Grazie alle numerose presenze registrate fra il 2 e il 4 novembre scorsi e con il successo di una macchina organizzativa che ha visto in campo Carabinieri, Guardia di Finanza, uomini della Polizia Municipale anche di altri comuni e volontari, la 36° edizione della Sagra della Castagna Igp di Montella taglia un nuovo traguardo, a conferma della lunga strada percorsa da quando gli stessi castanicoltori diedero inizio a questa tradizione nel 1977, nella forma di una festa per celebrare la chiusura della stagione della raccolta.

Oltre 120mila visitatori richiamati dai 160 stand allestiti per far apprezzare oltre al prezioso frutto montellese anche altri prodotti di eccellenza del territorio irpino come il vino, l’olio, i formaggi e proprio per lo spazio riservato a diverse specialità con l’obiettivo di mettere in mostra il meglio che l’Irpinia può offrire il sindaco Ferruccio Capone parla della manifestazione come della «sagra dell’Irpinia».


Capone non nasconde «qualche piccola défaillance, perché ci è sfuggito al controllo qualche stand che tutto ha fatto tranne che vendere le castagne di Montella», ma se ne scusa e precisa che si trattava di espositori non locali e anticipa modifiche al regolamento per limitare la presenza rigorosamente a castanicoltori e commercianti montellesi per garantire la qualità dei prodotti. «Per noi la castagna è un biglietto da visita – dice -, perciò guai a perdere la fiducia su quello che è la castagna di Montella».
Ad ogni modo, il sindaco sottolinea il grande sforzo compiuto, grazie anche alla collaborazione di circa 200 collaboratori tra forze dell’ordine, personale che ha vigilato sugli aspetti sanitari e volontari che ha assicurato «una sagra all’insegna della perfezione sotto il profilo organizzativo», e del resto i riscontri avuti anche da visitatori provenienti dal Trentino e il tutto esaurito ai banchi degli espositori attestano il successo della manifestazione.
Capone, alla sua decima edizione da sindaco, ringrazia quindi in particolare la sua giunta «che è stata protagonista – dice - e soprattutto il vicesindaco che ha svolto un ruolo di regista per tutto il lavoro di organizzazione». Poi si rivolge al presidente dell’associazione In_loco_motivi Pietro Mitrione e sottolinea il grande contributo di Fondazione Rfi, con i treni che hanno offerto una nuova e speciale modalità di arrivo a Montella da nord e da sud.

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«Per la prima volta, in virtù della convenzione tra Regione e Fondazione Ferrovie, ci è stata data la possibilità di aprire l’intera tratta ferroviaria Avellino - Rocchetta Sant’Antonio, utilizzata finora solo in parte – spiega Pietro Mitrione -. Siamo quindi alla pari di tante realtà di turismo ferroviario consolidato, essendo però l’unica in Italia che può fregiarsi del riconoscimento di particolare interesse culturale, tutelata come un monumento, tanto che altre regioni stanno mutuando la nostra esperienza. L’anno prossimo c’è l’intenzione, se si completa la Benevento - Campobasso, di prolungare il tracciato da Perugia a Matera attraverso il tratto appenninico, con la littorina color Isabella che è unica – conclude - e appartiene proprio alla nostra Avellino - Rocchetta».
La prospettiva è dunque quella di una maggiore valorizzazione della provincia irpina, in cui il sindaco Capone esorta: «Mai scollegarsi dal binomio territorio-sindaci, perciò – aggiunge - il presidente della Provincia (presente alla conferenza stampa, (Leggi qui)) ha il dovere di ammagliare tutti i comuni, indipendentemente dalle previsioni della legge Delrio. Le sagre fanno parte del progetto di sviluppo per l'intera provincia. Chiunque verrà dopo – conclude -, dovrà fare meglio di noi»
Anche il vicesindaco di Montella Antonio Ziviello rimarca la necessità di valorizzare un «contesto di rete» e parla di una «sfida immensa per mantenere vivo l’impegno dei nostri padri e dei nostri nonni»
Intanto, per far apprezzare in una chiave nuova la castagna di Montella, lo chef di Daniele Gourmet Giuseppe Maglione ha realizzato per la tre giorni della sagra una pizza tutta irpina in cui accompagnano la preziosa Igp il fior di latte, la patata di Montoro, pancetta locale, la cipolla ramata di Montoro e un filo di olio a crudo, anche questo di produzione irpina.

 

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