Più 17.000 contatti complessivi, centinaia di ospiti e una nuova squadra numerosa e carica di energia già pronta a dare vita ad una programmazione variegata con l’arrivo dell’autunno. Il bilancio della prima stagione di Cosmo Radio Taurasi è decisamente positivo e Davide Iannuzzo, co-fondatore e animatore principale, si ritiene più che soddisfatto.


«Lunedì 13 Luglio c’è stata l’ultima serata di programmazione prima della pausa estiva, ma siamo già pronti a riaccendere i microfoni: il 21 Settembre torniamo on air con ben 14 programmi e uno staff che viene da tutta la provincia di oltre 20 persone. Abbiamo avuto un successo inaspettato che con 9 ore di diretta alla settimana, tra l’altro sul web, non era certo scontato, anche perché continuiamo ad essere una realtà completamente autofinanziata, che non ha mai ricevuto né richiesto soldi da alcun ente o privato».

Quindi, volendo tirare le somme, Cosmo Radio Taurasi va in vacanza felice?

«È stata una stagione stupenda. Abbiamo iniziato per scherzo, era un esperimento. E invece ci siamo trovati a dover cambiare sede dopo pochissimo tempo dall’inizio delle trasmissioni perché siamo diventati un gruppo numeroso e nel garage dove avevamo iniziato non ci stavamo più! La squadra è un po’ cambiata perché qualcuno, quando abbiamo iniziato a denunciare i problemi senza peli sulla lingua, ha preferito andare via. Ma gli intenti erano questi fin dall’inizio. Per fortuna, per pochissimi che sono venuti a mancare molti di più hanno capito le nostre intenzioni e sono entrati nel team. Siamo soddisfattissimi di questa prima stagione che, essendo partita a gennaio, non è durata che pochi mesi. Ma grazie alle energie ricevute dai risultati ottenuti e con l’arrivo dei nuovi “innesti” il prossimo anno di programmazioni partirà molto prima e con un palinsesto davvero ricco».

Che cosa ci aspetta l’anno prossimo?

«Vogliamo provare il video-streaming e sicuramente aumenteranno le ore di programmazione. Abbiamo già tutti i programmi pronti con i rispettivi conduttori: “L'Irpinia e la terra degli gobbi” di Nicola Di Iorio e Tonino Santosuosso; “No age music” di Bigwave; “Pronto si’ tu” di Enzo Costanza; “Stasera jazz” di Domenico Tammaro; “L’eco di Cassadra” di Giuseppe Ciarcia e Olga Addimanda; “Positive vibes” di Francesco Pirone; “Ad occhi aperti” di Elio Capobianco; “Metal detector” di Luca Carosella e Arturo Capone;
“L’Irpinia che piace” di Iole Moccia; “Oroscopo live” di Daniela Lombardo; “Musica dal web” di Francesco Ricca; “Fare impresa e semplice” Antonio Sirignano; “Senza censura”, il mio programma e il Tg Provinciale a cura di Simona Tammaro. Inoltre stiamo lavorando ad un programma di denuncia a 360°, “Le tute bianche”. Completano la nostra squadra Antonella Fierro, Camilla Memmolo, Remo Vecchi, Antonio Vecchi e Mario Ferdinandi, che si occupano della parte tecnica e social».

Durante la stagione Cosmo Radio ha trattato moltissimi argomenti e aperto le porte a numerosi ospiti. Avete un rimpianto, qualcosa di cui non siete riusciti a parlare come avreste voluto?

«Nessuno perché, se qualcuno non si è presentato a parlare ai nostri microfoni, non è dipeso da noi. Abbiamo sempre invitato tutti, dato ascolto a chiunque fosse parte in causa di ciò che trattavamo o che sentiva la necessità di farsi avanti. C’è solo un piccolo dispiacere. Dopo aver affrontato davvero le questioni più scottanti di tutta l’Irpinia, dall’Irisbus all’Isochimica, dalle trivelle alle strade dissestate, non siamo riusciti a trattare la vergognosa situazione della Fiera Enologica di Taurasi in maniera esauriente perché, a differenza della pro loco, l’amministrazione comunale, invitata più volte, ha sempre rimandato e non si è mai concessa ad un confronto aperto a 360°. Col tempo ha mostrato piccoli segni di apertura e di dialogo, ma su quest’argomento non abbiamo ricevuto risposte. Se ne parla al bar, per strada, nei corridoi, ci si accontenta dei giornali che riportano le dichiarazioni ufficiali ma che, non vivendo il territorio non possono approfondire, ma carte alla mano e con chi opera nel paese non c’è stato nulla da fare. Speriamo di colmare la lacuna prima o poi».

Di cosa, invece, andate più orgogliosi?

«Siamo riusciti a far superare i pregiudizi nei nostri confronti. Ci avevano inizialmente etichettato come un gruppo “di partito” schierato a sinistra e basta, mentre noi siamo sempre andati fieri di avere ognuno una propria idea ben manifesta ma non per questo limitante. Abbiamo avuto tra i nostri ospiti tutti i 27 candidati irpini al consiglio regionale, che hanno accettato di venire ai nostri microfoni alle nostre condizioni. Qualcuno voleva preparare le domande e noi abbiamo rifiutato, perché non è nel nostro stile. Ci abbiamo messo la faccia e siamo stati premiati. Sono venuti sindaci da tutta la provincia a presentare le loro iniziative, chiamati da noi o autoinvitati, perché entusiasmati dal nostro progetto. Abbiamo fatto conoscere Taurasi a chi non sapeva neanche dove fosse sulla cartina e ci siamo divertiti molto, e questo per noi era l’obiettivo principale».

Qual è stata la risposta in paese? Avete parlato di tutta l’Irpinia e affrontato anche questioni regionali, ma siete riusciti ad essere profeti in patria?

«Stare in un paese ha i pro e i contro. Perché ci si conosce tutti e si hanno sempre parenti di ogni tipo e affari con chiunque e di qualunque genere. Quindi finché abbiamo parlato di cose che non andavano a scoprire gli scheletri nell’armadio dei nostri concittadini sono fioccate le lodi, dopo il clima è un po’ cambiato perché ogni volta siamo andati sempre a fondo senza limitarci in nulla. Attraverso i nostri canali abbiamo pubblicato foto, prove, documenti, non ci si poteva più nascondere. Ma c’è anche chi è dalla nostra parte perché ha capito che il nostro intento non è quello di denigrare Taurasi, ma di trovare una soluzione».

Siete anche usciti dalla radio, iniziando ad occuparvi in prima persona e attivamente della città, come nel caso dell’ex asilo nido. Continuerete in questa direzione?

«È la struttura più bella che abbiamo ed è completamente inutilizzata. Dal comune dicono che bisogna cambiare la destinazione d’uso e ripetere il collaudo, allora tra tre mesi torneremo a verificare se qualcuno stia agendo in questo senso, mentre per il momento ci siamo occupati della sua pulizia e lo abbiamo fatto per lanciare una provocazione e capire quanto ci avremmo messo, tra permessi e burocrazia, a portare a termine tutto. La risposta è stata un mese e mezzo. Ma non lo faremo di nuovo, le istituzioni non possono scaricare le responsabilità sui cittadini. Quello che continueremo a fare sicuramente è denunciare quello che non va e andare nel cuore dei problemi e dei fatti. Non ci accontentiamo mai solo del “non si può”».

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