«Renzi avrebbe dovuto arrivare ad Avellino, ma è stato dirottato in Valle Ufita e questo è il paradigma della finzione renziana, mentre noi intendiamo avviare una vera campagna di ascolto aprendo un tavolo permanente del centrodestra sulla città, che è l’emblema del fallimento del Pd e dove l’istituzione è paralizzata da una guerra interna e la politica è ridotta a una questione di micro-potere».


Affiancato da Ettore De Conciliis (Movimento nazionale per la sovranità), Aniello Govetosa (Noi Con Salvini), Maria Paola De Stefano (Fratelli d’ltalia) e Paolo Ferraro (componente di Primavera Irpinia) e forte della condivisione anche di Forza Italia, Rivoluzione Cristiana e Movimento Idea, l’esponente di Primavera Irpinia Sabino Morano rilancia la sfida del centrodestra per il governo della città tracciando una linea di attacco che non risparmia da un lato il tour del segretario nazionale del Pd, che domani arriverà ad Ariano prima di trasferirsi alla sede dell’Industria Italiana Autobus di Fluemeri, dall’altro la condizione in cui versa la città e più in generale anche la provincia.
Morano non manca di sottolineare ad esempio «la questione scandalosa del governo dell’acqua per cui ci sono comunità irpine a secco ancora oggi, oltre metà ottobre». Usa lo sesso tono quando accenna alle criticità del pronto soccorso di Avellino e parla di «fatti da terzo mondo che sono espressione del governo Pd, mentre noi abbiamo l’onestà intellettuale per pensare a un’alternativa, incontrando tutta la cittadinanza attiva».
«Noi ci presentiamo come una possibilità reale – gli fa eco Aniello Govetosa – con l’obiettivo di cambiare lo stato attuale delle cose, ascoltando la gente e raccogliendone i bisogni in una città allo sfascio, che ha subito per decenni e oggi è una città pattumiera. Quando il grasso colava dal piatto è stato male utilizzato e paghiamo lo scotto di una politica che ha solo coltivato i propri interessi, in cui una pletora di leccapiedi non hanno fatto altro che raccogliere le briciole che cadevano e non erano poche». Il coordinatore di "Noi con Salvini" accusa quindi la politica del Pd di «arroganza» e l’amministrazione cittadina in particolare di «inettitudine», poi afferma: «Noi chiederemo il consenso trasversalmente, sapendo che se si sbaglia voi cittadini dovete cacciarci anche a calci». Sintomatico per Govetosa, che estende come Morano l’attacco all’intero Partito democratico, il nome del tour di Renzi: «Lo slogan freudiano del viaggio in Freccia Rossa, che vorremmo sapere chi paga, è "Destinazione Italia", come a dire che vengono da un pianeta alieno, sempre distanti dal popolo e dalle questioni che la gente solleva e ha a cuore».

Maria Paola De Stefano Govetosa De Consiliis Morano
Anche Ettore de Conciliis incalza sul tour dell’ex premier: «È dovuto venire il ministro Delrio in città per dire che il treno non arriva ad Avellino, per giunta nel giorno in cui si è inaugurata una infrastruttura che toglie acqua all’Irpinia». Poi sentenzia: «Il Pd è il male e Avellino è usata come terreno in cui le guerre interne si riversano sulle istituzioni. C’è bisogno che le cose cambino nelle urne. Nel centrodestra a volte ci sono discrasie, ma ad Avellino riusciamo a ragionare – dice - e speriamo di realizzare un cambiamento di rotta. Faremo la nostra parte, diversamente da chi crede che si possa recuperare con un giro in treno, cosa che oltretutto non sembra una buona idea, visto che Renzi è stato contestato ovunque».
«Renzi non è espressione del popolo, ma di poteri forti che gli permettono di fare un’altra campagna elettorale e noi temiamo che un pezzo del Pd possa presentarsi come alternativo al Pd – sostiene Maria Paola De Stefano -. Cercheremo di impedirlo, anche ad Avellino, e all’interno del centrodestra siamo aperti, ma stavolta la partita si gioca su un terreno diverso – precisa -a partire dalle persone e speriamo che gli avellinesi non si facciano imbrogliare da marchette elettorali sui settori di sempre, dagli alloggi ai parcheggi. Dipenderà anche da noi – riconosce – perché se ad Avellino è successo quello che è successo, è anche perché il centrodestra non ha saputo presentarsi come una forza coesa».
Stavolta, assicurano tutti gli esponenti delle diverse espressioni della destra, la compattezza c’è come la condivisione sul ricorso alle primarie per l’individuazione del candidato a sindaco, «purché non siano primarie appezzotatte» chiarisce comunque Govetosa, «magari più tra militanti – aggiunge Morano –, per evitare ingerenze esterne».
«Il Pd in questi anni ha consumato la nostra città – conclude Paolo Ferraro -. Noi ci avviamo alle prossime politiche e alle prossime amministrative con un’alternativa credibile e un programma che, lo dimostreremo, saprà interpretare le esigenze dei cittadini».

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