Presso la sede dell'Associazione Costruttori Edili di Avellino si è svolta nel pomeriggi9o  l'Assemblea delle imprese associate per il rinnovo delle cariche sociali per il prossimo triennio 2018-2021. All'unanimità e per acclamazione è stato eletto nuovo Presidente il geometra Michele Di Giacomo.

 

I lavori sono iniziati con la relazione introduttiva del VicePresidente uscente Angelo Bruschi, che in qualità di componente della Commissione di designazione, ha relazionato ai presenti sulle attività di consultazione della base associativa svoltesi per l'individuazione del nuovo Presidente.
Infine ha comunicato che il nominativo che ha riportato maggiori consensi è stato quello del geometra Michele Di Giacomo, amministratore delegato e direttore tecnico dell'impresa DI.GI. LAVORI SRL

L'Assemblea ha quindi provveduto alla all'elezione del nuovo Presidente all'unanimità e per acclamazione. Di Giacomo, nella sua trentennale esperienza associativa ha già rivestito numerosi incarichi: Consigliere del Direttivo del Gruppo Giovani e della Scuola Edile, Presidente della Cassa Edile e del CFS, Vice Presidente dell'associazione, componente dell'assemblea ANCE Campania, dell'Assemblea dei Delegati del Fondo Pensione Prevedi a Roma.

Attualmente è componente del Consiglio Generale di Confindustria Avellino, Consigliere del Formedil Campania, del Consiglio Direttivo dell'Associazione e del Consiglio Generale della Cassa Edile della provincia di Avellino.

Il Presidente neoeletto nella sua relazione ha ricordato con profonda commozione il Presidente Giuseppe Scognamillo, venuto a mancare nel corso del suo mandato e ha illustrato il programma e gli obiettivi del suo mandato, improntato a favorire il superamento di una fase criticissima nella quale versa il settore. Ha accolto con senso del dovere l'incarico affidatogli dall'Assemblea e ha, quindi, presentato la squadra di imprenditori che in seno al Consiglio Direttivo lo affiancherà.
Viva soddisfazione da parte degli associati per l'elezione del nuovo Presidente, che rappresenta pienamente lo spirito e i valori delle imprese aderenti all'Ance Avellino.

 

