All’indomani della conferenza stampa convocata a Palazzo di Città dal vicesindaco (leggi qui), il capogruppo di "La svolta inizia da te", Dino Preziosi, entra nel merito sulla questione delle stabilizzazioni sollevata da Ferdinando Picariello.

Avvocato Preziosi, come commenta quanto denunciato ieri dal vicesindaco Picariello?

«Ho letto della conferenza stampa tenuta dal vicesindaco Picariello, che devo ammettere è anche una persona simpatica, per mostrare alcuni scatoloni abbandonati a Palazzo di Città. Per la verità, dalle foto si vede che sono sigillati e, fossi stato in lui, ne avrei prima verificato il contenuto, per controllare che non ci siano documenti vecchi di decenni».

Nel corso dello stesso incontro con gli organi di informazione, Picariello ha però anche dichiarato che se non si approva il bilancio, non si possono fare le stabilizzazioni del personale…

«Devo dire, e ne sono convinto, che la conferenza stampa sia stata convocata non tanto per far vedere quei cartoni, quanto per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su cose diverse e forse inutili e mi meraviglia il risalto mediatico. Ho letto anche che il vicesindaco ha, infatti, dichiarato che senza l’approvazione del rendiconto 2017 non sarà possibile stabilizzare alcun precario, esternando, diciamo così, una sciocchezza».

In che senso, a cosa si riferisce in particolare?

«A parte il fatto che il Comune è stato nuovamente dichiarato Ente strutturalmente deficitario anche per il 2018 e questo impedisce a priori di assumere nuovo personale e stabilizzare i precari presenti, in secondo luogo, il Vicesindaco Picariello dovrebbe sapere che entro il 30 settembre va approvato il consolidato, senza il quale non si può procedere ad assunzioni né a stabilizzazioni».

Ma l’anno scorso il consolidato è stato approvato il 30 dicembre…

«Si è così, tanto è vero che l’anno scorso, quando il consolidato fu approvato il 30 dicembre, il giorno successivo sono state assunte diverse figure e io mi sono opposto alle nuove assunzioni, anche per mobilità, impugnandole, e tutti le persone coinvolte tornarono agli enti di provenienza, proprio perché anche per il 2018, come detto, l’Ente fu dichiarato strutturalmente deficitario. Ora, considerando i termini affidati dalla Prefettura al commissario per stilare un nuovo rendiconto, sicuramente non sarà possibile approvare il consolidato entro la scadenza fissata a settembre e, quindi, la responsabilità dell’impossibilità di stabilizzare e assumere è esclusivamente in capo a chi ha revocato il consuntivo approvato a maggio scorso».

Si riferisce alla delibera sul bilancio revocata?

«Sulla vicenda dell’annullamento della delibera di giunta licenziata nella passata consiliatura, manifesto ancora una volta delle perplessità. Visto che il parere dei revisori è obbligatorio e non vincolante e, anche se negativo, poteva essere portato all’attenzione dell’aula avendo avuto il parere positivo di regolarità tecnica economica del ragioniere capo, non ho capito in base a quale norma giuridica o riferimento normativo, ciò non sia avvenuto. La decisione ultima se emendare, approvare o bocciare spetta infatti al Consiglio. Ricordo, a questo proposito, che non a caso il bilancio di liquidazione dell’istituzione teatro fu bocciato dal Consiglio comunale, malgrado fosse corredato pareri positivi.
L’attuale giunta invece, ha deciso di revocare quella delibera sfiduciando di fatto il ragioniere capo e poi, non avendolo rettificato dopo la revoca, di fatto si è dimostrata incompetente, sfiduciando a sua volta l’assessore alle finanze».

Come giudica, allora, la scelta dell’esecutivo?

«La mia convinzione è che la giunta non voglia assumersi nessuna responsabilità e non a caso viene in soccorso il Prefetto, atteso che il vecchio bilancio è stato revocato ed il nuovo non è stato redatto, per cui viene nominato un Commissario ad acta che approverà il bilancio, esonerando la Giunta da ogni responsabilità, mentre non è vero che chi non approva il bilancio si assume responsabilità.
Tornando alla stabilizzazione dei precari, le ripeto che non può essere fatta perché l’Ente è strutturalmente deficitario, poi manca l’approvazione del consolidato i cui termini spirano il 30 settembre e se non si approva il rendiconto 2017, non si può procedere all’approvazione del consolidato. Quindi, quanto dichiara dal Vicesindaco non risponde al vero. Il comportamento adottato in merito al cartellone del Ferragosto è identico. Non so, però, come sia possibile amministrare in questo modo. In tre mesi non ho visto niente che sia degno di essere definito un atto amministrativo e mi chiedo come è possibile andare avanti a suon di minacce, dicendo che non sarà possibile assumere, se il rendiconto non sarà approvato in aula, quando ci sono altri problemi che ne impediscono l’approvazione. È un copione già visto, come quando è stato dichiarato che chi non esprime consenso va a finire sulle vele, cosa accaduta a otto consiglieri, incluso me».

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