Dopo aver retto congiuntamente per 7 mesi il doppio incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando Regionale della Guardia di Finanza di Napoli e quella di Comandante provinciale, il Colonnello Gennaro Ottaiano si è presentato ufficialmente stamattina all’Irpinia, a pochi giorni dalla definitiva assunzione del Comando delle Fiamme Gialle di Avellino. Nella circostanza sono stati inoltre presentati anche il Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria, Tenente Colonnello Gennaro Garzella e il Comandante della Compagnia di Avellino, Capitano Vincenzo Salvati.


Il Colonnello Gennaro Ottaiano, sposato con due figli, originario della provincia di Napoli è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della sicurezza economico-finanziaria. Dopo aver frequentato l’87° Corso dell’Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo, ha ricoperto incarichi di Comando in Puglia, Marche, Toscana e Campania.
In Irpinia, il Colonnello Ottaiano arriva dunque non del tutto a digiuno sulle questioni del nostro territorio, anche se ammette che un conto è l’attività diretta di indagine, un altro la conoscenza attraverso la documentazione. La sensazione che manifesta nel suo primo incontro ufficiale con gli organi di informazione è che «l’Irpinia merita attenzione sotto vari aspetti. Può sembrare tranquilla – dice -, ma sarei cauto, perché oggi la criminalità organizzata ha anche interessi economici».
Ad ogni modo, il nuovo comandante delle Fiamme Gialle, definendosi «un uomo concreto» insiste molto sulla necessità di una collaborazione fattiva da parte della cittadinanza. «Essere un servitore dello Stato - sostiene - equivale a essere un servitore del cittadino comune, significa essere a disposizione della società per il benessere di tutti e, se tutti facciamo il nostro dovere, c’è un ritorno positivo per ciascuno. I cittadini si devono sentire una parte importante del sistema e non pensare di delegare ad altri. Siamo tutti cittadini e, quindi, ognuno di noi deve essere animato dal desiderio di contribuire a far migliorare le cose». L’appello lanciato dal Colonnello Ottaiano è quindi a «collaborare con la Guardia di Finanza, come con tutte le altre forze dell’ordine. C’è un numero di pubblica utilità, che è il 117, che invito i cittadini a utilizzare senza remore».


Stesso invito rivolto alle istituzioni locali, ma con un fermo richiamo alla concretezza, in seguito agli allarmi lanciati dopo gli atti intimidatori che si sono verificati ai danni di diverse fasce tricolori della provincia: «I sindaci possono tranquillamente denunciare, ma limitarsi a enunciare un inquinamento dell’economia senza fornire elementi sostanziali – precisa - non è corretto da parte di chi vive il territorio e ce l’ha a cuore. Noi, come Guardia di Finanza, siamo sempre stati impegnati in particolare nella lotta al crimine economico e certamente non abbasseremo la guardia, però auspico un intervento anche delle autorità locali che sono gli attori principali della provincia irpina. Se ci sono elementi specifici da fornire alle forze dell’ordine in generale e in particolare alla Guardia di Finanza – insiste -, siamo ben lieti di accoglierli e sviluppare attività informative e quindi investigative».
Il comandante ricorda che l’attenzione delle Fiamme Gialle è puntata soprattutto sulle entrate, «sulle aziende che non si adeguano al rispetto delle regole, quindi – afferma - operiamo soprattutto a tutela delle imprese sane che sono quelle danneggiate dalla concorrenza sleale», e sulla gestione del pubblico, settore prioritario di intervento in cui le gerarchie della Guardia di Finanza intendono potenziare le attività, attraverso una specifica circolare di prossima emanazione, e le Fiamme Gialle di Avellino sono impegnate nello specifico su diversi fronti, dai bilanci, all’Acs, alla gestione del teatro "Carlo Gesualdo", che interessano la municipalità del capoluogo.
«Oltre a quello tributario la Guardia di Finanza ha come secondo obiettivo la spesa pubblica – afferma sul piano generale il comandante -, è una cosa che ci sta molto a cuore, considerandoci noi la polizia per i danni erariali, per cui la mala gestio è un altro importante tassello della nostra attività e prenderemo in esame tutti gli aspetti. La situazione non è disastrosa – dichiara in merito all’inchiesta relativa al Massimo cittadino -, ma ci sono delle problematiche che stiamo valutando insieme ai magistrati della Corte dei Conti e ci saranno degli inviti a dedurre, in modo che i presunti responsabili abbiano la possibilità di dimostrare se la loro gestione sia o meno oculata e attenta. Noi abbiamo analizzato alcune situazioni – aggiunge il comandante Ottaiano -, il magistrato contabile ha già fatto in alcuni casi degli inviti a dedurre, vedremo quali giustificazioni saranno addotte per le nostre ipotesi, ma è presto per tracciare un bilancio di quello che sarà l’esito».

Gdf ottaiano garzella salvati
Il lavoro dunque prosegue e il comandante spiega anche i motivi delle frequenti visite a piazza del Popolo, non ultima quella di tre giorni fa: «Poiché c’è molta documentazione da esaminare, anche per una questione di spazi, abbiamo un locale dove l’abbiamo custodita e, quando ci occorre, prendiamo gli atti e li portiamo in ufficio. Perciò capita di tornare in Comune per prendere gli atti che abbiamo preventivamente sequestrato. Le indagini sono a buon punto – ribadisce -, tireremo le somme».
Solo un primo passo, invece, il controllo effettuato lo scorso fine settimana sul fenomeno dell’abusivismo nella gestione dei parcheggi che ha portato all’individuazione di tre persone sanzionate per circa 10mila euro: «Negli ultimi giorni abbiamo fatto un intervento specifico – dice il comandante -; abbiamo iniziato e continueremo ad attenzionarli».
Già prima del suo insediamento ufficiale alla guida del Comando di via Pontieri, il colonnello Ottaiano ha inoltre preso parte personalmente all’attività formativa che le Fiamme Gialle svolgono negli istituti scolastici: «Ho già avuto un colloquio nelle scuole in occasione di un seminario sulla legalità economica, perché bisogna partire dalla cultura, e la cultura della legalità è cultura del benessere, ed è necessario formare le nuove generazioni perché sono loro che domani governeranno questo Paese. Con gli studenti faccio sempre l’esempio di una partita di calcetto – racconta -, che necessita spese per il fitto del campo e l’uso delle docce. Se su dieci ragazzi uno non può permettersi di pagare la sua quota, gli altri o lo escludono o se la sobbarcano e lo fanno anche con piacere per aiutarlo. Ma è diverso se scoprono che ha fatto il furbo. Noi dobbiamo attenzionare situazioni del genere, tanto più in un momento di grave crisi economica che influisce negativamente sui servizi al cittadino».

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