SINTESI DELLA RELAZIONE DEL PRESIDENTE MICHELE DI GIACOMO


Autorità, gentili ospiti, colleghi e amici
Grazie per la Vostra partecipazione e grazie per avermi eletto.
Assumo con grande senso del dovere l'invito a rappresentare l'Associazione per il prossimo triennio e da questo stato d'animo intendo farmi guidare per assolvere con piena responsabilità a tale incarico. La mia militanza nel sistema associativo è trentennale, mio padre Carmine si iscrisse al Collegio dei Costruttori il 17 marzo 1987.
Mai…ripeto mai…prima d’ora la nostra Associazione si è trovata a dover resistere a così tanti e duri colpi quali quelli che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Il più pesante da dover sopportare è stata la scomparsa dolorosissima del nostro caro Pino, venuto a mancare nel corso del suo mandato.
Tanti sono stati i risvolti drammatici di questo terribile evento, pesante e dolorosa la sua assenza, la sua guida coerente e il suo esempio di uomo dai grandi valori umani e professionali. Pino ci manca e ci mancherà sempre. Tutti abbiamo vissuto questi mesi tra il dolore della perdita e la consapevolezza di dover reagire. Ora è arrivato il momento di farlo davvero, anche perché col Suo sorriso è questo che Pino avrebbe consigliato di fare. Oggi siamo qui per ripartire, per riprogrammare, per trovare soluzioni e nuove spinte e possiamo farlo solo stando “tutti insieme”, con impegno e passione.
Tutti vorremmo, da cittadini e operatori economici, contribuire alla sua crescita.
Mi piace qui ricordare il monìto che il nostro Presidente nazionale, Gabriele Buia, ha più volte ripetuto nella sua relazione all’Assemblea annuale 2018 di ANCE di alcuni giorni fa “Dobbiamo aprire gli occhi e non arrenderci al declino”. Questo è un invito a credere nella possibilità di migliorare le condizioni del Paese e deve rappresentare per tutti noi una guida a spingerci oltre le criticità e l’immobilismo, a non arrenderci.
La situazione del settore delle costruzioni è assai critica, lo sappiamo bene.
I dati parlano chiaro: questi ultimi dieci anni di crisi hanno praticamente fermato un’intera fetta dell’economia italiana con una contrazione complessiva dei livelli produttivi di oltre 70 miliardi di euro.
In questo scenario drammatico tante imprese sono scomparse dal mercato e quelle che sono sopravvissute si trovano a dover subire una carenza di liquidità senza precedenti, causata dall’effetto combinato delle stretta creditizia, dei mancati pagamenti della PA e di norme che intrecciandosi tra loro in modo scombinato ostacolano crescita e sviluppo.
L’incuria dei nostri territori ha prodotto effetti disastrosi e la messa in sicurezza rappresenta un tema centrale di cui si parla sempre sotto forma di emergenza, quando ormai si contano i morti e i danni. Occorre adottare un Piano di manutenzione che abbia un inizio e che venga monitorato costantemente, sia rispetto alla messa in sicurezza degli edifici, delle scuole, degli immobili in generale, nonché della rete infrastrutturale.
Occorre un approccio efficace ai problemi dello sviluppo del Mezzogiorno. Di attrattività specifiche il Sud è ricco, basta valorizzarle a rete.
In questo senso, le infrastrutture per la competitività diventano un fattore di crescita.
L’emergenza Sud è tutta in un quadro che è allarmante: occupazione al palo, infrastrutture bloccate, spesa pubblica ancora in calo.
Le difficoltà a trasformare le risorse in cantieri emergono chiaramente dall’andamento della spesa per investimenti degli enti locali del Mezzogiorno che, analogamente al resto d’Italia, non riescono ad interrompere il trend in atto a partire dal 2008. I comuni, per esempio, tra il 2008 e il 2017 hanno visto la spesa in conto capitale ridursi del 38% a fronte di una spesa corrente in aumento del 3,5%.
Tra il 2008 e il 2017 in Italia si sono persi 571.000 posti di lavori, di cui 300.000 nel Mezzogiorno.
Una cosa è certa. Non sono le risorse a mancare. Ma le risorse non si trasformano in cantieri.
Avellino e tutta la provincia irpina è parte di tutto questo declino.
Occorre una strategia! Occorre cambiare approccio intervenendo con urgenza su alcuni dei principali nodi e sulla necessità di:
• Adottare un progetto e una visione nazionale e territoriale per lo sviluppo del Mezzogiorno;
• Stanziare un adeguato livello di risorse ordinarie per assicurare che i fondi europei non siano sostitutivi ma effettivamente aggiuntivi;
• Svolgere una forte azione di governance per garantire l’efficienza e l’efficacia della spesa dei fondi pubblici;
• Eliminare la mala burocrazia, migliorare la capacità istituzionale ed effettuare una fortissima semplificazione normativa.
La burocrazia è stata definita dal Presidente Buia “la MADRE di tutti i mali”.
Beh questa inerzia colpisce ogni iniziativa, pubblica o privata. Le imprese perdono più tempo a svolgere gli adempimenti burocratici, a preparare documentazioni e scartoffie che a realizzare gli interventi.
