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«Questi scatoloni contengono un archivio che riguarda il patrimonio immobiliare del Comune di Avellino. Ma se non so come viene gestito il patrimonio immobiliare, come faccio a controllare se chi vive in un alloggio comunale ci sta lecitamente o meno e se paga il canone di locazione? La responsabilità di tutto questo dovrebbe assumersela la parte politica che fino ad oggi ha dettato l’indirizzo politico, chi doveva dare impulso e controllare chi di competenza a fare tutto questo. In mancanza di indirizzi in tal senso, c’è invece una chiara volontà politica di non far trasparire alcune cose».


L’incontro con gli organi di stampa convocato a Palazzo di Città dal vicesindaco Ferdinando Picariello avviene in uno spazio semiaperto alle spalle dell’Ufficio Tributi di piazza del Popolo, dove giacciono abbandonati numerosi scatoli di cartone, numerati e corredati di etichette, che a suo dire contengono presumibilmente atti relativi agli alloggi comunali. La polvere testimonia che non vengono aperti da lungo tempo, ma soprattutto, fa notare il vicesindaco, suggeriscono una modalità di archiviazione dei documenti che non ne rende affatto agevole la disponibilità e dunque la consultazione nemmeno ai dipendenti.
Di qui la denuncia di Picariello in veste di delegato alla Trasparenza dell’esecutivo Ciampi (che ha avocato a sé la competenza sul settore alloggi e affidato a Gianluca Forgione quella sul patrimonio), per segnalare un disagio, «ieri – dice - ho avuto difficoltà ad avere i dati catastali degli immobili», e allo stesso tempo per assicurare un cambio di passo, non senza esprimere forti dubbi sull’operato di chi ha preceduto l’attuale amministrazione e domandarsi «perché questi scatoloni non sono stati aperti prima?».


«La trasparenza è uno dei pilastri della pubblica amministrazione e un settore delicato – sostiene -, perché laddove non ci sono le condizioni perché ci sia la trasparenza, siamo ad un passo dalla possibilità che ci sia corruzione. Mi chiedo, e lo farò anche in maniera ufficiale a chi di competenza, se sia trascuratezza – continua Picariello -, e anche se si possa parlare di trascuratezza dopo un lasso di tempo così ampio; se sia negligenza oppure dolo. Me lo chiedo – insiste - perché mi trovo catapultato qua, non sono un politico di professione, e ho voglia di capire perché questa città è finita così e, oltre a raccontarlo, voglio cercare di fare qualcosa per dare una svolta».
Innanzitutto, per vagliare e catalogare la documentazione rinvenuta, ma anche per aggiornare la sezione Trasparenza del sito istituzionale del Comune, che «non è una facoltà – ricorda -, ma un obbligo per la pubblica amministrazione», eppure è carente anche al di là di quanto sembri. «L’Anac ha predisposto delle griglie di facile consultazione – spiega -, che indicano cosa deve contenere ogni link, qual è il riferimento normativo e anche la frequenza degli aggiornamenti. Ma verificando cosa c’è, o meglio cosa dovrebbe esserci, è emerso che mancano dei dati. C’è un programma che consente di fare il controllo della sezione Trasparenza sul sito, ma verifica solo la presenza dei singoli link – aggiunge - e non il loro contenuto, che in alcuni casi appunto non c’è».
Il vicesindaco chiarisce, quindi, che già cinque persone, alcuni dipendenti del CED e altri in diversi settori, sono stati incaricati di lavorare alla documentazione, per fare in modo che il sito sia adeguato alla normativa in materia di trasparenza, la legge 241 del 1990 e poi due decreti legislativi emanati rispettivamente nel 2013 e nel 2016, che oltretutto prevedono sanzioni in caso di inosservanza.

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A proposito di personale, Picariello fa anche rima riferimento alla condizione di sottorganico del Comune di Avellino, poi riferisce sul rischio che si perdano otto dipendenti: «Il piano del fabbisogno prevede, nel 2018, la stabilizzazione di 8 funzionari a tempo indeterminato part time all’80% - dice -. Sono tutti laureati, molto competenti in settori fondamentali e con tutti i requisiti previsti dalla legge Madia per la stabilizzazione. Occorreva chiedere un parere alla Cosfel, la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali presso il Ministero dell’Interno, ed è stato fatto, ma a dicembre i loro contratti scadranno e intanto non abbiamo approvato il rendiconto: questa condizione – dice - rischia di far saltare queste otto posizioni».
Il vicesindaco, infine, replica a quanto dichiarato dal consigliere regionale Maurizio Petracca, che in una intervista rilasciata a "Il Mattino" definisce i nuovi amministratori «dilettanti allo sbaraglio» e «una banda di incapaci»: «Faccio parte di questa banda di incapaci e ne sono fiero – afferma Picariello -, perché daremo dimostrazione se siamo incapaci oppure stiamo lottando contro un sistema marcio consolidato negli anni, che ha procurato tutto questo».

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