Si aprirà domani 6 maggio 2017 la due giorni di tesseramento di Articolo Uno ad Avellino, prima del congresso nazionale che si svolgerà il 19, 20 e 21 maggio a Milano per la costituzione degli organismi dirigenti del partito nato a seguito della scissione dal Partito democratico. Le tessere sono arrivate stamattina presso la sede del partito di via Del Balzo, mentre il banchetto per raccogliere le sottoscrizioni sarà allestito a corso Vittorio Emanuele davanti alla Villa Comunale.


Primi passi compiuti anche in Irpinia, dove il coordinatore provinciale di Articolo Uno Francesco Todisco, alla guida del nuovo organismo di 35 componenti, manifesta già grande soddisfazione: «Abbiamo eletto un coordinamento molto vario con presenze tanto di rappresentanza politica e amministrativa ma anche di impegno nel mondo del sociale ed è una cosa di cui andiamo molto fieri, perché c'è una giusta miscela di esperienza e di impegno di giovani che provengono dai Giovani Democratici o piuttosto che dall'associazionismo. Faremo questo lavoro in sintonia con il livello nazionale per provare ad aggregare le forze della sinistra, perché riteniamo che in questa provincia, in questo territorio come sul resto del territorio nazionale, i nostri valori, i nostri ideali, i nostri principi vadano declinati con le nostre parole e con la nostra storia».
Una storia che Todisco richiama più volte, per segnare una distanza rispetto al Pd che nelle sue parole si origina ben prima della decisione di lasciare il partito di Renzi. Così è ad esempio anche in relazione al tesseramento, di cui Todisco dice con una vena critica: «Per noi non è soltanto un mettere insieme elenchi, e questo è un motivo di grande orgoglio rispetto alla nostra storia e al nostro modo di intendere la politica, ma un guardare negli occhi le persone che insieme a noi vogliono costruire un percorso per un contributo di carattere programmatico ideale e di impegno vero».