Come già anticipato in precedenza ritengo necessario che si riveda il Codice degli Appalti.
Il Codice degli Appalti così come è va cambiato e snellito.
Il caos normativo in questi anni ha indotto le PA a non voler assumersi più responsabilità, ha indotto i funzionari a volersi spogliare di ogni iniziativa per la paura di dover pagare personalmente le conseguenze. Intanto la città deperisce, il patrimonio immobiliare è datato, insicuro e inquinante, le vendite immobiliari sono crollate.
Occorre con urgenza mettere mano a una nuova politica di fiscalità immobiliare, che riparta dalla rimodulazione di misure come eco e sismabonus in modo da renderle finalmente attuabili. Tante sono le nostre imprese pronte a fare interventi di messa in sicurezza e di demolizione e ricostruzione…il problema è che tutto quello che è scritto sulle carte non si riesce ad attuare nella pratica.
La conseguenza è che il comparto abitativo ha subìto un vero e proprio tracollo.
Volendo analizzare le cause del crollo del mercato abitativo mi soffermerei su alcuni aspetti fondamentali dai quali ripartire:
1. Ridurre l’eccessiva tassazione sugli immobili
2. La necessità di una maggiore sicurezza antisismica
3. L’esigenza di favorire la rottamazione edilizia
4. L’urgenza di spendere le risorse previste
Occorre intervenire sul CREDIT CRUNCH, ossia la STRETTA CREDITIZIA, rispetto alla quale bisogna sia riattivare un’interazione positiva tra imprese e banche, sia riattivare il circuito del credito per consentire alle famiglie di accedere ai mutui per l’acquisto delle case.
Ma voglio soffermarmi sulla nostra Associazione Provinciale.
E’ necessario garantirLe un ruolo da protagonista nello sviluppo dell'economia locale in modo da rafforzare la sua visibilità ed accrescere la reputazione ed il decoro della classe imprenditoriale irpina. A livello locale bisogna:
• Completare le opere sospese o incompiute;
• Manutenere e migliorare le infrastrutture esistenti per livelli di sicurezza;
• Accelerare e ampliare il piano di riqualificazione degli edifici scolastici;
• Assegnare le risorse necessarie alla realizzazione al piano pluriennale del rischio idrogeologico introdotto nel novembre 2014;
• Investire sui beni culturali e sul turismo soprattutto nel Mezzogiorno per avviare nuovi progetti di crescita economica;
• Recuperare e risanare le periferie delle nostre città.
Nel mio ruolo di Presidente di Ance Avellino, svolgendo un'azione collegiale e condivisa con le imprese associate, punterò sui seguenti settori:
• Lavori pubblici: Aumentare il dialogo con le pubbliche amministrazioni al fine di favorire l'efficienza delle loro procedure di spesa e l'apertura dei cantieri per le risorse disponibili che saranno costantemente monitorate
• Edilizia privata: E’ necessario dare ulteriori impulsi al processo di riqualificazione/rigenerazione del patrimonio edilizio attraverso la messa in sicurezza degli edifici. Bisogna tra I'altro creare nuove convenienze non solo economiche affinché i privati siano spinti a investire sui propri immobili e collaborare alla rigenerazione urbana della città di Avellino, introducendo politiche edilizie verdi per uscire dalla crisi. L'Associazione, pertanto, oltre a chiedere chiarimenti e a monitorare le reali possibilità attuali di finanziamento (eco-bonus e sisma-bonus) e invocare la semplificazione delle procedure, sarà attenta e propositiva rispetto all'attività edilizia dei comuni della provincia con popolazione maggiore di 10.000 abitanti (Avellino, Ariano Irpino, Montoro, Solofra, Mercogliano, Monteforte Irpino ed Atripalda), dell'Area Vasta e dell'Ente Provincia;
• Banche: costante confronto col sistema bancario al fine di superare le notevoli difficolta ancora esistenti per l'accesso al credito;
• Enti Bilaterali: monitoraggio continuo e collaborazione con l'attività della Cassa Edile e CFS
• Vita Associativa: marketing associativo per aumentare il numero degli iscritti; favorire gli incontri tra gli associati; promuovere in particolare la formazione degli addetti ai lavori con approfondimenti, convegni, seminari, meeting al fine di accrescere la qualità del lavoro.
Lo strumento per raggiungere tali obiettivi, la chiave del nostro successo sarà la collegialità. Da soli non si va da nessuna parte e per questo invito tutti voi Colleghi e amici di condividere questo percorso con reale partecipazione.
Concludo la mia relazione citando le parole di uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi ed eccezionale team leader, Michael Jordan.
“Il talento fa vincere le partite, ma l’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere i campionati”.
E’ grazie al lavoro di squadra che si può far avverare una “vision” e raggiungere grandi obiettivi a lungo termine. Con questo auspicio e con questo monìto Vi ringrazio e spero di iniziare tutti insieme un nuovo viaggio per la nostra Associazione!

 

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