Si può definire a buon diritto come la protesta degli ombrelli il corteo di oltre 2500 dimostranti, tra genitori, docenti e ragazzi, questi ultimi non soltanto del Liceo scientifico "Mancini" ma di tanti istituti cittadini e non solo che hanno raccolto l’invito a partecipare alla manifestazione, decisi a ribadire alla Provincia la richiesta di una soluzione per la ripresa delle attività scolastiche, in seguito al sequestro del plesso di via De Conciliis.


Una folla colorata e chiassosa, animata fra gli altri dagli alunni dell’Amatucci, del Convitto, del Colletta, del Dorso, del Marone, del De Capraris di Atripalda, dell’Amabile, del De Sanctis, che ha attraversato la città, incurante della pioggia battente che, pur non dando tregua per tutta la mattina, non è riuscita a scoraggiare gli studenti, sempre determinati a ottenere innanzitutto ascolto dall’ente di Palazzo Caracciolo. Letteralmente un fiume che all’altezza del Tribunale, invece che svoltare a via Dante, è stato dirottato verso via Mancini, per evitare un ingorgo nella stretta traversa che conduce a corso Vittorio Emanuele.
Come già in altre occasioni (leggi qui) cori e striscioni hanno accompagnato la partecipatissima marcia, continuando lungo l’intero percorso a rivolgere alla Provincia la richiesta di una soluzione dignitosa per gli oltre 1200 alunni del "Mancini", ma sollevando allo stesso tempo la questione della sicurezza dell’edilizia scolastica su un piano più generale, tanto più dopo che la Procura da esteso la propria attenzione ad altri plessi, come testimonia l’accertamento disposto sabato scorso alla scuola media "Solimena" (leggi qui).


Tuttavia, anche oggi la delegazione di componenti del Consiglio d’Istituto del liceo, accolta in Sala Grasso insieme a rappresentanti di altri istituti che hanno aderito al corteo, non ha trovato la soddisfazione auspicata. Di fronte alla sola presenza del segretario generale della Provincia Antonio Fraire e del dirigente dell'area tecnica dell’ente Antonio Marro, è l’assenza del presidente Domenico Gambacorta il primo motivo di delusione (il consigliere delegato all’istruzione Girolamo Giaquinto era invece impegnato in Procura, ndr.).
Gli unici interlocutori di Palazzo Caracciolo si ritrovano, inoltre, sotto un fuoco di fila per la mancata convocazione della dirigente scolastica Silvana Agnes al tavolo convocato domani 14 novembre in Provincia con rappresentanze degli istituti "Oscar D’Agostino", "Virgilio Marore", "Rossi Doria", e "Dorso", al quale è attesa oltre alla dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Rosa Grano anche quella dell’Ufficio Scolastico Regionale Luisa Franzese (un ulteriore tavolo è previsto poi nel pomeriggio in Prefettura, ndr.). La notizia provoca una vera sollevazione e sia docenti, sia rappresentanti dei genitori lamentano una scarsa partecipazione istituzionale a supporto del liceo.


Con loro anche il deputato del Movimento Cinque Stelle Carlo Sibilia, che chiede di estendere la convocazione anche al "Mancini", scuola su cui ricade al momento il massimo disagio. «Spero che la Provincia capisca che c’è la necessità di coinvolgere chi subisce il problema sulla propria pelle», afferma e poi ribadisce l’esigenza che si sposti l’attenzione su tutto il patrimonio pubblico dell’edilizia scolastica: «Il "Mancini" è un caso e la "Solimena" potrebbe essere un altro – sostiene –, ma potrebbero esserci altre scuole interessate, perciò solleveremo l’argomento in Regione, che è l’ente che deve tirare fuori i soldi e dare tempi certi, perché i nostri studenti possano vivere e studiare in scuole sicure».
Il segretario generale della Cgil Franco Fiordellisi, tra le migliaia di manifestanti fin da via De Conciliis, amplia ancor più il discorso. Riprende l’azione svolta anche in passato dalla Camera del Lavoro che «da anni ha rilanciato il problema dell’edilizia scolastica che oggi riesplode -dice -. L’anno scorso abbiamo anche sollecitato la costituzione di un gruppo di lavoro formato da tecnici per bypassare eventuali discrasie tra questa o quella istituzione, per fare uno screening del fascicolo del fabbricato su tutto il territorio. Dimentichiamo che siamo in zona sismica e ci sono superficialità e inerzia, per questo rilanciamo lo stesso allarme».
«Abbiamo fatto richiesta al prefetto, affinché si intervenga con fondi straordinari che ritengo debbano essere gestiti anche dalla Protezione Civile – spiega il segretario -, perché altrimenti con la trafila ordinaria i ragazzi del "Mancini" rischierebbero di non completare l’anno scolastico. Ma il liceo come gli altri istituti hanno fatto progetti eccellenti per offrire agli studenti attività pratiche, oltre che maggiori esperienze intellettuali e culturali».


