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«USB Pubblico Impiego e MIC & P.S. ancora insieme. E sempre per lo stesso motivo, ovvero una gestione della ASL Avellino per nulla convincente e contornata da storture. Per tale motivo, martedì 30 ottobre, a partire dalle ore 9.00 si terrà un sit-in di protesta presso la sede ASL di Via degli Imbimbo.

Una gestione che si ripercuote negativamente su utenti ed operatori. Basti pensare che la ASL Avellino, attualmente, non dispone di nessun laboratorio di analisi cliniche pubblico nella zona che coinvolge un bacino di utenza di circa 270.000 abitanti. Come se ciò non bastasse la Direzione Generale ha sospeso anche l’attività dei cosiddetti punti prelievi; in pratica di ambulatori deputati all’effettuazione di prelievi con conseguente viaggio delle provette in direzione Ariano o Sant’Angelo dei Lombardi. È questa una modalità di risparmio assurdo, oppure è una politica gestionale per il privato convenzionato? E la politica cosa fa per la difesa delle Strutture Pubbliche? Sta a guardare? E i dipendenti che devono effettuare controlli disposti dal Medico competente come devono fare?
Della giusta applicazione del Decreto-legge 81/2008 nemmeno il segno. Basta farsi un giro in diverse Strutture della ASL per rendersi conto della non idoneità degli ambienti di lavoro, che rappresentano, in alcuni casi, un pericolo. La ASL è forse deputata al controllo degli ambienti di lavoro solo dei privati?
L’ultima difformità gestionale in ordine cronologico è rappresentata da una graduatoria per la mobilità regionale ed extraregionale di n. 3 Infermieri. Dopo un nostro primo intervento relativo all’esclusione immotivata di circa 250 candidati, che ha determinato, successivamente, l’ammissione di quasi tutti gli esclusi, abbiamo notato che diversi nominativi ammessi nella graduatoria finale provengono da Enti Ecclesiastici o comunque non appartenenti all’Amministrazione Pubblica, in assoluto contrasto con Leggi Nazionali, disposizioni regionali e sentenze. L’USB ed il MIC & P.S. chiedono il rispetto delle regole con l’esclusione dei nominativi che non hanno accesso a tale procedura. In ambito territoriale, nella ASL Avellino perdura una carenza di personale di notevole entità, che poteva essere colmata con l’occasione dell’annessione del Presidio Ospedaliero di Solofra all’Azienda Moscati, almeno in parte; dando la possibilità, attraverso il diritto di opzione previsto dal DCA n.29 della Regione Campania, ad una parte di personale su richiesta della stessa parte.
Ebbene, giusto per fare un esempio c’era la possibilità per 23 infermieri di trasferirsi sul territorio e la Direzione Generale ha “strategicamente” pensato di dare la possibilità di scegliere l’assegnazione territoriale ma indicando esclusivamente posti disponibili in Alta Irpinia. Ma se il personale che aveva questa possibilità apparteneva tutto al Presidio Ospedaliero di Solofra, e quindi residente ad Avellino o comunque in zone limitrofe, quale dipendente “folle” avrebbe prodotto l’istanza per allontanarsi ad oltre 50 km dalla propria residenza? Il risultato finale è stato quello di perdere 20 unità che sono transitate all’Azienda Moscati contro la propria volontà e dopo anni di lavoro sicuramente usurante.
Altra problematica è determinata dalle modalità non corrette relativa alla gestione delle presenze del personale, con trattenute economiche in molti casi non dovute. Ed intanto molte segnalazioni continuano a pervenirci quotidianamente a riguardo di quanto enunciato. Infine, continuiamo a notare la corresponsione economica per attività progettuali a dipendenti che a nostro parere non ne hanno diritto. E guarda caso sono sempre gli stessi.
Tra l’altro la partecipazione ad attività progettuali avviene tassativamente utilizzando apposito codice assegnato al progetto al momento dell’utilizzo del sistema per la rilevazione dell’orario di lavoro. Ed invece questi dipendenti “gratificati”, spesso e volentieri sono remunerati senza dimostrare di aver svolto l’attività progettuale al di fuori dell’orario di servizio, condizione non permessa in Italia. Anzi, abbiamo prove inconfutabili che la remunerazione avviene spesso “a regime forfettario” e non per obiettivi progettuali ma per compiti istituzionali. Noi non staremo a guardare!».

Il Rappresentante Legale Provinciale USB Sergio Di Lauro

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