«Cerchiamo di mettere in rete giovani amministratori, e non solo, per mettere in campo energie nuove e attuare meccanismi che non sono quelli della vecchia politica fatta da pochissimi a discapito di tanti. Per questo siamo contrari a un biodigestore a Chianche che rischia la mortificazione del territorio». La presenza del sindaco di Liveri Raffaele Coppola al fianco di Sabino Morano intende fornire un sostegno duplice nella campagna per le prossime amministrative intrapresa dal promotore dell’associazione di centrodestra Primavera Irpinia, candidato a sindaco del piccolo comune irpino con una lista che non a caso si è scelto di chiamare "No al Biodigestore".


Coppola, infatti, se da un lato intende contribuire a un rinnovamento del centrodestra in Campania a partire dai territori, dall’altro porta la testimonianza dell’esperienza vissuta direttamente nel nolano dove dire rifiuti significa dire danni alla popolazione e all’economia.
Contro la decisione portata avanti dal sindaco uscente Carlo Grillo (che si ripresenta alle consultazioni dell’11 giugno con la formazione "Unione per Chianche"), Raffaele Coppola si schiera quindi anche contro politiche regionali attuate dal centrosinistra senza tener conto degli effetti delle proprie scelte, imponendo sui territori decisioni di cui, nello specifico del biodigestore, si contesta il metodo e il merito.
«Chianche è in assoluto la scelta più infelice che la Regione potesse fare – afferma Sabino Morano – perché si trova nella Valle del Sabato, che è terra di vini prestigiosi e andrebbe tutelata anziché sovraccaricata ulteriormente sotto il profilo ambientale, ed è lontana dalle infrastrutture, quindi inadatta a ospitare l’impianto. Non siamo ambientalisti tout court, ma riteniamo non sia giusto nemmeno dire sì a prescindere e in lista ci sono località più adatte per un biodigestore. L’anomalia è appunto la scelta ricaduta su Chianche, segno dell’arroganza della Regione oltre che del sindaco».

Morano DErcole Raffaele Coppola
«I sindaci non sono i padroni del territorio – continua Morano –, ma pensano di poter fare politica così come amministrano, decidendo da soli, mentre una volta la politica era capacità di ascolto e faceva da camera di compensazione. Il nostro impegno è quindi volto a un ritorno della politica quale arbitro sui territori».
«L’amministrazione Grillo ha deciso senza aver discusso prima né con i cittadini, né con i sindaci dei comuni del Greco, ma quanto perderemo in agricoltura, se oltre ai 5 ettari espropriati inizialmente per il biodigestore ne sono serviti altri 3?», domanda Corrado Cecere, tra i nomi della lista "SiAmo Chianche" al fianco del candidato sindaco Maurilio Calandro.
Rino Mastrogiacomo, consigliere comunale di Altavilla (altra comunità contraria al biodigestore la cui amministrazione ha presentato ricorso contro la realizzazione dell’impianto per il trattamento dell’umido, insieme ai comuni di Santa Paolina, Petruro, Torrioni, Tufo oltre al sindaco del centro sannita di Ceppaloni) evidenzia inoltre l’estrema vicinanza del fiume Sabato all’area individuata per l’impianto di trattamento della frazione umida e avverte: «Già il fiume è quello che è, con il biodigestore rischiamo di superare le condizioni del Sarno. Senza contare che la Statale 88 è rimasta chiusa per 10 anni e c’è un costone che il passaggio dei mezzi pesanti metterebbe ulteriormente a rischio. È evidente che la Regione considera Chianche un condominio di Napoli e pensa di poter perdere qualche centinaio di voti, ma noi vorremmo far crescere i nostri figli nello stesso ambiente in cui siamo cresciuti noi».
Contro il governo di Palazzo Santa Lucia si esprime ancora anche Coppola: «C’è disinteresse da parte della Regione – sostiene – che sembra voler esportare cattive pratiche, con politiche che sfuggono alle responsabilità e pensano solo di poter cavalcare le campagne che convengono. È accaduto anche nel nolano, con impianti non a norma, un territorio che ne è risultato inquinato, il diffondersi di malattie e nessun ritorno occupazionale, anzi con lo spettro di interessi poco puliti».
L’ex assessore regionale Franco D’Ercole ribadisce infine che «prima di decidere il luogo dove collocare un impianto, occorre verificare che abbia le caratteristiche previste dalle norme e non mi pare – dice – che Chianche le abbia. È l’arbitrarietà delle scelte a essere sbagliata – conclude -, perciò immaginiamo che la Regione possa rivedere questa scelta».

Morano Coppola biodigestore

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