«A chi dice che non ci siamo mai occupati di problemi diamo risposte con il nostro programma. C’è chi ha scelto di scrivere il suo testamento politico in questa campagna elettorale, va bene, ma noi guardiamo al futuro e sono già troppe parole spese per chi non lo merita».


Carlo Sibilia, capolista del Movimento Cinque Stelle nel collegio plurinominale per la Camera, taglia corto in riferimento alle parole usate ieri da Ciriaco De Mita nei confronti del movimento e dei suoi rappresentanti (leggi qui) e accanto agli altri candidati in Irpinia e Sannio, prima dell’arrivo del candidato premier Luigi Di Maio (leggi qui), punta piuttosto l’attenzione sui temi della campagna. «Vogliamo dare risposte a tematiche che abbiamo trattato anche con i cittadini – afferma -, in un clima di confronto con l’intenzione di trovare insieme soluzioni. La grande sfida del M5S è fare in modo di non dover leggere statistiche che ci dicono che 4500 giovani tra 20 e 40 anni ogni anno vanno via per sempre dai nostri territori e per questo abbiamo pensato al reddito di cittadinanza per fare in modo che chi non ce la fa più abbia condizioni umane e non veda come unica opportunità il dover andare via dalle nostre zone».

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«Il Movimento Cinque Stelle è il tetto riparatore sotto il quale si stanno rifugiando quelli che hanno visto la devastazione votando chi per la destra chi per la sinistra – commenta - ed è visto come una forza di governo capace di accogliere tutti. Per l’avversario è la perdita di fiducia nella politica, ma speriamo di raggiungere il 40%. Noi abbiamo voglia di dare speranza ai cittadini con un programma serio e questa è una giornata di rilancio per aree trascurate in maniera colpevole anche dalla politica nazionale. Qui gli altri ci sono passati e scappati – osserva -, Renzi qualche volta e Berlusconi molto meno, e difficilmente vedremo altri candidati perciò sono lieto che la nostra città possa ospitare Di Maio. Ma mi dispiace che non ci sia una competizione reale con le altre forze che hanno deciso un'altra volta di fare accordi sottobanco, spartendosi i seggi e con la prospettiva di sostenersi reciprocamente».
Sibilia accenna anche alla gestione dell’acqua e riserva un attacco all’Alto Calore: «L’azienda che gestisce il servizio idrico in entrambi i territori irpino e sannita ha 127mln di debiti e nessuna prospettiva risanamento, ma un programma di svendita ben chiaro. Non solo i lavoratori sono in difficoltà – aggiunge -, ma addirittura nella città capoluogo della provincia che è la custode del secondo bacino idrico europeo il sindaco ha detto con una ordinanza di non bere l’acqua del rubinetto. Credo dovrebbero dimettersi e andare a casa».
«In cinque anni abbiamo giocato in difesa per difendere i diritti dei cittadini, ora è il momento di giocare all'attacco – afferma poi la senatrice Vilma Moronese, tornata ad Avellino a supporto dei candidati – con soluzioni di buon senso e trovando le risorse per attuarle. Ci hanno chiamato incompetenti e inesperti, ma abbiamo dimostrato che non è così e abbiamo aggiunto alla squadra personalità da tutti i campi, il meglio del meglio in tutta Italia, e siamo certi di potere garantire agli italiani quello che avremmo voluto già fare, ma non abbiamo potuto realizzare stando all’opposizione. Tuttavia – continua -, noi abbiamo già mantenuto fede al programma del 2013 e gli italiani sanno che non tradiremo la loro fiducia. Gli altri, invece, si fanno vedere solo in campagna elettorale e le nostre città sono sempre le ultime in classifica. D’altra parte, lo smantellamento della Costituzione o il Jobs Act o i 12 nuovi inceneritori non c’erano nei programmi di chi ha governato finora, eppure hanno fatto anche questo».

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Alle di dichiarazioni di De Mita, Moronese risponde: «C’è chi vive di attacchi, ma bisognerebbe invece verificare gli atti prodotti dai parlamentari». Più secco Michele Gubitosa, in corsa nel collegio uninominale Avellino-Bassa Irpinia per la Camera: «Non ho ben capito, ma è sintomatico parlare per non far capire: è come dire la messa in latino. Stiamo subendo diversi attacchi – continua -, ma non raccogliamo le sfide quando sappiamo che le critiche mirano a portarci al loro livello. Le persone, disgustate, voteranno il cambiamento».
Non lascia correre nemmeno Generoso Maraia competitore diretto di Giuseppe De Mita nel collegio uninominale per la Camera: «Sono come mio padre? Ne sono orgoglioso. Piuttosto, ho difficoltà a capire con chi mi sto confrontando se con Giuseppe o Ciriaco, e credo emerga anche un profilo inquietante del giovane De Mita, che è poi una persona incoerente che passa da un partito all'altro. Se ha autonomia di pensiero, perché non fa lui dichiarazioni e continua a far parlare lo zio? Questo restituisce una immagine molto debole di una persona che non ha alcuna autonomia di pensiero». Maraia parla poi di «una lobby politica ristretta in un contesto familiare, per cui sembra di essere nell'Albania della faida. Ma non è un confronto tra la famiglia De Mita e la famiglia Maraia, è un confronto sui problemi, come la mattanza dell’ex Isochimica all’epoca in cui De Mita era seduto in Parlamento».
Danila De Lucia, candidata nell’uninominale per il Senato Benevento aggiunge: «Di dinosauri politici ne abbiamo anche noi, ma sarebbe il caso di ripetere l'estinzione. Poi De Mita dovrebbe pensare piuttosto che a Benevento ha perso pezzi».

Sibilia Monorese 9221
Sull’argomento interviene anche Ugo Grassi, candidato nell’uninominale per il Senato: «Non siamo una iniezione di cultura nel movimento – dice a difesa dei Cinque Stella -, ma aiutiamo a levare un alibi e ho il dovere di dire che ho trovato un movimento con profilo culturale altissimo. Io devo lavorare con tutto il rispetto dovuto a ragazzi catapultati nel 2013 nella tana dei lupi, ma il movimento era già in condizione di governare. C'era necessità di elaborare i sistemi politici, non quelli culturali e l'idea che il movimento sia composto da ragazzi incapaci di coniugare una frase – conclude - deve finire».

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Presenti all’incontro con Luigi De Maio anche i candidati Mirella De Benedictis, Pasquale Maglione, Maria Pallini, Sabrina Ricciardi oltre alla consigliera regionale Valeria Ciarambino: «Noi abbiamo una cosa che gli altri sognano, la credibilità, e non abbiamo mai tradito i cittadini. Abbiamo fatto esattamente quello che avevamo detto per tagliare i vergognosi privilegi della politica. Ci siamo tagliati gli stipendi e abbiamo rinunciato ai vitalizi senza bisogno di una legge e, come avevamo promesso, ci siamo battuti per le piccole e medie imprese. Siamo anche l’unica forza politica – conclude prima di lasciare la parola proprio a Di Maio - che da sei mesi ha detto chi sarà il proprio candidato premier ed è una persona di cui siamo fieri. Gli altri, invece, non hanno il coraggio di dire chi sarà e continuano a ingannare. Io mi auguro che domani Avellino potrà essere ricordata non per essere la terra di chi ha fatto di questo territorio il suo feudo ma di un presidente del consiglio degno di questo nome».

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