«Questa è una campagna elettorale molto difficile, perché di parole se ne sono dette tante negli anni passati e la gente è stanca. Ma penso che questa provincia non si può permettere di passare dal voto clientelare che ha praticato per anni all’astensionismo, perché questo passaggio a mio avviso sarebbe un vero suicidio politico». Il capolista per Campania Libera...

Giuseppe Vetrano commenta la campagna in corso consapevole degli ostacoli da superare e certo che «invece, questa provincia ha proprio bisogno di capire dove si è sbagliato in questi cinque anni e, se vogliamo, dal terremoto del 1980 in avanti. Discutendo con le comunità locali, mi pare che ci siano gli elementi per trovare le ragioni di questo arretramento complessivo in Irpinia e le motivazioni per un impegno politico».
L’uscita ufficiale di Vetrano, questo pomeriggio al Circolo della Stampa, è anche l’occasione per esprimere un’opinione sulla questione dei candidati "impresentabili": «Credo ci sia stato un eccesso di mediaticità, perché a guardare bene mi sembra che più che gli impresentabili ci siano dei veri e propri voltagabbana – sostiene -, ma l’elenco dei voltagabbana è lungo anche in questa provincia. Invece, mi è sembrato che soprattutto la stampa nazionale ci abbia giocato sopra per offrire un quadro eccessivamente distorto della regione Campania e delle liste che si affiancano a Vincenzo De Luca».
Per Vetrano, inoltre, il candidato presidente del centrosinistra non pare accusare nella realtà il terzo posto nel gradimento dei telespettatori registrato al termine del confronto che ha messo i cinque candidati campani l’uno dio fronte all’altro negli studi di Sky. «Quando seguo De Luca vedo che trascina l’elettorato e che i cittadini lo seguono – dice -. Non faccio statistiche, ma penso che De Luca abbia dimostrato coi fatti di riuscire a trasformare una città degradata meridionale in una meta turistica tra le più ambite italiane. Credo che questo parli molto di più di tante chiacchiere che si fanno in campagna elettorale e che questa regione abbia bisogno di concretezza, cosa che ritengo De Luca lo abbia dimostrato nella sua carriere politica».
Il capolista di Campania Libera spiega al scelta di non militare in nessun partito parlando di «clima davvero conflittuale all’interno degli attuali schieramenti di partito», circostanza che «francamente non aiuta a far comprendere le ragioni della politica». «Io non penso che ci sia una società civile migliore di una società politica, ma che questa regione abbia la necessità di una nuova classe dirigente, intesa non soltanto come politici. A partire dalla direzione delle banche, delle industrie, degli uffici, di tutto ciò che muove questo territorio – sostiene -, abbiamo bisogno di una nuova moralità pubblica, che significa non solo essere trasparenti e persone perbene, ma esaltare il valore della capacità amministrativa di saper risolvere i problemi».
«Questa è una provincia in cui ci siamo parlati addosso per anni – commenta - ed è il momento di passare dalle parole ai fatti. Anche per questo ho fatto la scelta di cimentarmi nuovamente in una campagna elettorale. Ero fuori da tempo, ma Di Nunno, quando era sindaco e io vicesindaco, mi insegnò che la politica è la soluzione dei problemi e cimentarsi con l’amministrazione è davvero dare una mano ai cittadini e provare a risolvere».
Critico il giudizio di Vetrano sui consiglieri irpini uscenti e ricandidati per uno scranno in Consiglio Regionale: «Salverei soltanto Rosetta D’Amelio, perché è stata presente, ha una sensibilità, e lo stile del consigliere Ettore Zecchino – ammette -, perché davvero hanno lavorato molto poco per questa provincia. Ma forse non è neanche troppo colpa loro – aggiunge -. Io inviterei Caldoro a farsi una passeggiata a Bisaccia, a Calitri, a Sant’Angelo dei Lombardi, a Sant’Andrea di Conza: passeggerebbe per strada e nessuno si accorgerebbe che è arrivato il presidente della Regione, perché quest’uomo veramente non ha fatto niente e oggi ci viene a dire che vuole rifinanziare il reddito di cittadinanza quando fu proprio lui a chiuderlo o che gli ospedali in Irpinia vanno riaperti, quando è lui che li ha chiusi. Ma insomma, siamo veramente all’insulto».
A chi gli chiede di indicare tre motivi per votarlo, l’ex vicesindaco della città risponde. «Perché se ci si guarda intorno nelle liste del centrosinistra e del centrodestra non ci sono troppi candidati che riescono a coniugare una capacità amministrativa, serietà e concretezza e qualità; perché in giro c’è troppa vecchia politica, anche nel centrosinistra; perché a me i voltagabbana non sono mai troppo giù. Credo che anche in questo senso moralità politica sia mantenere fermi i propri valori, o si sta da una parte o dall’altra e io ho sempre militato da una parte. Avevo un partito, non l’ho più e non mi sono ritrovato nelle nuove formazioni politiche– conclude -, ma continuo il mio impegno di cittadino».

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