«Sulle liste pulite credo che abbiamo commesso un grandissimo autogol. Ritengo che il tema andava affrontato pubblicamente, qualche settimana prima della presentazione delle liste. Questo è stato il limite del Partito Democratico e delle forze di coalizione, però adesso siamo a tre settimane dal voto e non ci nascondiamo dietro errori che sono stati fatti, per non vedere...

che questa giunta che ha governato per cinque anni senza il voto dei cosentiniani era impensabile che potesse vincere. Quindi, teniamo conto di tutte le considerazioni critiche che sono venute, soprattutto dal mondo di centrosinistra, però attenzione a confondere i due piani: adesso c’è una battaglia importante da condurre».
Andrea Cozzolino condensa un mea culpa e un’esortazione ad andare avanti, perché se è vero che la questione della pulizia delle liste è stata quanto meno sottovalutata, è anche vero che «è venuto il tempo che queste ultime due settimane siano dedicate ai problemi della Campania – sostiene l’europarlamentare -, che ci siano confronti sul merito, presentando un bilancio di quello che si è fatto per Caldoro e per quanto riguarda De Luca mettendo in campo proposte, idee e iniziative, che probabilmente saranno poi proposte e idee sulle quali saremo misurati e chiamati dopo il voto. Perché da governatore per De Luca e da maggioranza di governo dovremo dare risposte concrete: è inutile continuare a fare solo polemiche elettorali».
Nuovamente in Irpinia, dopo le visite in occasione del tour per le primarie, Cozzolino si trattiene a lungo con la stampa a margine dell’incontro organizzato al comitato elettorale di Rosetta D’Amelio, proprio per sostenere la consigliera uscente e cogliere la possibilità di trattare di fondi comunitari.
Immancabile tuttavia, un accenno all’accordo stretto da Vincenzo De Luca con l’Udc: «Me l’aspettavo – dice - perché Ciriaco sa che questa volta il centrosinistra è nelle condizioni di battere il centrodestra e credo che loro si pongano l’obiettivo, lo dico con una battuta, di essere la forza politica più longeva e più presente nell’istituzione del governo della regione degli ultimi 15 anni. Dunque, mi aspetto adesso da De Mita anche un contributo e una riflessione critica su questa esperienza. Dopo tanti anni al governo della Regione, può venire un contributo sulla nuova sfida di governo per capire quali sono i limiti, gli errori, quali correzioni dobbiamo fare? Sennò – commenta -, diventa solo trasformismo e questo non fa bene nemmeno all’intelligenza politica di Ciriaco De Mita».
Nulla di inatteso, insomma, eppure le modalità del patto lasciano spazio a qualche perplessità: «Io non lo avrei fatto nelle ultime ore – dichiara – Cozzolino. Sono temi politici che richiedevano una discussione e un confronto politico qualche settimana prima, alla luce del sole davanti all’opinione pubblica e ai cittadini. Capisco che può succedere, ed è successo, che accordi politici si possano chiudere nelle ultime ore. Accade spesso in vista di appuntamenti amministrativi, quando si devono cambiare i sindaci, ma nel caso della Regione, dopo le primarie abbiamo avuto due mesi per fare questo tipo di lavoro, che andava fatto. Adesso, sollevato il problema, visto il limite, affrontata la questione, riconosciuto l’errore (del resto lo ha fatto innanzitutto De Luca e l’ha fatto il gruppo dirigente del Pd ai massimi livelli, da Matteo Renzi a Lorenzo Guerini, quindi chi altro deve parlare su questo tema), lavoriamo per la campagna elettorale, per costruire il consenso e soprattutto la partecipazione. Il weekend sarà complicato – prevede -, dovremo convincere molti cittadini ad andare al voto, a dare prestigio alla regione e rendere spendibile il voto di maggio. Ora questo è il nostro compito».