«Non è possibile che le istanze di una comunità scolastica così grande restino inascoltate – continua Fiordellisi -. Probabilmente c’è il problema che la competenza sulla scuola è in capo alla Provincia, che dopo il referendum del 4 dicembre non ha però la piena potestà anche economica per intervenire, ma questo dimostra la pochezza complessiva nel nostro Paese».
Rispetto alla mancanza di programmazione nel corso degli anni, nonostante la disponibilità di grandi quantità di fondi comunitari, il segretario della Cgil si domanda inoltre «come mai l’edilizia pubblica e la scuola pubblica sia sottoposta a questa condizione. Io una risposta me la do e penso ci sia una volontà di depotenziare tutto ciò che è pubblico. Perché è assurdo che, mentre il "Mancini" era chiuso, siano venuti in città dei plenipotenziari a inaugurare una struttura privata e telematica. Forse vogliono rinchiuderci in casa e che studiamo per via digitale, ma non è questo che vogliamo noi e, a quanto vedo, nemmeno tante altre persone. Avevamo deciso di partecipare e ci saremmo stati comunque, ma è una manifestazione bellissima – commenta – e i ragazzi hanno dimostrato una maturità che politici e istituzioni non stanno dimostrando. Non si può abbandonare a se stessa ancora dopo dieci giorni – conclude Fiordellisi - una scuola con oltre 1200 alunni, per non contare i docenti, il personale Ata e tutti quelli che vi gravitano attorno».


La sensazione di abbandono è condivisa anche da chi il "Mancini" lo vive ogni giorno e si ritrova in una condizione di sospensione di cui chiede la fine. «Noi genitori stiamo dando il nostro sostegno ai ragazzi che meritano considerazione – afferma infatti Maddalena Campana, una delle tante mamme presenti al corteo -, e meritano una soluzione a questa situazione gravissima che ormai va avanti da dieci giorni, da quando è stato emesso il provvedimento di sequestro. Ci meravigliamo che ancora non ce ne sia una, perciò facciamo appello a tutte le istituzioni perché si trovi una sistemazione degna e senza doppi turni. Pensiamo che sia un diritto di tutti studiare in maniera dignitosa e riteniamo che il "Mancini", come tutti gli altri istituti della provincia, non debba essere mortificato».
Questa la convinzione alla base della nuova protesta e accanto alle contestazioni non mancano anche suggerimenti concreti: «La nostra proposta è che si ridisegni la geografia scolastica attraverso una mappatura dettagliata di tutti gli edifici scolastici di ogni ordine e grado, in base al numero di classi, di studenti e di ambienti disponibili e che si stabilisca, partendo dai grandi numeri, dove devono essere allocate le scuole», afferma Tiziana Caterina, docente al liceo scientifico avellinese e rappresentante dei genitori in Consiglio d’Istituto, che si dice poi delusa dall’esito del confronto di stamattina proprio per carenza di concretezza. «Non ci sono proposte da parte della Provincia e di altri enti – dichiara - e non siamo assolutamente soddisfatti. Chiediamo un coinvolgimento più attivo della nostra scuola, domani ci sarà un incontro al quale la nostra preside non è stata invitata e ci sembra paradossale che il liceo non sarà rappresentata, quando c’è una emergenza in atto».


Caterina si spinge anche a chiedere l’intervento dell’Esercito, non solo provocatoriamente perché, domanda, «cosa si fa rispetto a 1200 alunni che sono in mezzo a una strada e all’affermazione delle istituzioni che continuano a dire che non ci sono sedi disponibili? Si chiede l’intervento dell’Esercito, fa una spianata e si montano dei prefabbricati pesanti. È una situazione – commenta – di assoluta crisi».
Amara la reazione anche degli studenti: «Non ci sono state date risposte di alcun tipo – dice Sara Deeb -. Capiamo le difficoltà della Provincia e che sono stati tagliati i fondi, ma ci sono 1200 studenti buttati per strada senza una prospettiva. Il diritto allo studio non è un privilegio, è un diritto e noi continueremo a chiederlo fino a quando non ci verrà garantito. Ci riuniremo per decidere cosa fare, se un’altra manifestazione o dei sit in, ma la protesta – assicura - continua».


In questo scenario la mamma e componente del Consiglio d’Istituto Caterina ribadisce anche che l’orario di emergenza predisposto dalla scuola permette a ognuna delle 58 classi del "Mancini" e dando precedenza alle quinte di svolgere lezioni per tre ore una o due volte alla settimana, «solo per non spezzare completamente la loro continuità didattica».

GALLERIA FOTOGRAFICA (CLICCA SULL'IMMAGINE)


In merito, il docente Sergio Picone sottolinea ancora una volta che «se in altri casi l’emergenza è stata giustamente condivisa, in questo momento deve essere affrontata da tutta la città. La Provincia prenda tutti gli istituti che sono di sua pertinenza e, con gli organici alla mano, ognuno rinuncia a qualcosa – esorta -. Basta verificare sul sito dell’Ufficio scolastico provinciale quante classi ha avuto in organico ciascun istituto, necessarie per l’attività primaria. Non capisco perché stavolta il problema sia solo del "Mancini" e si prospetta solo di allocarci presso altre scuole, cosa che significa la fine del liceo che ha dato tanto lustro a questa città – conclude - formandone tutti i quadri dirigenti, incluso nella politica».

© Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Privacy Policy

Cannot get Avellino location id in module mod_sp_weather. Please also make sure that you have inserted city name.

Ultimi articoli

Irpinia Focus

Direttore Responsabile

Roberta Mediatore

Redazione: Corso Europa, 22

83100 Avellino 

Telefono: 0825 21358

FAX: 0825 1805359

 Mail: redazione@irpiniafocus.it

Registrazione al Tribunale di Avellino n. 3/14 del 25/03/2014 

Il Prisma Comunicazione Editore

© IrpiniaFocus 

Vietata la riproduzione anche parziale

senza inequivocabile autorizzazione scritta del direttore