Completato il trasloco di 300 banchi nell’edificio scolastico di via Zigarelli già preannunciato giovedì dalla dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Rosa Grano (leggi qui) e di altri 80 al campus di via Morelli e Silvati (dove se ne era rilevata la necessità all’esito dell’ultimo sopralluogo effettuato), gli studenti del Liceo Scientifico "P.S. Mancini" riprenderanno le attività didattiche mercoledì.

Un punto fermo per non perdere ulteriori giornate di lezioni, ribadito in maniera decisa stamattina dalla dirigente Grano, che ha incontrato una delegazione di docenti, genitori e studenti componenti del Consiglio d’Istituto e della Consulta, intenzionati a strappare se non ulteriori spazi da riservare al liceo nelle ore mattutine, una condivisione dei doppi turni con gli istituti ospitanti indicati nel decreto emanato dalla Provincia venerdì scorso (leggi qui).
Soluzioni prospettate ancora una volta anche a Palazzo Caracciolo, durante il lungo confronto tenuto con il consigliere delegato all’istruzione Girolamo Giaquinto e il responsabile dell’Area tecnica dell’ente Antonio Marro, a conclusione del nuovo corteo partito da via De Conciliis, sulle quali però la Provincia non ha potuto che ribadire che sotto il profilo logistico resta l’ostacolo rappresentato dalla carenza di strutture disponibili e dal punto di vista didattico che la competenza dell’organizzazione delle attività è prerogativa dei dirigenti scolastici.


Ad ogni modo, non c’è alcuna preclusione rispetto a eventuali modifiche che si rivelassero attuabili, tanto che il consigliere Girolamo Giaquinto parla del decreto di venerdì come di «un provvedimento aperto». «Il decreto che è il frutto di un tavolo di concertazione tenuto con i vertici delle istituzioni scolastiche regionale e provinciale e con i dirigenti scolastici e che è stato assunto per garantire la continuità dell’anno scolastico che va salvaguardata – dichiara il consigliere -, non è un monolite e non rappresenta una volontà di chiudere qui la vicenda, ma il momento per cominciare a dare delle risposte, nei limiti di quello che oggettivamente possiamo fare. Siamo aperti a soluzioni migliorative, purché siano praticabili perché c’è anche bisogno di avere conoscenza per sgombrare il campo rispetto a tante ipotesi che stanno circolando».
Riguardo alle ulteriori richieste avanzate all’indirizzo dell’ente, Giaquinto ribadisce quindi che «l’edificio dell’ex istituto D’Agostino è occupato attualmente dall’alberghiero, da cinque o sei classi residue del Geometra e dal Liceo "Marone", che erano presenti alla riunione in Provveditorato e hanno messo a disposizione quello che potevano. Da quella riunione complessa si è arrivati a formulare questa ipotesi e non stiamo a difenderla con il coltello laddove fosse concretamente migliorabile – insiste -, né per noi è un provvedimento risolutivo di un problema che va trattato in tutte le sue sfaccettature, perché coinvolge più aspetti, ma con la consapevolezza che l’emergenza è che i ragazzi possano proseguire l’anno scolastico».
Il decreto, del resto, prevede l’uso delle aule degli istituti del campus nelle ore pomeridiane, ma contempla allo stesso tempo la possibilità di una diversa organizzazione didattica da parte dei dirigenti scolastici.
Stesso discorso per sul fronte del Provveditorato, con la dirigente Rosa Grano che, sollecitata in tal senso, ha manifestato la propria disponibilità a effettuare nei prossimi giorni un nuovo monitoraggio, scuola per scuola alla ricerca di aule eventualmente non utilizzate, ferma restando l’esigenza di tornare a scuola nell’immediato. «Sarà necessario un po’ di tempo – spiega però – e bisogna anche dire che il monitoraggio è già stato fatto di recente, sia l’anno scorso, sia quando si è presentato il problema della collocazione del Liceo Musicale dell’Imbriani (sistemato poi nel plesso dell’istituto di appartenenza, dove si fa lezione su doppi turni, ndr.). Verificheremo, comunque, se ci sono aule libere – prosegue Grano -, ma ora come ho ripetuto ai ragazzi è essenziale riprendere le attività da mercoledì, dopodiché si faranno eventuali aggiustamenti. Al momento non è possibile prevedere sistemazioni alternative entro Natale o Pasqua, come ho sentito è stato chiesto, ma una volta ripartite le lezioni si continuerà comunque a lavorare per individuare le strade possibili».

