«Il commissario Davide Ermini ci ha dato uno scadenzario rispetto alla celebrazione del congresso e io spero che venga rispettato. Ho sempre avuto fiducia nel lavoro che il commissario ha fatto, tant’è che ho riassunto il ruolo di presidente del Consiglio regionale, nel senso che da quando c’è lui ho fatto molto lavoro istituzionale e poco lavoro politico, come è giusto che sia. Siamo d’accordo soprattutto sui congressi dei circoli e spero che facciamo in tempo reale un congresso che parli di cose concrete che riguardano la vita dei cittadini di Avellino e le proposte che il Pd fa per questa provincia».


Inaugurando la nuova sede del Circolo cittadino del Partito democratico "Francesco De Sanctis", la presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio esprime l’auspicio che il congresso fissato per metà gennaio si giochi sulle proposte e chiarisce che «non è mai una utopia tendere verso l’unità, purché non sia un’ammucchiata». «Credo si possa avere una unità, ma bisogna mettere in campo le proposte e spero ce ne sia più di una, perché questo aiuta ad avere un partito che non abbia ambiguità – aggiunge -. Poi vincerà la proposta maggioritaria oppure si può fare una sintesi, ma credo che vada fatta con chi intende la politica come servizio, come luogo nel quale prevalgono gli interessi della collettività e non dei singoli, nella quale ci sia un progetto di sviluppo per questo territorio che vive momenti difficili eppure ha straordinarie potenzialità. Definiamo il percorso ed è nel percorso che ci si può incontrare o scontrare».


In questa ottica, D’Amelio smorza anche entusiasmi altrui che ritiene prematuri: «A me non piacciono i discorsi che ascolto in questi giorni di chi dice "siamo primi", "siamo secondi". Il congresso è un fatto democratico e si vedrà al congresso chi è primo, chi secondo e chi terzo – sostiene -. Ma questi atteggiamenti mi sembra non abbiano senso, in un momento così difficile per il centrosinistra e il Pd e in cui non dobbiamo avere un falso unanimismo, ma dobbiamo pensare di avere una unità per lavorare alle questioni che attengono a un partito che pure ha fatto cose interessanti».
La forza da rilanciare sta per D’Amelio nei risultati ottenuti dal partito di governo ad esempio con le leggi che definisce «storiche» sul testamento bioetico o le coppie di fatto, mentre lo spirito con cui declinare l’impegno politico che va riaffermato è quello della politica come servizio a beneficio dei cittadini. «L’appuntamento di stasera è una occasione di augurio di un buon Natale e di un nuovo anno felice, ma soprattutto un augurio che la politica si riconnetta con i bisogni dei cittadini che la sentono molto lontana. Questo non fa bene non a chi è interessato a candidature, ma a chi è interessato alla democrazia nel paese, quindi abbiamo bisogno di una politica che sia al servizio della gente, come abbiamo detto con la frase di Francesco De Sanctis esposta in questa sede».
La stessa sede di via Del Balzo è un elemento fondamentale in questo senso «perché la politica si fa a partire da sedi fisiche e quando un circolo funziona è un luogo di democrazia reale. Qui – aggiunge - ci sono iscritti, ci sono consiglieri comunali (Salvatore Cucciniello, Francesca Medugno e Gerardo Melillo, ndr.), un assessore del Comune di Avellino (il delegato alla cultura Bruno Gambardella, ndr.), persone che possono dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini».

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«Siamo un gruppo molto coeso che ha sempre dato spazio alle persone – aggiunge il presidente del circolo Maurizio Giovanniello - e che crede molto alla politica fattiva in contatto con la gente, ognuno di noi partecipa in maniera attiva al circolo, per cui avere una sede per noi è sempre stato un punto importante per fare politica concretamente, anche in vista delle sfide che ci attendono con la campagna elettorale ormai in essere a livello politico e a breve avremo anche quella cittadina».
Anche il capoluogo, con la prospettiva del voto la prossima primavera, rappresenta infatti un terreno sul quale lavorare a breve termine: «Il Pd deve misurarsi e ha il dovere di dare risposte anche in questa città che vive momenti di grande sofferenza – afferma D’Amelio -, dove c’è stata fin troppa vivacità e ce n’è ancora troppa, mettendo al centro gli interessi delle persone».
Stesso discorso a livello provinciale: «Dobbiamo stare con gli occhi aperti e come si è visto ieri, se non fossimo stati attenti con il presidente De Luca, ci sarebbe stato nella Finanziaria del governo lo scippo dell’acqua, in una maniera non solidale come invece noi abbiamo sempre fatto con la Puglia – dice -. Domani, tra l’altro, voteremo una legge di bilancio che deve in qualche modo mettere al centro i problemi delle fasce più deboli e oggi è stato approvato il mio emendamento per ripristinare il Genio Civile ad Ariano Irpino».
Passando al livello nazionale, rispetto a una sua eventuale candidatura alle elezioni politiche, D’Amelio non chiude alcuna porta. «Ho sempre detto che ho un ruolo di grande responsabilità, anche immeritatamente nel senso che a differenza di molti che dicono "io ho dato tanto al partito", io dico che ho avuto molto dal Partito democratico – dice -, perché per una donna che viene da una famiglia semplice essere la seconda carica istituzionale della Regione ed essere votata sempre dai cittadini, perché non ho mai avuto il privilegio di una lista bloccata e da sindaco a consigliere regionale sono sempre stata votata dai cittadini, credo siano elementi di grande prestigio e ne sono onorata. Questo mi pone sempre l’obbligo di dare risposte e di essere per quanto è possibile al servizio dei cittadini».
«Sono una persona che ha fatto in un anno credo 600 iniziative, a casa mia la gente viene a bussare alle 7 di mattina e alle 10 di sera e magari non si può sempre risolvere tutto, ma c’è sempre una parola di conforto perché così intendo la politica. Dopodiché, ho già avuto molto – aggiunge - ma sono sempre una donna di partito: ho fatto una campagna elettorale quando mi hanno cancellato all’alba, dopo che mi fecero dimettere da assessore regionale, ed ero al quinto posto nella lista della Camera e allora non c’erano le preferenze. Ma il giorno dopo facevo la campagna elettorale e andavo a lavorare all’azienda sanitaria. Forse dobbiamo pensare a valorizzare di più chi ha già un lavoro – dichiara -, perché spesso c’è una degenerazione della politica perché se non hai un lavoro poi ti attacchi a quello. Invece dobbiamo vederla come una parte della nostra vita: una volta stai in una istituzione e una volta fai il tuo lavoro, una volta fai il sindaco e un’altra sei nell’associazionismo. Io intendo ancora così la politica e sono questi i valori della politica con i quali sono cresciuta e che mi fecero iscrivere da giovanissima al Pc con Enrico Berlinguer».
In merito alle possibili candidature di alleati del Pd, in particolare di Angelo Antonio D’Agostino e Giuseppe De Mita, D’Amelio dice «le stesse cose che ho detto quando è venuto Ermini: siamo seri. Si sa bene che le candidature e le alleanze le decide Roma, quindi tutto il resto è un esercizio di demagogia. Io mi atterrò alle scelte che farà la Direzione nazionale del partito».

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