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La sensazione espressa da Cozzolino è però positiva: «Sono fiducioso che il centrosinistra è in vantaggio in questo momento – afferma -. Dobbiamo lavorare con tenacia, come stiamo facendo, costruendo anche un rapporto con le sfide che verranno soprattutto dopo». Un dopo in cui le risorse europee avranno un peso importante, ma non saranno la risposta a tutti i mali di un’economia che solo ora pare mostrare timidi segnali di ripresa da un lontanissimo 2008.
«Non possiamo sprecare quest’ultima importante occasione, però dobbiamo recuperare una discussione che non può essere solo sui fondi comunitari - sostiene -. Dobbiamo porre un problema anche al governo sul complesso delle attività e degli investimenti che si realizzano verso il Mezzogiorno, sia pubblici sia privati. Perché se anche noi utilizzassimo al meglio tutte le risorse comunitarie che abbiamo a disposizione, tanto nella chiusura della programmazione quanto nell’apertura della nuova, non daremmo un contributo decisivo per riaprire una dinamica di crescita e occupazione».
«Se prevarrà una certa linea – prosegue, auspicando un buon responso per il Pd dalle urne -, le risorse devono conoscere un nuovo sviluppo e una nuova impostazione. Non veniamo, infatti, solo da un lungo ritardo, per cui se acceleriamo in alcune osservazioni che dobbiamo inviare alla Comunità Europea potremo fare i primi bandi a gennaio 2016, ma abbiamo mancato la capacità di stare su un terreno, complicando una crisi fra le più difficili sul fronte degli effetti. I fondi europei ne avrebbero almeno attenuato alcuni aspetti, ma sono una piccola parte rispetto a un tema enorme con cui fare i conti – insiste - e se saremo percepiti come la regione che ha meno programmato, diventa tutto più complicato. Il punto è come riaprire una dinamica di investimenti pubblici nel Mezzogiorno, ma se non siamo capaci di produrre un elemento più significativo – avverte di nuovo - sarà tutto più difficile».
Particolarmente difficile è stato finora per l’Irpinia, che proprio «sulla programmazione dei fondi comunitari dalla giunta Caldoro ha ricevuto molto poco – dice Cozzolino -. Si è fatto un tentativo di recupero, adesso con questo progetto Barca per i comuni dell’Alta Irpinia, vediamo come andrà avanti quella sperimentazione a livello nazionale e regionale, ma non c’è dubbio che l’Irpinia deve tornare ad avere una funzione, un ruolo, un prestigio dal punto di vista di settori fondamentali che io considero trainanti, come l’agricoltura, ma anche avanzati, come l’industria metalmeccanica, la ricerca e l’innovazione».
Intanto, però, dall’Irpinia Cozzolino si augura «che possano venire due notizie importanti: da un lato il successo del centrosinistra, dall’altro la conferma di Rosetta D’Amelio, che può dare un duplice valore aggiunto, per la conoscenza del territorio e dei meccanismi di funzionamento della Regione. Rosetta, inoltre, ha sempre fatto opposizione, non tutti l’hanno fatto. La sua voce si è sentita, incluso quando era difficile parlare anche per omologazione al vincitore. Rosetta non ha mai fatto mancare la sua voce, non solo nelle politiche sociali che sono un suo tratto distintivo, ma anche per difendere questo territorio, terra massacrata in termini di servizi fondamentali come sanità, trasporti e anche sul piano dello sviluppo rurale. L’ha fatto con intelligenza e caparbietà e credo, al di là della nostra amicizia, che meriti di fare una nuova esperienza».
Quanto a lei, D’Amelio commenta: «Pare che i sondaggi dicano che il centrosinistra vince. Noi lo sappiamo: se non riprendiamo in mano la Regione della Campania, vivremo le stesse difficoltà che ho conosciuto in questi 5 anni, in cui è stato anche difficile fare opposizione al nulla, perché non c’è stato veramente niente, e il consiglio regionale è stato di fatto svuotato di significato».

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