Senza scopo di lucro, senza pretese di detenere verità assolute ma, soprattutto, senza censure. Cosmo Radio Taurasi nasce dalla volontà di un piccolo gruppo che abita uno dei paesi più rinomati dell'Irpinia per il suo vino, e che ritiene proprio questa "fama" insufficiente a dare risposte alle esigenze dei cittadini.

Grazie al web tante sono le nuove "radio libere" che stanno fiorendo per i più disparati motivi. Associazioni, studenti, appassionati, riescono con pochi mezzi tecnici ed uno sforzo economico minimo a diventare protagonisti dell'etere 2.0 e a diffondere la propria idea di quello che andrebbe trasmesso.
E Cosmo Radio Taurasi, in onda a partire da Mercoledì 7 Gennaio 2015, com'è nata e di quali idee si fa promotrice?


«Durante le elezioni comunali, tra amici, seduti al bar, si parlava della mancanza in paese di uno strumento di comunicazione che dicesse le cose senza peli sulla lingua, così ci venne l'idea di crearne uno tutto nostro – racconta Davide Iannuzzo, tra i fondatori – I dubbi erano tanti: i soldi, i mezzi. Ma con le potenzialità del web ci siamo resi conto che il progetto non era così irrealizzabile e così ci siamo messi in moto. Però ho subito chiarito per quale tipo di radio mi sarei voluto impegnare: un'emittente fuori dal coro, non la solita stazione che alterna una canzone ad una notizia di gossip. Una radio "tosta", che non abbia paura di dire le cose come stanno e che non si censuri».


Come è possibile, secondo voi di Cosmo Radio Taurasi, applicare concretamente questa idea di mancata censura?


«Non saremo finanziati da nessuno. Se accettiamo di prendere soldi da sponsor privati, non possiamo certo poi andare a far loro le pulci, a scoprire le magagne che hanno combinato in pase per i loro interessi. Quindi siamo totalmente autofinanziati: mettiamo di tasca nostra una quota mensile per garantirci l'abbonamento alla piattaforma Spreaker, che utilizzeremo per le trasmissioni; lo studio l'ho allestito nel garage di casa mia, quindi non abbiamo spese vive di altro genere e dividiamo tra noi gli aumenti in bolletta, e tutti noi impieghiamo il nostro tempo in modo volontario, non guadagniamo da questa attività. Seguiremo i consigli comunali, le vicende legate agli appalti (che da vent'anni vengono vinti sempre dalle stesse imprese). Insomma daremo fastidio».


Ma potreste comunque essere accusati di censurare chi non la pensa come voi, o no?


«Impossibile, perché non c'è un'ideologia di base che vogliamo portare avanti e che per questo non ci fa parlare delle voci "contro". Il gruppo è politicamente trasversale, ci sono rappresentanti di tutti i colori partitici che si occupano delle trasmissioni e i nostri spazi sono aperti a tutti, soprattutto a chi si sente "infastidito" da quello che diremo. Qualcuno non è d'accordo con noi? Ci va benissimo, ma deve venire a sostenere la sua versione davanti ai microfoni, esporsi pubblicamente. È troppo comodo limitarsi all'offesa privata o alla litigata in strada. Non vogliamo essere censurati e non censureremo, ma chi ci critica deve avere il coraggio di farlo sapere a tutti e non limitarsi, come già sta succedendo, alle illazioni sul piano personale. Non abbiamo paura di minacce né di denunce».


C'è già qualcuno che non è d'accordo con questa iniziativa?


«Basti pensare a come siamo partiti. Eravamo 20, poi siamo diventati sei. Si sono tirati indietro quelli che non credevano che avremmo portato avanti una linea così dura sui contenuti e quelli che pensavano di guadagnare dall'attività, e non avevano capito lo scopo primario. Ci aspettavamo appoggio dalle tante associazioni locali che, invece, hanno addirittura preso le distanze. Qualcuno preferisce restare chiuso nel suo piccolo mondo, e in tanti anni non si è mai riusciti ad organizzare qualcosa di "collettivo, qualcun altro più semplicemente non si vuole esporre. Ad Agosto abbiamo capito su chi potevamo davvero contare, e ci siamo messi a lavoro. Ma la voce si era già sparsa e a nessuno piace sapere che se farà qualcosa di criticabile noi saremo pronti a dirlo a microfoni aperti. Anche se non abbiamo la presunzione di pensare che avremo subito successo, abbiamo la voglia di fare le cose in modo trasparente. Può anche non ascoltarci nessuno, ma a noi basta sapere che, quando saremo in onda, staremo dicendo le cose come stanno».


Perché, come stanno le cose a Taurasi?


