«Il Comune di Avellino non è più ente strutturalmente deficitario. È questo l'aspetto del bilancio consuntivo approvato in giunta che mi sta più a cuore, perché abbiamo superato il quinto parametro che ci aveva portato dei ritardi soprattutto al livello del personale, dal momento che non potevamo procedere ad assunzioni, anche se abbiamo dipendenti che andranno in pensione nei prossimi due o tre anni, e questo ci ha creato qualche problema».


L’assessore alle Finanze nonché vicesindaco Maria Elena Iaverone commenta con soddisfazione il risultato raggiunto dopo il sì dell’esecutivo allo schema del documento che rendiconta le entrate rispetto alle spese realmente sostenute dall’ente comunale, sottolineando innanzitutto lo sblocco di una situazione di grande difficoltà, che lascia tirare un sospiro di sollievo a piazza del Popolo dove risultano sforati solo i parametri relativi ai debiti fuori bilancio e ai residui passivi.

Assessore, qual è l’elemento più rilevante che emerge dal consuntivo approvato e cosa cambia adesso per le casse comunali?

«In verità, anche per quanto riguarda le assunzioni, dovremo comunque fare i conti con le risorse finanziarie, ma il quinto parametro era un limite che non potevamo scavalcare, avendo avuto una serie di pignoramenti, rispetto ai quali avevamo già chiarito in conferenza stampa la situazione sia del consuntivo 2013 sia del consuntivo 2014. Il risultato che registriamo quindi ci fa stare un po' più sereni e andiamo verso un'operazione di risanamento. Ora chiudiamo il 2015 con un avanzo di amministrazione che supera i 29 mln di euro, di cui circa 14mln relativi alla spesa in conto capitale che sono vincolati e destinati ad investimenti. Ma il dato più importante che emerge dal consuntivo è quello del disavanzo. Questo è il primo consuntivo che facciamo con il nuovo ordinamento contabile. A fine 2015 dopo il bilancio di assestamento in giunta avevamo approvato un riaccertamento straordinario dei residui e ne era emerso un disavanzo di -21mln e 703mila euro. Quest'anno, dopo l'approvazione del consuntivo 2015, abbiamo invece un disavanzo di -15mln di euro, cioè 6 milioni in meno che per il Comune di Avellino è una cifra importante per due motivi. Innanzitutto, 3 milioni derivano da un'operazione di contenimento della spesa da parte dell'ente e quindi si tratta di un grande risultato, perché comunque siamo riusciti a portare avanti tutti i servizi principali e i cantieri, nonostante non abbiamo avuto tutti i trasferimenti di fondi sia comunitari sia nazionali perciò siamo anche in anticipazione di cassa. Inoltre, un’altra parte importante viene dal recupero dell'evasione».

Parlando di imposte, quindi della vicenda di Assoservizi, l’accusa principale rivolta all’amministrazione nello specifico dal consigliere Gianluca Festa riguarda il fatto che molti cittadini si erano "fidati", per così dire, dell'amministrazione rispetto agli accertamenti successivi al 16 marzo…

«Ci tengo a dire prima di tutto che parliamo di recupero di evasione tributaria, dunque si tratta di imposte dovute e non regolarmente versate. È questo il criterio generale dal quale partiamo perché se cavalchiamo l'onda dei malcontenti, non ci troveremmo né da un punto di vista politica, né da un punto di vista tecnico. Fatta questa premessa che ritengo fondamentale, rispetto al problema che si è verificato, una delle clausole della transazione sottoscritta con la società Assoservizi riguardava la riemissione degli avvisi di accertamento successivi al 16 marzo, che non ha autorizzato l'amministrazione, ma la sentenza del Tar che ha annullato la delibera di rescissione in autotutela del contratto precedentemente stipulata. Ora, rispetto alle cifre sono state notificate 1.062 ingiunzioni di cui 100 sono state già annullate e 640 sono state emesse invece prima del 16 marzo e quindi non riguardano la sospensione derivante dal fatto che il Comune aveva diffidato la società. Questo è un dato notevole e non è vero che Comune avesse detto di non pagare.
Io ricordo bene le comunicazioni dell'amministrazione in cui si spiegava che il segretario comunale aveva diffidato la società a non emettere avvisi di accertamento perché si stava concludendo un procedimento amministrativo che poi si è concluso come tutti sappiamo. Ieri c'è stato anche un incontro dell'amministrazione con i legali rappresentanti della di Assoservizi e un po' su richiesta di tutti i gruppi di maggioranza abbiamo sollecitato la società a essere disponibile. Questo significa che la ditta è disponibile a rivalutare e ridefinire le cartelle nei casi in cui ad esempio i cittadini abbiano presentato istanza in autotutela senza procedere a ricorsi e hanno avuto degli sgravi, qualora l'emissione sia ripartita con la stessa difformità. Citando un ulteriore caso esemplificativo, abbiamo anche concordato con la ditta che se ci sono realmente in un nucleo familiare quattro componenti, ma l'ingiunzione fiscale ha riportato ad esempio cinque componenti, anche se si è proceduto ad inviare un'istanza in autotutela o a fare ricorso, basterà fornire uno stato di famiglia. A quel punto è chiaro che l'azienda sarà costretta a ridefinire la cartella. Il punto è che vanno valutate le singole posizioni, si deve analizzare caso per caso, ma parliamo in definitiva solo di 400 ingiunzioni fiscali. Ancora per fare un esempio relativo a un caso piuttosto ricorrente, se qualcuno non ha dichiarato un sottotetto o un garage per quattro anni, è chiaro che si vede applicare delle sanzioni enormi, ma perché vanno spalmate sui quattro anni».

