo – con l’intento di rendere visibili territorio ed eventi nell’ambito di una forma di turismo che in realtà già c’è, come quello dei tour delle cantine, e sostenendo con la creazione di una piattaforma personalizzabile le piccole imprese per le quali è più difficile essere competitive investendo nel marketing, se si pensa che dar vita a una piattaforma di e-commerce può comportare una spesa di circa 8000-9000 euro».
Imbimbo spiega quindi con l’ausilio di un video il funzionamento di Hearth, che oltre a luoghi e monumenti storici, geolocalizza le diverse attività, evidenziandone le icone e poi progressivamente, man mano che si zooma sulla pianta della città, ne visualizza la scheda descrittiva. Sul territorio cittadino ci saranno, inoltre, dei cartelli posti a corso Vittorio Emanuele, nel centro storico, e accanto ai monumenti. Passo successivo, il lavoro in tal senso è in corso di realizzazione, la possibilità per gli utenti di contattare direttamente gli esercizi commerciali o le strutture ricettive, anche per effettuare prenotazioni e acquisti online. «Sarà possibile ricercare un prodotto specifico – spiega lo sviluppatore dell’App –, per esempio una borsa, inviando un messaggio che sarà inoltrato a tutti i rivenditori di un determinato marchio e ottenere risposte sul modello che si sta cercando».
Commercianti, produttori e operatori turistici, per cui il servizio, è gratuito e non prevede alcun costo di iscrizione, possono registrarsi tramite Google Business, inserendo semplicemente il nome utente e la password già in uso agli iscritti, e poi gestire le attività da una unica finestra. Per gli utenti, invece, è sufficiente scaricare l’App.
Tra gli ulteriori sviluppi dell’applicazione, anche l’attivazione di funzioni di comunicazione con il Comune che permetteranno, tra le altre cose, di segnalare ad esempio la presenza di buche stradali con l’invio di una foto scattata dal cellulare e inoltre, come accennato, un modulo di supporto al soccorso.
«Stiamo collaborando con il Soccorso Alpino – continua ancora Imbimbo – che tra l’altro sta sperimentando l’uso di droni in zone non coperte dalla rete, per sfruttare la capacità dei cellulari di inviare ogni dieci minuti la posizione, o almeno per rilevare l’ultima posizione registrata, per individuare persone colpite da calamità. A questo scopo sono utili inoltre anche gli smart watch, che rilevano il battito, ma si potrà farne un uso anche in casi di aggressione o episodi di violenza, con la canalizzazione di un segnale di allarme oltre che alle forze dell’ordine, attraverso il 112, anche a persone presenti in zona, attivando quindi anche una rete sociale. Questa funzione potrà inoltre essere utile a escursionisti a piedi o in bicicletta che dovessero ritrovarsi inconsapevolmente in zone pericolose e che saranno avvertiti da un segnale di allarme».
Imbimbo, infine, sottolinea le potenzialità dell’App nel mettere in rete luoghi di interesse anche a distanza dalla città di Avellino, ma vicini per chi dovesse venire a visitare la Campania: «Si potrà realizzare una sinergia tra territori differenti come Paestum, che è presente in Hearth insieme ad Agropoli, e dove lo scorso anno sono stati staccati ben 411mila biglietti».
Anche l’assessore ai Fondi Europei e all’Informatizzazione del Comune di Avellino, Carmine De Angelis, legge in questi termini il prossimo futuro dell’App, costata al Comune circa 2mila euro, che si pone come un primo passo nell’ottica «di condivisione e unità di programmi su cui tanto si deve scommettere nella programmazione che riguarda l’Area Vasta», in cui i 45 Comuni sottoscrittori della convenzione, pur mantenendo specifiche differenze, sono tutti accomunati proprio dalla vocazione turistica. «Abbiamo ritenuto di procedere lungo un percorso avviato e si tratta di un processo che nasce all’interno del Piano Strategico relativo all’Area Vasta, in cui pensiamo di realizzare un piano di promozione territoriale. Il primo approccio è stato quello di realizzare un’App che abbia le caratteristiche della semplicità – afferma l’assessore – attraverso lo strumento di individuazione della geolocalizzazione per mettere in rete la creatività, far conoscere quello che c’è intorno dal punto di vista istituzionale, delle bellezze e dell’attività sia commerciale, sia produttiva». Qui la potenzialità di far emergere «la vivacità del territorio» e in questo senso De Angelis sottolinea la necessità di pensare l’Area Vasta come «un concetto flessibile e non rigido», quindi al di là dei confini provinciali.
Più in prospettiva, De Angelis parla quindi dell’intenzione dell’amministrazione «di svecchiare le strutture sotto il profilo dell’innovazione. È necessario e con Agenda Digitale, che è un progetto del Fondo Europeo e soprattutto dell’Area Vasta, abbiamo pensato di realizzare un portale istituzionale che sia molto più veloce di quello esistente e che abbia requisiti di accesso e di front office molto più dinamici, con funzioni come quella della risposta immediata dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, della open democracy per permettere ai cittadini di presentare petizioni e proposte di delibera, ancora del portale turistico a cui si aggiungono inoltre gli uffici di sportello a domanda e risposta immediata. A questo, accanto all’App si aggiunge la strategia di rinnovare il Comune dal punto di vista dei regolamenti e delle strutture per quanto riguarda sia l’anticorruzione, sia la trasparenza e l’accesso immediato agli atti».
Complessivamente, la città a cui guarda De Angelis è «una Avellino più veloce, più informatica e più conoscibile», ma l’assessore agli eventi Maura Sarno spiega che, nello specifico sul fronte del turismo, accanto all’App si prevedono strumenti di informazione più tradizionale come brochure (comunque corredate di Qr code), colonnine e, auspica, l’impiego di personale specializzato a uso di cittadini e turisti meno "informatizzati". Sarno anticipa anche l’istituzione di «un tavolo permanente, di cui sarò coordinatrice, per incontrare in maniera costante gli operatori commerciali e i produttori», che da parte loro hanno accolto con grande favore il progetto presentato in mattinata.
Il presidente della Camera di Commercio, Oreste La Stella, commenta con entusiasmo che «per la prima volta, finalmente, si sente qualcosa che può essere utile per la città di Avellino. L’App è la prima vera iniziativa effettivamente a favore dello sviluppo economico. Senza voler fare polemica con la passata amministrazione, in cinque anni al di là delle parole l’unica richiesta avanzata dal Comune alla Camera di Commercio è stata quella di acquisire la Dogana. Nemmeno i centri commerciali naturali sono mai decollati e, adesso che questi ultimi sono ormai uno strumento obsoleto – conclude -, siamo finalmente al passo con i tempi».

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