GALLERIA FOTOGRAFICA (CLICCA SULL'IMMAGINE)

Non è, invece, accoglibile la richiesta avanzata dalla delegazione del "Mancini" di guadagnare spazi utilizzando i locali interrati del plesso di via Morelli e Silvati oppure quelli al terzo piano del "Colletta", che in entrambi i casi per ragioni strutturali è possibile adibire soltanto a laboratori per cui non si tratta di valide alternative.
Il provveditore, inoltre, intende sottoporre al prefetto Maria Tirone il problema legato alla mobilità: «Si è aperto un tavolo istituzionale sulla questione – ricorda - e in quella sede vedremo di confrontarci anche con l’A.Ir. per valutare se è possibile limitare il disagio degli studenti che provengono dalla provincia».
Anche Giaquinto concorda sulle difficoltà legate agli orari dei mezzi pubblici e dichiara che la mobilità «è uno dei problemi seri di questa vicenda ed è uno dei motivi per cui, come Provincia, abbiamo presentato istanza di riesame del sequestro cautelare, sapendo che è un provvedimento che determina ricadute sulla popolazione scolastica, soprattutto quella proveniente dalla provincia e specialmente in inverno. Lo scorso anno, in una situazione simile in cui abbiamo disposto noi la chiusura del liceo "De Luca", abbiamo risistemato la popolazione scolastica in modo da evitare i doppi turni – spiega -, perché siamo ben consapevoli dei problemi che si creano e abbiamo utilizzato tutti gli spazi possibili. Ma adesso, a inizio anno scolastico c’è stata la necessità ricollocare 18 classi dell’Imbriani, abbiamo inoltre dei lavori in corso all’Amatucci dove abbiamo l’intera scolaresca a via Ferrante, per cui il delta disponibile è quello che abbiamo individuato, vale a dire presso la "Solimena" e a via Zigarelli».
Troppo poco, però, per chi ancora stamattina ha manifestato il proprio dissenso contestando la ricollocazione degli studenti del "Mancini" fra più sedi e lamentando l’impossibilità di conciliare gli orari previsti per le attività curricolari con lo svolgimento del resto dell’offerta formativa, incluse l’alternanza scuola lavoro e le lezioni del Liceo Matematico. «Noi non possiamo accettare di dover andare a scuola sempre di pomeriggio fino alla fine dell’anno», affermano Pellegrino Lepore rappresentante del Consiglio d’Istituto e Rodolfo Iuliano della Consulta degli studenti, e si ritrovano sulla stessa linea parte dei docenti e dei genitori degli alunni del liceo, da cui proviene nuovamente la proposta di ricorrere all’Esercito, per gestire «una situazione di emergenza che in quanto tale – rimarca Tiziana Caterina - richiede una soluzione di emergenza».

Intanto, alla vigilia di una nuova assemblea dei genitori in programma domani 21 novembre alle 16 nella palestra della scuola media "Solimena", alla quale sono stati invitati anche la dirigente scolastica Silvana Agnes e i docenti dell’istituto, il fronte delle famiglie resta spaccato e «i genitori del consiglio d'istituto si dissociano dal documento pubblicato e condiviso su organi di stampa e social network, in quanto lo stesso conteneva proposte organizzative relativamente alla popolazione scolastica del "Mancini" non espressione dei rappresentanti stessi».

© Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Privacy Policy

Cannot get Avellino location id in module mod_sp_weather. Please also make sure that you have inserted city name.

Ultimi articoli

Irpinia Focus

Direttore Responsabile

Roberta Mediatore

Redazione: Corso Europa, 22

83100 Avellino 

Telefono: 0825 21358

FAX: 0825 1805359

 Mail: redazione@irpiniafocus.it

Registrazione al Tribunale di Avellino n. 3/14 del 25/03/2014 

Il Prisma Comunicazione Editore

© IrpiniaFocus 

Vietata la riproduzione anche parziale

senza inequivocabile autorizzazione scritta del direttore