Qual è invece la situazione per quanto riguarda i grandi evasori?

«Ho sempre detto che nella città di Avellino il recupero dell'evasione ha riguardato soprattutto i grandi evasori, perché quelle dei privati sono singole situazioni, e all'interno della transazione sono rientrati anche una serie di enti che sono venuti presso gli sportelli del Comune e della società e sono in fase transattiva, quindi stiamo definendo anche posizioni importanti che fanno la differenza nelle casse comunali. Credo che il recupero dell'evasione ha significato non solo non creare danni morali ed etici ai contribuenti onesti che hanno sempre pagato le tasse, nonostante le condizioni economiche, che queste risorse che entreranno non sono solo una questione finanziaria economica, che pure sarà importante per le casse comunali, ma soprattutto un riconoscimento di equità sociale. Questo penso sia uno degli obiettivi principali di un assessore alle finanze».

Tornando al bilancio, qual è l’incidenza delle partecipate nel consuntivo 2015?

«Nel consuntivo non è presente la presa d'atto che facevamo tutti gli anni del bilancio del Teatro Gesualdo perché non è stata predisposta la delibera di giunta con la quale l'esecutivo prende atto del bilancio approvato dal consiglio di amministrazione. Quindi credo che se riusciremo ad approvarlo in giunta entro i 20 giorni in cui gli atti saranno a disposizione dei consiglieri, dopo quelli concessi al collegio dei revisori, il bilancio del teatro arriverà in aula come un atto separato e con votazione separata in consiglio, come ci è stato suggerito dall’istruttoria che il segretario generale sta concludendo sul Teatro Gesualdo. Il Bilancio dell’Alto Calore è stato approvato quindi è stato inglobato nel consuntivo e non ci sono perdite per il Comune di Avellino; per quanto riguarda l'Acs, invece, l'amministratore ci ha comunicato che convocherà l'assemblea per l'approvazione del bilancio a giugno, quindi adesso prendiamo atto soltanto delle perdite che saranno indicate nel bilancio, perché ci risulta che ce ne saranno probabilmente per circa 800mila euro e quindi questi importi andranno poi iscritti nel previsionale 2016. Quanto alle altre partecipate, questa amministrazione sta preparando un piano di razionalizzazione e penso che nei prossimi giorni ci saranno già dei risultati».

Vista la ripresa delle finanze comunali, cosa possiamo aspettarci in termini di programmazione?

«È triste dirlo, ma siamo partiti da un riconoscimento iniziale di debiti fuori bilancio per oltre 16 mln di euro e non è stato facile. Quanto alla programmazione, è tutta in itinere e ci sono soprattutto i fondi europei che ci stanno dando grandi soddisfazioni. Proprio ieri l'assessore all’Urbanistica Tomasone e l'assessore ai Fondi Europei Iannaccone si sono recati in Regione e hanno avuto rassicurazioni per cui potremo firmare nei prossimi giorni un accordo integrativo molto importante per la nostra città».

Da un punto vi vista tecnico quando la situazione potrà rientrare in maniera più decisiva?

«Adesso abbiamo approvato il consuntivo e aspettiamo il parere del collegio dei revisori e poi i 20 giorni per portare gli atti all'attenzione del Consiglio Comunale, ma vogliamo andare in aula, tra fine maggio e inizio giugno, sia con il consuntivo sia con il bilancio di previsione. Questo sarà determinante perché approvare il previsionale a giugno, diversamente dall'anno scorso quando l'abbiamo approvato a settembre e abbiamo avuto i Peg a novembre, significa ora avere sei mesi per programmare e realizzare. Purtroppo il Comune è in ritardo su queste approvazioni».

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