Antonio Di Capua è stato riconfermato segretario generale della Fillea Cgil di Avellino durante l’undicesimo congresso provinciale di categoria che si è tenuto oggi presso il «Viva Hotel» in via Circumvallazione ad Avellino. Presenti il segretario generale della Cgil irpina, Franco Fiordellisi, e il segretario generale Fillea Campania, Giovanni Sannino.


«Per i prossimi 4 anni avrò l’onore e l’onere di rappresentare ancora le lavoratrici e i lavoratori del comparto delle costruzioni e del legno: ringrazio tutti i delegati e gli iscritti per la fiducia che proverò a ricambiare durante il mio mandato», dice Di Capua. «In Irpinia – prosegue - l'edilizia è il comparto che più degli altri soffre per le ripercussioni della crisi: una condizione che implementa il sommerso a scapito della sicurezza e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici impegnati nei cantieri».
«Attraversiamo un momento di profonda crisi», ribadisce Di Capua. «È indispensabile – prosegue - il supporto delle istituzioni per risollevare le sorti, contrastando il crescente fenomeno del lavoro irregolare. Sul punto, i dati della Cassa edile restituiscono un quadro a tinte molto fosche». Infatti, stando ai rilievi dell’ente, nel 2017 c’è stato un calo dei livelli produttivi con una perdita complessiva del 36,5 per cento. Su queste dinamiche incide il dato negativo delle opere pubbliche, comparto che invece avrebbe dovuto trainare la ripresa degli investimenti così come previsto dalla Legge di Bilancio 2017. «Tuttavia – osserva il segretario Fillea Cgil - queste misure non hanno prodotto gli effetti sperati, a causa dell’incapacità di tradurre in cantiere le risorse disponibili e per l’efficienza nelle procedure di spesa da parte della pubblica amministrazione».
«In questo quadro – ricorda Di Capua – stiamo gestendo diverse e complesse vertenze sindacali. Nel settore legno alla Novolegno di Pianodardine a febbraio di questo anno è stato prorogato il contratto di solidarietà per un altro anno, con un prezzo, purtroppo, alto sia per il sindacato sia per i lavoratori pagano. Nello stesso stabilimento è stato confermato il taglio del 50 per cento dell’integrativo e ancora una volta è stata applicata la penalizzazione di un aumento percentuale di solidarietà su alcune figure lavorative in produzione. È utile ricordare, inoltre, che, a fine 2016 l’azienda aveva prospettato un esubero di 55 unità lavorative su 122 con la chiusura di una linea di produzione. I problemi non sono pochi rispetto all’organizzazione dell’utilizzo del Cds: non c’è, infatti, nessun criterio di equilibrio generale nell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale e i nodi irrisolti, legati all’ambiente e sicurezza, sono molti. L’incontro con la direzione aziendale, al quale hanno partecipato il consigliere delegato Giorgio Barzazi e il direttore di stabilimento Giuseppe Pitton, illustrando il programma di lavoro e l’andamento produttivo con l’utilizzo del Cds e esprimendo una valutazione soddisfacente, ci lascia comunque ancora sulla strategia aziendale. La Rsu e le Oo. Ss. più volte hanno illustrato i punti di criticità della fabbrica, sollecitando soprattutto provvedimenti sulla questione delle polveri e sulla sicurezza precaria nei reparti: di fronte a tali richieste, i vertici di Novolegno, fino ad oggi, non ha dato nessuna risposta concreta: un comportamento che non esitiamo a definire poco corretto nei confronti delle maestranze. Unitariamente Fillea, Filca, Feneal e Ugl con i nostri livelli regionali e nazionali, con le istituzioni territoriali e con la Regione - dobbiamo mettere in campo una serie di iniziative programmate per imporre all’azienda un cambio di passo. Non possiamo accettare che il gruppo Fantoni nello stabilimento di Osoppo, in provincia di Udine, investa circa 50 milioni di euro, mentre abbandona la Novolegno a una lenta agonia, dimostrando così poco interesse nel realizzare una nuova e credibile strategia industriale, fondata sugli investimenti per il rilancio dello stabilimento. Nel settore laterizi, alla Cellublock di Montoro - che produce contrappesi per lavatrici - si è raggiunto un accordo per una proroga di 12 mesi di solidarietà: qui 28 unità lavorative da circa 2 anni soffrono a causa di una crisi dovuta alla condizione che attraversa la Whirpool di Napoli: questo conferma tutte le criticità rispetto alla ripresa produttiva».

 

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