Accanto ai consiglieri delle opposizioni, nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina davanti a Palazzo di Città (leggi qui) per replicare alle parole affidate la notte scorsa dal sindaco Vincenzo Ciampi a un post su Facebook (leggi qui), ci sono anche diversi rappresentanti della sinistra. Da Roberto Montefusco a Costantino D’Argenio, da Donata Ferrante a Michela Arricale, da Francesca Di Iorio a Giancarlo Giordano, che hanno entrambi ricoperto il ruolo di consiglieri di opposizione durante la passata consiliatura.

Giancarlo Giordano, dopo tante battaglie in aula sulla correttezza degli atti e delle procedure oggi è accanto ai consiglieri delle opposizioni per rispondere al post del sindaco Ciampi.

«Sono venuto a portare la mia solidarietà innanzitutto a Nadia Arace, che è stata la prima ad essere oggetto di questo delirio di onnipotenza del sindaco, che ho trovato volgare, oltre a che sopra le righe, violento e assolutamente inaccettabile. Quindi, è giusto che ci sia stata una reazione dei consiglieri che si sono visti mettere all'indice da un sindaco che a me risulta, "da cittadino" come amano dire loro, non aver detto nemmeno al Consiglio comunale come ha intenzione di amministrare, su che cosa, quali siano le priorità di governo. Però fa il grande per aver salvato la Avellino, non si capisce bene come, visto che a me risulta l'abbia salvato qualche imprenditore, mentre il sindaco si è limitato ad applicare la norma. Si fa grande perché tappa le buche, si fa grande per ogni cosa, però non sta amministrando per nulla. Il sindaco ha il dovere di parlare in Consiglio comunale e non mi risulta che lo faccia molto spesso; mi risulta invece che sui social, o lui o qualcuno per lui più probabilmente, scrive cose che non hanno nulla a che fare con la democrazia, con la civiltà dei rapporti tra le forze politiche e con la civiltà delle relazioni tra le persone».

La mancanza di linee programmatiche era uno dei punti di partenza della pregiudiziale presentata ieri ma, al di là del dibattito in aula e di quello che è accaduto in merito alla delibera proposta dall'amministrazione, oggi è stata posta l'attenzione su quello che è stato scritto successivamente dal sindaco rispetto al Consiglio comunale, al ruolo dell'assemblea cittadina, laddove dice che il passaggio in aula per votare la delibera era una formalità...

«Se per formalità si intende che è una forma necessaria, la possiamo anche prendere per buona. Dopodiché, il sindaco vanta di governare chissà quanto bene, ma deve capire che con il 20% non si governa. Può tirare a campare, come i politicanti contro cui si scaglia quotidianamente sui social network, ma di questo si tratta: di politicanti da strapazzo. E non si possono indicare otto persone che hanno un ruolo pubblico di responsabilità che non hanno, se non quella di aver portato a termine il proprio ruolo perché hanno sentito e avvertito la necessità di segnalare al sindaco, in qualche modo tutelandolo, una procedura non bene incardinata. Però siamo di fronte a casi di analfabetismo funzionale dal punto di vista istituzionale, quindi non mi sorprendo (mi sorprenderebbe una reazione di tono inferiore a quello che ha usato lui) e questo è inaccettabile. Ci sono principi non negoziabili, uno di questi è la democrazia: i consiglieri comunali svolgono il proprio ruolo e, quando votano, non devono essere messi al bando o indicati come nemici del popolo sui social network che, come sappiamo, sono diventati la manifestazione plastica della pancia del Paese. Il clima è molto teso, non è buono e un sindaco serio non dovrebbe alimentare questo clima. Ciampi invece lo fa, soffiando sul fuoco e scherzando col fuoco, ma non mi pare che abbia tutti gli strumenti per fare questo giochino. Mi sembra, da libero cittadino, che ci troviamo di fronte a un sindaco che non ha la piena consapevolezza di essere sindaco e questo è abbastanza grave».

Stamattina qualche consigliere di opposizione ha parlato di clima difficile anche ad Avellino e dell'intenzione di rivolgersi anche alla prefettura. Pensa ci siano anche altre strade percorribili?

«Secondo me, una segnalazione alla prefettura va fatta, perché comprimere in questo modo i diritti dei consiglieri comunali e l'autonomia dei gruppi consiliari non è un incidente: è il suggerimento di una cultura che sta dietro a questa amministrazione e a questo sindaco che non accetta il dibattito, non accetta la dialettica, in fin dei conti non accetta la dinamica democratica di una assemblea libera. Vuole governare con cinque consiglieri, gli abbiamo semplicemente dimostrato che non può farlo. Tutto qui. Se vuole farlo, deve invece costruire un clima buono, delle buone relazioni, portare atti perfetti in Consiglio comunale. Perché è bello gridare "onestà, onestà, onestà" poi, però, bisogna applicare le leggi che fortunatamente in questo Paese il governo centrale ancora non ha fatto in tempo a smontare. Le norme ci sono e sono a garanzia di tutti, del sindaco ma anche dei consiglieri comunali. Spero però onestamente che non si cominci con le denunce e che tutto si possa risolvere con una censura da parte del presidente del Consiglio al sindaco e con le scuse del sindaco. E spero che, da questo punto di vista, il sindaco impari una lezione invece di fare il supponente. La supponenza non lo porterà lontano e ha esempi alle sue spalle che gli dovrebbero insegnare qualcosa. Non basta dire che quelli di prima erano cattivi se poi si fa peggio di loro».

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