Le Primarie del 30 aprile, a mio giudizio, sono state per la comunità democratica irpina una occasione di riscossa. Nella crisi dei Partiti, infatti, fatta di scandali e di processi per corruzione che alimenta il populismo movimentista e allontana gli elettori, registrare una partecipazione così elevata per la scelta del Segretario Nazionale del Partito Democratico conforta chi nel PD crede e si impegna.

Va dato merito quindi a quanti militanti, volontariamente, hanno speso il loro tempo e le loro energie perché il 30 aprile fosse una “festa democratica”. A loro va tributato l’onore ed il rispetto al netto delle mistificazioni politiche di analisi molto discutibili. Il calo in percentuale della partecipazione al voto in Irpinia non è stato superiore a quello nazionale e comunque ha rappresentato un risultato che andato oltre ogni aspettativa della vigilia. E’ chiaro ed evidente che le Primarie, soprattutto queste, non spazzeranno via le criticità che vedono il partito in provincia essere oggetto di attacchi e vessazioni, ma hanno comunque sancito l’esistenza di una comunità che nel Partito ripone fiducia per i suoi valori, per le aspettative e per la speranza che incarna, rendendo questo risultato molto incoraggiante. Incoraggiante per le prossime elezioni amministrative dove credo, al di là del civismo diffuso, gli amministratori ed i dirigenti locali del PD sapranno portare un contributo determinante per la crescita del soggetto politico democratico. Sono ingiusti, a mio giudizio, i tentativi di raccontare un’altra storia delle primarie agganciandola alle vicende nella città capoluogo. Se infatti analizziamo il dato della città dei 1400 votanti nei seggi allestiti più del 74% sono cittadini comuni. A questo si aggiunge che meno della metà degli iscritti al Partito Democratico, sempre del Capoluogo, non sia andato a votare. Tale numero lo dobbiamo leggere come una mancanza di partecipazione dovuta al fatto che gli iscritti sono stati investiti del voto per la convenzione provinciale oppure a causa del disimpegno di qualcuno che ha cercato, senza esserne stato in grado a questo punto, di far sentire il proprio peso? La soluzione a questo dilemma potrebbe consegnarci una risposta non univoca ovvero che una tale situazione si è determinata per la somma di entrambe le variabili consegnando risultato che conosciamo. Premesso che gli iscritti possono scegliere di non partecipare nella convinzione che sia politicamente giusto, a chi ha un ruolo istituzionale o di dirigente questo non può essere consentito. Men che meno chi si professa del Partito Democratico e che davvero si riconosce in questo soggetto politico non può sottrarsi all’impegno di dare il proprio contributo affinché i risultati delle primarie potessero essere migliori di quelli raggiunti. Quindi alcune dichiarazioni che le cose potevano andare meglio se le scelte fossero state diverse testimonia che non c’è la maturità politica necessaria per definirsi classe dirigente e gli elettori aggiustano ciò che i politicanti di professione provano a rovinare!
Alla fine resta solo il risultato che ha visto una partecipazione massiccia di cittadini comuni che nella giornata del 30 aprile si sono messi in fila presso i 104 seggi allestiti in provincia. Resta l’impegno dei candidati che hanno battuto la provincia, convinto gli elettori, invitato i militanti a dare il loro sostegno alle tre mozioni congressuali. I componenti l’ufficio politico provinciale, due dei quali sono stati eletti nella lista a sostegno del candidato segretario Renzi, hanno lavorato affinché ci fosse una affermazione della mozione del segretario che sarà nominato nell’assemblea di domenica 7 maggio, portando l’Irpinia ad essere una delle province più renziane d’italia.
Archiviate le primarie, infine, con le elezioni amministrative alle porte, è tempo di cominciare a parlare di Congresso provinciale perché molte delle storture che oggi vediamo consumarsi, dei malumori, delle invettive nascono dalla necessità di avere una legittimazione delle decisioni. Il direttorio fino a questo momento ha svolto con grande spirito di sacrificio, visti i ruoli e gli impegni, e senso di responsabilità la funzione di coordinamento e di guida politica ma ora i tempi sono maturi affinché si passi ad una fase ordinaria attraverso un Congresso straordinario. In quella sede i nodi verranno al pettine e anche chi voleva rendere queste primarie l’ennesima occasione mancata potrà misurarsi sui programmi, sulle idee, sulla visione di quello che deve essere il PD Irpino.


Nando Zoina
Reggente Circolo PD di Montemiletto –vicesindaco Comune di Montemiletto

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