Stessa distanza sulle primarie, in merito alle quale Todisco puntualizza una chiara distinzione: «Nella costituzione di questo nuovo soggetto politico c'è anche un elemento di totale liberazione dalle logiche che hanno imperversato nel Partito democratico, tanto per il tesseramento quanto per le primarie, che potrebbero essere uno strumento molto bello di chiamata a raccolta di energie rispetto alla scelta di riferimenti importanti, quali il candidato sindaco o il candidato alla presidenza della regione o del governo. Ma le primarie per l'elezione del segretario del partito – aggiunge - mi sembrano già un'altra cosa, perché una comunità di iscritti ha il dovere di scegliere il proprio rappresentante. Le primarie non normate, così come sono quelle del Partito democratico, mi lasciano enormi dubbi e devo essere sincero: essere stati esponenti del Partito democratico dalla fondazione fino alla scelta che abbiamo fatto, in qualche modo, ci fa visto essere dei paladini della trasparenza e della legalità rispetto a un partito e un gruppo dirigente che non ha mai voluto davvero mettere le mani per disciplinare e per fare in modo che le primarie fosse uno strumento di trasparenza. Per fortuna, questo tema non ci appartiene più perché costruiremo il gruppo dirigente del partito come deve essere costruito, con l'impegno degli iscritti».
Nel senso di una rottura netta con il passato Todisco interpreta anche il prossimo passaggio delle amministrative nel capoluogo, scadenza in vista della quale il coordinatore di Articolo Uno ribadisce comunque oltre all’apertura al mondo della sinistra anche la disponibilità a non chiudere definitivamente le porte al partito di governo: «Come per il livello nazionale, anche per quello provinciale noi siamo una forza politica competitiva nei confronti del Partito democratico, ma che guarda con rispetto una comunità di centrosinistra che continua a votare il Pd. Laddove il Partito democratico dovesse essere un elemento di aggregazione del centrosinistra, noi non avremo alcuna difficoltà a dialogare con il Pd – aggiunge -. Certamente, le prime dichiarazioni di Renzi subito dopo la vittoria delle primarie a livello nazionale non ci lasciano ben sperare in questo senso. Al livello locale, ho sempre sostenuto e continuo a farlo anche in questa nuova veste che il Partito democratico non ha mai voluto affrontare i nodi irrisolti in città: la composizione delle liste, i grandi temi che riguardano l'urbanistica e l'area vasta, le politiche sociali, la trasparenza nella gestione delle partecipate. Tutti questi grandi temi mi sembra che il Partito democratico li abbia sempre in qualche modo evitati. Ma se il Pd dovesse scegliere di svegliarsi di fronte a tutto ciò che accade in città, non avremo alcuna difficoltà a confrontarci. Se invece dovesse continuare su questa strada, che è una strada di disprezzo rispetto ai bisogni della collettività avellinese, noi abbiamo il dovere, l'obbligo è la necessità, di scegliere altri percorsi di costruire un'alternativa vera per i bisogni degli avellinesi».
Stesso atteggiamento nei confronti dell’associazione Ossigeno che fa capo a Luca Cipriano (leggi qui), presentata una settimana fa: «Credo che tutti gli impegni di questo tipo vadano valutati e guardati con rispetto, in relazione alle idee e ai contenuti che propongono. Sono consapevole dei limiti che ci sono anche in quella esperienza – precisa -, perché nasce comunque da una stagione di continuità rispetto a determinate scelte del Partito democratico, però preferirei che una volta tanto in città non si parlasse di polemiche, di non detti, ma si affrontasse un dialogo con apertura mentale e sui contenuti. Chiunque voglia con chiarezza e con nettezza, senza equivoci, voltare pagina rispetto alle stagioni di governo del Partito democratico in questa città, non solo quella di Foti ma anche le due precedenti di Galasso e l'ultima fase dell'amministrazione Di Nunno, è un interlocutore indispensabile».
In vista della tornata elettorale del prossimo anno, ad Avellino come negli altri Comuni irpini chiamati alle urne, il punto fermo resta quello programmatico: «Articolo Uno, ovviamente dove è rappresentato, guarderà come abbiano sempre fatto nella nostra storia ad aggregazioni civiche in piccole comunità, ma che siano bene orientate dal punto di vista politico. Sappiamo bene che uno dei grandi limiti della stagione del Partito democratico in questa provincia è stato quello di creare aggregazioni e coalizioni che mettessero insieme tutto e il contrario di tutto – dice Todisco -, per poi ritrovarsi negli enti con una linea politica del tutto disgregata. Invece, noi abbiamo bisogno di costruire delle aggregazioni anche civiche, ma che abbiano un senso e un orientamento politico per poter provare a rappresentare la nostra idea di sviluppo del territorio nel resto della provincia».
Nessun timore, infine, che la coesistenza anche in Articolo Uno di sensibilità diverse possa determinare un rischio di frantumazione: «Vorrei intanto dire a chi lo dimentica che nel 1921 c'è stata una scissione in Italia che in qualche modo ha costruito una grande forza politiche. Dopodiché, la nostra ambizione non è quella di costruire un piccolo partito di sinistra che si aggiunge ad altre sigle, ma una grande forza che aggreghi la sinistra nel Paese per far sì che il centrosinistra diventi largo, plurale e diffuso rispetto ad un Partito democratico che è diventato un oggettivo ostacolo alla costruzione del centrosinistra. Non ho mai avuto paura, anzi ho sempre detto all'interno del Pd, che le sensibilità, le culture politiche, le componenti sono una ricchezza all'interno di un partito. Questa cosa quindi non ci spaventa e all'interno di Articolo Uno verranno e stanno già venendo sensibilità e culture politiche che sono unite da un desiderio che è quello di rappresentare il nostro popolo. Il Partito democratico non è riuscito a farlo; con Articolo Uno e con tutto ciò che si muove alla sinistra del Pd, un campo progressista di Pisapia e altre forze politiche che si muovono in questo senso, noi cerchiamo di coltivare questa ambizione».

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