Parte da Avellino il cammino del "Comitato lavoratori per il no" che attraverserà l’Italia in lungo e in largo con l’obiettivo di percorrere 10mila km a sostegno del no alla riforma costituzionale proposta dal governo Renzi Boschi. «Si tratta di un comitato spontaneo di lavoratori al quale io voluto dare il mio sostegno e il mio contributo – spiega la vice Presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, Renata Polverini - e viaggerò insieme a loro fino al 2 dicembre, quindi poche ore prima del voto per sostenere il no ad una riforma che non ci piace, perché innanzitutto cancella inderogabilmente la necessità di dialogo tra governo e parti sociali».


«È una riforma che non ci piace – insiste Renata Polverini - perché porterà un uomo solo al comando, un uomo che non soltanto eleggerà tutti i parlamentari di maggioranza di una camera, ma anche tutte le cariche istituzionali del Paese e diventerà di fatto il padrone assoluto. È una riforma che non ha avuto il coraggio di passare al presidenzialismo e inoltre non ci piace un Senato che diventa un Cral per senatori e sindaci. A me poi non piace perché non voglio pensare che tutti i Fiorito di Italia, cioè il consigliere regionale che nella mia legislatura ha fatto naufragare un ottimo lavoro che la giunta aveva messo in campo in tre anni, debbano andare a rappresentarci in un nuovo Senato».
Polverini, che presenta l’iniziativa affiancata dalla presidente del Comitato Valentina Iori, dal segretario Ugl Campania Vincenzo Femiano e dal segretario provinciale Utl Ugl Avellino, Costantinos Vasilliadis, respinge anche l’ipotesi che la riforma possa garantire maggiore velocità all’iter di approvazione delle leggi: «Il Senato continuerà legiferare su materie molto delicate ma soprattutto potrà richiamare tutte i provvedimenti che passano per la prima Camera – dice -. Quindi penso che invece andiamo incontro non soltanto a un problema iniziale per il cambio di assetto istituzionale tra Camera e Senato, ma anche a una confusione che sicuramente genererà il blocco dei provvedimenti che il governo e metterà in atto».
A chi critica l’eterogeneità delle voci contrarie alla riforma, Polverini replica che «la Costituzione non è dei partiti, non è della destra né della sinistra, ma dei cittadini. Noi in quanto rappresentanti dei cittadini interpretiamo quello che riteniamo il loro volere. Trovo quindi naturale che sul dibattito sulla Costituzione ci siano anche posizioni diverse all'interno degli schieramenti».
Alla voce dei cittadini fa riferimento anche Valentina Iori che spiega la nascita del comitato impegnato nella marcia #10milakmperilNO che per ora prevede 26 tappe come una risposta alle «forti preoccupazioni raccolte sui territori per le ripercussioni che la riforma costituzionale avrà sul mondo del lavoro ma anche per l'abbandono al quale il sud Italia è destinato da questo governo Renzi. La costituzione non può essere attuata come se fosse la scelta di un menu in un ristorante, ma va attuata nella sua interezza – conclude -, dalla partecipazione ai rinnovi dei contratti nazionali alle sentenze della Corte Costituzionale».

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