A oltre un anno di distanza dall’interrogazione presentata in aula dalla capogruppo del gruppo "Si Può" Nadia Arace in merito alle violazioni riscontrate dall’Ispettorato del Lavoro nella gestione della piscina comunale, la vertenza dei lavoratori della Polisportiva Avellino varca le porte della casa comunale e una delegazione di addetti a vari settori della struttura di proprietà pubblica accompagnata dal sindacato incontra l’assessore al Patrimonio Paola Valentino e il vicesindaco Maria Elena Iaverone per rappresentare direttamente all’amministrazione la propria drammatica situazione lavorativa.


La questione, insieme alle inadempienze rispetto alle previsioni della convenzione che regola la concessione al gestore del centro sportivo da parte del Comune, diventa quindi ulteriore fonte di preoccupazione per il governo cittadino che tuttavia, in passato, ha sostenuto di non poter entrare nel merito dei rapporti fra la società e i suoi dipendenti.

Consigliera Arace, ritiene che l’amministrazione si sia mossa in ritardo o pensa sia stato opportuno attendere una proposta dal gestore per evitare una eventuale chiusura della piscina?

«L’amministrazione ha agito con un ritardo che oggi pesa molto sullo stato delle cose. Questa estate, quando la Polisportiva ha cessato di pagare le rate del mutuo con il Credito sportivo, noi denunciammo il rischio di un’esposizione finanziaria astronomica che l’Ente non aveva la forza di sopportare, considerato il valore di una polizza di quasi 3 milioni di euro. Oggi dopo una rateizzazione non onorata, come capita spesso a molti debitori di Piazza de Popolo, l’Amministrazione è allarmata, appunto, da un’esposizione fideiussoria oggi esponenziale che finiranno col pagare i cittadini. Ma la questione finanziaria, che sembra l’unica molla in grado di aver risvegliato l’Amministrazione, è solo un aspetto di una vicenda, molto più complessa, che parla di lavoratori a nero e di altri sottopagati, come certificato dalle numerose comunicazioni di accertamento delle violazioni al CCNL comunicate all’Ente dall’Ispettorato del lavoro, l’ultima delle quali risale a settembre di quest’anno…»

Il gruppo "Si Può" ha incalzato più volte l’amministrazione perché verificasse il rispetto della convenzione da parte della Polisportiva, sollecitando anche la nomina di un Rup, e nel corso di un question time lei ha chiaramente richiamato il Comune all’obbligo che l’articolo 36 dello Statuto dei Lavoratori pone in capo all’appaltatore circa il rispetto del contratto di lavoro…

«La denuncia in consiglio è stata la nostra reazione al silenzio dell’Amministrazione rispetto alle comunicazioni dell’Ispettorato, cosa questa resa possibile dall’assenza, per anni, di un Rup, cioè di un responsabile comunale deputato alle attività di controllo che l’Ente è tenuto a porre in essere nei confronti dei concessionari dei suoi beni, controlli che deve attivare specie dopo essere stato raggiunto da una comunicazione di quel tipo. Il riferimento è allo Statuto dei Lavoratori che interviene sull’Ente proprietario del bene, cui impone, nel caso di violazioni accertate del CCNL, di sospendere immediatamente la concessione di benefici economici e creditizi. C’è poi il tema vero di questa vicenda, che è etico e ha a che fare con la misura politica con cui si governa una città, in questo caso senza cura alcuna per il diritto al lavoro e alle condizioni del lavoro, senza risposta neanche nei confronti di quei lavoratori licenziati senza giusta causa, che hanno vinto la propria causa di lavoro, ma che però restano a casa, nonostante la reintegrazione disposta dal giudice del lavoro, che resta inattuata nonostante sia una disposizione esecutiva».

L’assessore Valentino ha spiegato ieri mattina che gli uffici stanno valutando quali modalità attuare in vista di una gestione provvisoria della piscina, visto che i tempi lunghi di una nuova gara per affidare la struttura potrebbero implicare una sospensione temporanea delle attività del centro. Teme che possa ripetersi un caso analogo a quello del teatro "Carlo Gesualdo"?

«I tempi tra la rescissione e la pubblicazione del nuovo bando saranno lunghi. L’esperienza sul bando parcheggi, senza esiti ad oltre un anno dalla scadenza dell’affidamento delle aree di sosta, e soprattutto la privatizzazione del teatro Gesualdo approvata con una tale violenza dalla maggioranza senza che a questa abbia corrisposto neanche la certezza di garantire i lavoratori che lì erano impegnati, ci suggeriscono la misura dei tempi di questa Amministrazione. Tra l’altro, per restare sulle decisioni da assumere nell’imminenza, c’è bisogno di fare presto, questo vale sia per la soluzione di una gestione-ponte, con la nomina di un Commissario comunale, rispetto a cui c’è da verificare la continuità del rapporto contrattuale con i lavoratori perché il Comune dal 1° gennaio, per effetto della dichiarazione di ente strutturalmente deficitario di questa estate, ha dei limiti sul personale, sia per la verifica di eventuali creditori dell’Istituto sportivo interessati a rilevare la gestione».

Il gruppo da lei guidato aveva chiesto la convocazione di una apposita seduta consiliare per avere una informativa dall’amministrazione sullo stato dell’intero patrimonio del Comune, ma della piscina in quel contesto non si è parlato. Ora intendete riproporre l’inserimento dell’argomento nel prossimo ordine del giorno. Quale sarà la vostra posizione e cosa vi aspettate?

«Ci saremmo aspettati che, nella capigruppo di oggi, il Sindaco comunicasse ai consiglieri presenti lo stato dell’arte della vicenda Piscina, per portare poi in aula l’argomento e informare la città e i lavoratori. In mancanza di tutto questo, abbiamo provveduto a fare richiesta formale di convocazione urgente del Consiglio comunale per un’informativa e per le relative determinazioni da intraprendere. Chiediamo che la calendarizzazione avvenga in tempi strettissimi».


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