«Mio nonno, di ritorno dall’isola di Wight nel’46, non viaggiò mai più e interruppe tutti i contatti con le persone che aveva conosciuto. Quella che doveva essere una guerra, per lui, si trasformò nella più favolosa avventura della sua vita e per questo gli promisi che, un giorno, avrei reso pubblica la sua storia e che avrei cercato Billy Burt, il bambino a cui si era tanto affezionato».


E Francesco Cataldo, giovane di Vallata, ha mantenuto la promessa fatta a suo nonno, creando le condizioni affinché i tasselli di una storia nella Storia, cominciata più di settant’anni fa, potessero ricongiungersi.

Tutto inizia a Tunisi, nel 1943. L’accampamento nazista sul posto viene accerchiato dagli Alleati e i soldati tedeschi e italiani lì raccolti vengono arrestati e condotti in prigionia. Sono circa 280.000 a finire nel campo di concentramento di Algeri.
Il soldato irpino Francesco Cataldo era già sfuggito una volta a questa sorte per un puro colpo di fortuna. Una notte, qualche mese prima, mentre era sul fronte in Libia, tutti i suoi commilitoni sono stati catturati e deportati, ma lui è riuscito a salvarsi perché ha deciso di trovare riposo dietro una siepe. Non viene visto e, imbracciato il fucile, si incammina fino al posto di blocco nazista accanto al ponte. Insieme ad altri raggiunge la Tunisia, ma la guerra è destinata a durare ancora a lungo e, alla seconda imboscata, non riesce a scampare.
Dopo un mese nel campo algerino, viene inserito nel blocco di prigionieri da trasferire in Inghilterra e alla fine di Maggio ’43 sbarca a Liverpool. Non sa cosa lo aspetta e teme per la sua incolumità. E invece, dopo una doccia calda, gli vengono dati cibo e vestiti puliti. I prigionieri europei non vengono maltrattati dagli inglesi, a loro spetta occuparsi dei lavori pesanti lasciati scoperti dai loro uomini partiti per il fronte. Dopo un primo periodo passato in un campo di concentramento a Londra, unico meridionale tra tanti soldati friulani, Cataldo viene deportato a Brockenhurst (P.O.W. Camp 65), vicino Southampton, e da lì viene imbarcato per l'Isola di Wight. Nel giugno del 1943 è insieme a 70 prigionieri di guerra in una cascina sotto il controllo di soldati britannici, e passerà sull’isola ben 3 anni. Lì inizia a lavorare da un vecchio allevatore, che lo nota per il suo grande senso del dovere e lo raccomanda al Senatore e Capitano dell’Esercito Charles Burt, il quale ha bisogno di uomo di fiducia nelle stalle. Cataldo inizia a lavorare nella fattoria (Warlands Farm in Shalfleet) di Charles e si fa voler bene da tutti. Nel Maggio del ’46 la Guerra è ormai finita e l’irpino, non più soldato, lascia l'Isola di Wight per fare ritorno in Italia. Arriva a Napoli dopo 24 giorni di viaggio in mare e fa rientro nella sua Baronia, dove conosce una ragazza, si sposa, e dà inizio ad una nuova vita. Ma il suo pensiero ritorna spesso ai giorni in Inghilterra, a quella famiglia così gentile che lo ha accolto come un pari, a quel periodo di una giovinezza lontana in un paese straniero del quale ha conservato foto e cimeli.

Nonno Franco vallata
«Mio nonno mi raccontava spesso di quella che chiamava la sua “prigionia felice” – racconta il nipote che porta il suo nome – Soprattutto nei suoi ultimi due anni di vita, era ormai allettato e io andavo spesso a trovarlo, passava interi pomeriggi a ricordare quei momenti. Mi disse di cercarla, un giorno, la sua “famiglia inglese”, che lo trattava da amico e mai da detenuto. Mi spiegava che il lavoro in quella casa era semplice perché nella stalla esistevano già la mungitrice elettrica e il nastro trasportatore per il letame. Era molto ben voluto e mangiava alla stessa tavola dei suoi datori di lavoro, in particolare mi parlava dei tanti dolci che assaggiava e questo lo rendeva felice, perché era molto goloso, e giocava spesso con Billy, il figlio di Charles, che si affezionò molto a lui. Il 24 Aprile del ’46 addirittura gli organizzarono una festa di compleanno, e gli regalarono un orologio d'oro, un coltellino tascabile di argento e degli occhiali da sole che adesso ho io, come segno del loro attaccamento e del rispetto reciproco. ».

Cataldo senior è morto il 9 Luglio 2006, «mentre l’Italia vinceva il Mondiale. Per tanto tempo non ho più pensato a quella storia, anche se avevo mandato una mail ad un possibile Billy Burt. Quest’anno mi sono ritrovato quelle foto tra le mani e ho deciso di fare un altro tentativo. I social network, oggi così presenti e potenti, potevano essere un prezioso aiuto, e così è stato».
Il 5 Ottobre Francesco lancia un appello su Instragram il social fotografico che, a suon di hashtag tematici, permette agli utenti di cercare notizie, scatti e avvenimenti sugli argomenti interessati. Con una foto che, come un collage, racchiude ritratti e oggetti dell’epoca, chiede l’aiuto della rete, “looking for Mr. Billy Burt”. In poco tempo, la “palla” della partita virtuale passa a Facebook. L’annuncio viene postato nei gruppi che radunano abitanti, passanti, simpatizzanti dell’Isola di Wight. «Nel giro di pochi giorni mi hanno scritto almeno 20 persone. Mi davano consigli, cercavano di capire come potevano essere d’aiuto. Poi si è fatto avanti Jon Moreno, un giornalista dell’Isle of White County Press, la testata più importante dell’isola, che ha rintracciato personalmente Billy, conosciuto per essere diventato un consigliere della sua contea. Quando mio nonno arrivò nella sua famiglia era solo un bambino e Billy non ricorda gli episodi vissuti insieme a lui, anche se ha conosciuto di diversi altri prigionieri di guerra italiani che si sono stabiliti sull'Isola dopo la guerra. Ma ha ancora le stesse fotografie originali di se stesso all’età di quattro anni e della sua famiglia, identiche alle copie che ho in mio possesso e che mi sono state tramandate da nonno».
Cosa succederà adesso? «Mi sento come Jonathan Safran Foer nel suo romanzo “Ogni cosa è illuminata”, ma la storia mia e del nonno, a differenza della sua, ha un lieto fine. Spero di andare presto a trovare Billy. Ma prima gli scriverò una lettera a mano, come si faceva una volta».

GALLERIA FOTOGRAFICA (CLICCA SULL'IMMAGINE)

Commenta l'articolo

© Riproduzione riservata

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Privacy Policy
Clear

6°C

Avellino

Clear
Humidity: 66%
Wind: N at 11.27 km/h
Monday
Mostly sunny
0°C / 11°C
Tuesday
Mostly sunny
3°C / 12°C
Wednesday
Mostly cloudy
3°C / 12°C
Thursday
Mostly cloudy
8°C / 13°C

Ultimi articoli

Irpinia Focus

Direttore Responsabile

Roberta Mediatore

Redazione: Corso Europa, 22

83100 Avellino 

Telefono: 0825 21358

FAX: 0825 1805359

 Mail: redazione@irpiniafocus.it

Registrazione al Tribunale di Avellino n. 3/14 del 25/03/2014 

Il Prisma Comunicazione Editore

© IrpiniaFocus 

Vietata la riproduzione anche parziale

senza inequivocabile autorizzazione scritta del direttore