«Male, malissimo. Qui manca tutto e non si capisce perché. Il castello presto verrà privatizzato, perché non si riesce a trovare una formula di gestione che mantenga la struttura pubblica, e le poche iniziative svolte, come la Fiera Enologica, non lasciano nulla di concreto in città. Siamo uno dei paesi che di vino dovrebbe vivere e far vivere, e invece il centro storico cade a pezzi mentre alcune aziende si fanno arrivare le bottiglie dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca e le spacciano per eccellenze locali. Non c'è una cooperativa sociale, una partecipazione diretta della cittadinanza in nulla. E se Taurasi piange, il resto dell'Irpinia non ride».


Perché avete sentito quest'esigenza di occuparvi di queste denunce in prima persona? Ritenete che il mondo dell'informazione non stia facendo il suo dovere?


«Troppi operatori dell'informazione sono compiacenti con i poteri forti oppure si limitano a riportare il fatto di cronaca spicciola senza indagare, senza approfondire. Soprattutto le radio si limitano perlopiù al radiogiornale: pochi secondi per la notizia in sé, ma i perché dove sono? I protagonisti dei fatti, le vittime dei soprusi, quando potranno far sentire la loro voce? Se quelli che si occupano di informazione per mestiere si dovessero sentire in qualche modo offesi dal nostro operato, totalmente gratuito, perché riusciremo a smuovere l'indignazione laddove loro non riescono più, allora forse dovranno solo farsi un esame di coscienza».


E credete che la radio sia ancora il mezzo più efficace?


«Soprattutto grazie al web. La sera le persone sono quasi tutte connesse, i social in questo danno una grandissima mano. Si ascolta la radio mentre si fa altro, magari a qualcuno viene voglia di ascoltare noi che ci occuperemo di Taurasi e di Irpinia, ma anche dell'Italia e del Mondo. Vorrei che nascessero in ogni paese radio come la nostra, per smuovere l'indignazione».


Per questo il nome della radio si riferisce al "Cosmo"?


«Mentre cercavamo notizie in rete ci siamo imbattuti nell'immagine del Mappamondo. Abbiamo pensato che racchiudesse bene la nostra idea di voler spaziare, pur partendo dall'Irpinia e dal nostro paesino, a tutto tondo su quello che ci succede».


Avete già un palinsesto definito?


«Sul nostro sito, cosmoradiotaurasi.jimdo.com, ci sono tutte le anticipazioni. Per il momento saremo in onda i giorni dispari dalle 20.30 alle 23.30, alternando i programmi ma garantendo sempre le news. Io condurrò una trasmissione dal titolo "On air". Nei primi appuntamenti ospiterò Salvatore D'Amato che ci racconterà della vicenda Irisbus, e successivamente gli operai dell'Isochimica, ma anche la Faims, un sindacato minore, per raccontarci delle tante vertenze della provincia. Insomma affronterò soprattutto diritti e lavoro. Poi avremo il radiogiornale, condotto da Simona Tammaro, che si occuperà di raccontare le notizie principali della giornata a 360°, mentre Olindo Melchionno si occuperà delle notizie sportive. Il professor Antonio Panzone si occuperà di arte e cultura, e di aneddoti locali. Steven Marchetti si occuperà di approfondimenti legati allo sport. Elio Capobianco condurrà "Occhi aperti", un programma che accenderà l'attenzione su avvenimenti spesso tenuti in secondo piano, anche nazionali, mentre Mario Ferdinando ci aiuta per la parte tecnica».


In una radio però non può mancare la musica...


«Ci sarà, ma pochissima, e sarà soprattutto di gruppi emergenti locali. Altrimenti che radio fuori dal coro saremmo? Di musica ce n'è in abbondanza, noi vogliamo parlare di altro».


Avete tutti già esperienze di conduzione radiofonica?


«Soltanto io ho collaborato con Radio Harambee per due anni, tutti gli altri sono alla loro prima esperienza ma vanno fortissimo».


Qual è l'augurio che vi fate, a pochi giorni dalla vostra prima diretta ufficiale?


«Riuscire a svegliare le coscienze, soprattutto chi fa finta di non sentire. Avete un problema? Venite in radio. Motivate le vostre accuse e ascoltate chi vuole darvi un altro punto di vista. Ne approfitto per lanciare anche un appello a tutti quelli che pensano di avere qualcosa di importante da dire: la nostra radio è a vostra disposizione, è una realtà aperta e condivisa che aspetta solo di essere vissuta».

© Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Privacy Policy

Cannot get Avellino location id in module mod_sp_weather. Please also make sure that you have inserted city name.

Ultimi articoli

Irpinia Focus

Direttore Responsabile

Roberta Mediatore

Redazione: Corso Europa, 22

83100 Avellino 

Telefono: 0825 21358

FAX: 0825 1805359

 Mail: redazione@irpiniafocus.it

Registrazione al Tribunale di Avellino n. 3/14 del 25/03/2014 

Il Prisma Comunicazione Editore

© IrpiniaFocus 

Vietata la riproduzione anche parziale

senza inequivocabile autorizzazione scritta del direttore