Dopo le proteste immediate di ieri pomeriggio, questa mattina l’istituto economico "Luigi Amabile" è una scuola in autentica agitazione, con i ragazzi riuniti in assemblea permanete nel cortile della scuola che a suon di cori e slogan manifestano il loro disappunto per la decisione, per ora ancora ufficiosa, della Provincia di traferire l’intera scolaresca presso la sede della succursale di via Morelli e Silvati, nel plesso del Fortunato – Scoca.

Con loro anche i docenti e, in prima linea, la dirigente scolastica Antonella Pappalardo che ha firmato oggi una richiesta formale di incontro inviata al prefetto Carlo Sessa perché convochi un incontro ad horas con il presidente della Provincia Domenico Gambacorta, la dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale Rosa Grano e quella regionale Luisa Franzese.
L’istanza segue per altro il documento del Collegio dei docenti, convocato ieri d’urgenza insieme al Consiglio d’Istituto, in cui si chiede di salvaguardare l’Amabile, lasciandolo nella propria sede. Ma la dirigente Pappalardo ci tiene a precisare che «non è tanto una questione di velleità rispetto alla sede storica di via De Concilii e voglio – afferma - che questa cosa sia chiara, quanto alla storicità dell'istituto come appartenenza identità culturale della città di Avellino».
«D'altronde – considera la preside -, ha fatto storie anche l'Istituto Agrario ed è ancora lì, nonostante il numero esiguo di allievi. La nostra solidarietà nei confronti del De Luca è massima – puntualizza -, ma personalmente non condivido questo spostamento in questa fase dell'anno scolastico, in piena attività progettuale e di orientamento e non devo sottacere all'opinione pubblica la cosa più importante: collegati all'istituto Amabile ci sono stanziamenti per 675mila euro che avremo, e sarà tutto formalizzato il 25 novembre prossimo presso la Reggia di Caserta dove a darne l'annuncio sarà personalmente il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, perché abbiamo ottenuto il finanziamento per i Laboratori territoriali per l'occupabilità. Questi sono fondi legati alla sede dell'Amabile – aggiunge -, ma sono a beneficio di tutta la provincia di Avellino e destinati ai giovani perciò penso che una riflessione su questo vada fatta».


Non solo questa la preoccupazione della preside, che sottolinea come il momento di un eventuale trasloco sarebbe particolarmente infelice in termini di continuità didattica. «L'Amabile viene profondamente penalizzato in questa fase perché andremo a perdere i laboratori e si capisce bene – spiega - che un istituto tecnico economico si basa sulla didattica laboratoriale. Oltretutto siamo snodi formativi anche per la formazione del personale nell'ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale, sempre collegato con le risorse che abbiamo qui. Quello che ho cercato di far comprendere anche all'amministrazione provinciale – aggiunge - è che in questa fase sarebbe stato opportuno, a mio avviso, trovare una collocazione degna per i ragazzi del De Luca, ma non necessariamente una collocazione unitaria. Ci saremo stretti tutti, ci mancherebbe, per fornire loro una possibilità a garanzia del diritto allo studio – dichiara -, ma si dovrebbe pensare ad una razionalizzazione in tempi congrui e senza interrompere un servizio pubblico, senza privare gli allievi del diritto allo studio e senza affannarci poi eventualmente in un trasloco. Io penso che il diritto allo studio sia per tutti – insiste Pappalardo a tutela dei suoi ragazzi - e non soltanto per alcuni».
La dirigente scolastica insiste molto sulla tempistica della rivoluzione che la Provincia sembra intenzionata a mettere in atto ed elenca alcune iniziative già fissate che rischiano di saltare. Tra queste, un'attività inclusa nel piano nazionale scuola digitale per i dirigenti scolastici in calendario per il prossimo 25 novembre, «un incontro che avevamo previsto qui e che non potremo più tenere – dice amareggiata -. In questa fase dell'anno scolastico le attività sono a pieno regime e per il 18 dicembre abbiamo organizzato l'Open Day, ma questo pare che non conti».

Itc Amabile Protesta Studenti 18112016
La sensazione manifestata da Pappalardo è che il danno all’Amabile possa addirittura aumentare in prospettiva: «Staremmo stretti in una struttura nella quale ci hanno già condannato a non crescere più – dichiara -, perché di fatto il numero delle aule non è sufficiente a contenere i nostri ragazzi e, ripeto, penalizza le attività laboratoriali che qui sono fondanti, perché qui – ribadisce - nei laboratori si va e si studia».
Punti essenziali sui quali la preside non demorde e che, insieme all’intero corpo docente oltre agli 825 alunni che compongono la scolaresca, è fermamente intenzionata a portare all’attenzione delle istituzioni in ogni sede e a ogni livello. «Abbiamo deliberato nel Collegio dei docenti abbiamo prodotto un documento, anche in consiglio d'istituto, ed è inoltre già stato interpellato il prefetto al quale abbiamo chiesto ufficialmente un tavolo istituzionale che mi auguro interesserà anche il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale. Ripeto, sempre solo nel rispetto del diritto allo studio degli alunni che pari per tutti. Io penso che in questa fase l'urgenza era semplicemente garantire agli allievi del De Luca banchi e sedie. I trasferimenti, come ho tentato di far capire, a mio avviso andavano fatti innanzitutto dopo aver verificato la staticità e la sismicità di tutti gli edifici scolastici a questo punto, perché è opportuno in questa fase che sia controllato tutto, e poi ad iscrizioni avvenute, perché a metà febbraio potremmo avere dei numeri diversi rispetto quelli di oggi e dunque la razionalizzazione adesso non avrebbe senso. Sarebbe un dispendio economico eccessivo e tanto più in un periodo di difficoltà come quello attuale».

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