È arrivato giugno e, con lui, si avvicinano le ultime battute del calcio giocato di quest’anno sportivo. Mentre tutta l’Italia sarà distratta dalla finale di Champions League, che vedrà confrontarsi Juventus e Real Madrid in quel di Cardiff, l’Irpinia e, soprattutto la Valle Caudina, avranno un’occasione in più da tifare e per la quale essere orgogliosi.


Per la prima volta dalla sua fondazione l’Audax Cervinara 1935 è nei play off nazionali e domenica 4 Giugno disputerà la finale d’andata del Campionato d’Eccellenza. Dopo aver infilato una serie di vittorie che l’hanno portata a battere Battipagliese, Sorrento e Vastogirardi, il team caudino compirà la trasferta più lunga mai affrontata in 82 anni di storia calcistica e fronteggerà la Folgore Selinunte, squadra di Castelvetrano, ameno paesino in provincia di Trapani.
L’eccitazione in paese è davvero a mille: i tifosi sono alle prese per gli ultimi preparativi per andare in supporto della loro squadra, mentre i media della zona sono già in viaggio per compiere i sopralluoghi tecnici e consentire ai cervinaresi costretti a restare a casa o sparpagliati per il mondo di seguire l’evento a distanza.
Ma, qualunque sarà il risultato, i caudini hanno già provato di essere dei campioni anche fuori dal rettangolo di gioco dimostrando come lo sport sia per le piccole realtà di provincia italiane soprattutto un bel pretesto per stringere rapporti di amicizia e per valorizzare i propri territori.
Lo sa bene Joe Ricci - presidente dell’Audax Cervinara – che, non appena il sorteggio ha decretato come sfidante della sua squadra il team dell’area di Selinunte, ha effettuato una donazione all’associazione che si occupa di gestire quello che è il più grande parco archeologico d’Europa e che, tuttavia, pochi conoscono. Parliamo di bel 270 ettari di resti di storia e cultura della Magna Grecia, agibile al pubblico solo per il 10%. È la solita storia all’italiana: i lavori di scavo e restauro da portare a termine sono tanti, i fondi pochi e, di conseguenza, i tempi biblici.
Ma questa andata di finale che vede contrapporsi la squadra caudina a quella selinuntina è l’esempio perfetto di come il calcio delle “piccole”, ancor più che quello delle alte sfere, sia l’occasione per comunicare i valori dello sport: divertimento, rispetto, conoscenza.
«Quando ho saputo che il posto che ci avrebbe ospitati per la partita è di così grande interesse culturale e che non mancano le difficoltà economiche per la gestione dell’area, mi sono consultato con la dirigenza e ho pensato che un’offerta al parco poteva essere il simbolo perfetto di quello che il calcio deve rappresentare secondo la mia visione, e cioè unione», racconta Ricci, l’uomo che più di tutti ha creduto nella forza del Cervinara. «Siamo stati felici di contribuire, sia come gruppo sportivo che come cittadina, al supporto degli scavi di un luogo così importante e ancora tutto da scoprire. Le due squadre saranno contro allo stadio, ma le due città non si conoscevano fino ad ora e in questo modo si sono legate». La gara, infatti, sarà preceduta proprio da una cerimonia in cui Ricci consegnerà al presidente del Selinunte, Gaspare Raineri, un simbolico assegno rappresentante la donazione. Ma questo col Selinunte non è un comportamento atipico: bisogna rendere merito al numero uno della dirigenza caudina di aver sempre voluto coltivare i buoni rapporti con i suoi “sfidanti”. «Quando ho iniziato a supportare economicamente il Cervinara facevo parte di una cordata di azionariato popolare che finanziava con un tot al mese la squadra affinché terminasse il campionato in Promozione. In pochi anni siamo arrivati a giocarci la serie D, un risultato impensabile se ripenso alle condizioni di partenza. Adesso il sogno e ce lo godiamo fino alla fine, ma lo sport è e deve essere altro. Soprattutto, deve essere un esempio per i ragazzi che, oggi più di ieri, vivono in un mondo troppo “virtuale”, attaccati ai cellulari già a pochi anni di vita e più abituati ai rapporti mediati da questi strumenti che a quelli reali. Per loro dobbiamo creare iniziative e momenti di confronto. Con la squadra partecipiamo alle manifestazioni pensate per i ragazzi delle scuole elementari e medie con i paesi limitrofi; l’ultima in ordine di tempo si è tenuta a Rotondi qualche giorno fa, ci siamo divertiti ed abbiamo ottenuto un successo straordinario. L’idea non cambia quando ci allontaniamo dalla nostra zona, il messaggio che vogliamo trasmettere è quello di uno sport dai valori buoni. Io stesso sono legato a questo mondo perché mio padre è stato un calciatore dell’Audax Cervinara e non solo. Ha calcato anche campi di categorie più importanti, nel beneventano e in Calabria, era tifoso del Napoli e mi portava a vedere le partite allo stadio. Mi ha trasmesso lui la passione per il calcio, che io ho portato avanti prima giocando a mia volta e poi contribuendo alla squadra».
L’augurio del presidente Ricci per la sfida di domenica è che, comunque vada, vinca lo sport: «Tra pullman, automobili e aerei prevediamo almeno 300 cervinaresi a Castelvetrano questo week-end. Persone che, oltre a venire allo stadio, si godranno uno dei posti più incantevoli d’Italia di cui, forse, prima del sorteggio non conoscevano l’esistenza. Noi daremo il 110% ma ci sono tutti gli elementi perché sia una bellissima giornata nel segno del calcio, di uno sport bello fondato sul reciproco rispetto. Quando una partita finisce fuori dal campo c’è la vita vera ad attenderci ed è lì che si gioca la sfida più importante, i tifosi non devono dimenticarlo».
Quindi in bocca al lupo Audax Cervinara, per noi hai già vinto.

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