L’Unione Sindacale di Base della Provincia di Avellino ha inoltrato, al Direttore Generale della ASL Avellino, una nota per denunciare le gravissime carenze di una delle tante Unità Operative che soffrono, paurosamente, storiche carenze di personale, e gli aspetti organizzativi molto discutibili. Si tratta del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Solofra. Anche per questa Unità Operativa, alcune decisioni del Direttore Sanitario appaiono poco condivisibili. L’Usb denuncia infatti che le criticità rilevate sono «dovute ad organizzazione carente, proprio in concomitanza di un aumento cospicuo dei carichi di lavoro».


I maggiori disagi evidenziati nella nota formata dal rappresentante legale provinciale del sindacato Sergio Di Lauro riguardano «l’assenza del Coordinatore infermieristico, l’ assenza del Responsabile Medico, il cui nominativo emerge solo da qualche atto della Direzione Sanitaria, notato dallo stesso personale infermieristico», ma anche «la presenza di personale con esoneri dall’assistenza e dalla Pronta Disponibilità; quest’ultima è garantita esclusivamente dal personale idoneo con sistematica violazione del tetto massimo previsto dal CCNL e dalle disposizioni aziendali, e di fatto con la negazione del riposo settimanale durante il quale il personale si ritrova ad espletare la Reperibilità. Allo stesso modo, gli esoneri citati al presente punto, unitamente a congedi ordinari, malattie, congedi per la Legge 104/92 ecc. determinano che nelle ore notturne una delle due unità infermieristiche in servizio debba assolvere, con notevoli disagi, a compiti assistenziali diretti alla persona ed ai compiti previsti dal TRIAGE».
L’Usb, inoltre, Di Lauro denuncia «trasferimenti, c/o altre Strutture Sanitarie, di pazienti di pertinenza traumatologica senza la presenza di personale medico, la mancanza, di routine, di autorizzazioni per quanto riguarda congedi e permessi vari, così come stabilito dalla Direzione Strategica per l’utilizzo del sistema IRIS WEB, l’assenza di procedure per i trasferimenti dei pazienti di pertinenza psichiatrica e accessi in TSO, la presenza part-time durante le ore notturne dell’Operatore Socio Sanitario. Si precisa che tale presenza è garantita attraverso l’istituto della Reperibilità, e talvolta con violazione del riposo previsto dal CCNL. A ciò va aggiunto che le ore di straordinario espletate in reperibilità sono riconosciute economicamente fino al tetto massimo di 250 ore annue pro-capite. Questa norma viene rispettata, e le altre innanzi menzionate perché vengono inosservate? Di conseguenza una presenza part-time dell’OSS determina che il personale infermieristico assolve a compiti non previsti dal profilo professionale».
«Proprio per completare i malumori del Personale impegnato al Pronto Soccorso, ci viene riferito – aggiunge l’Usb - che il Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero di Solofra avrebbe provveduto, arbitrariamente, a conferire l’attività di coordinamento ad una unità infermieristica, violando norme contrattuali, e senza alcuna comparazione curriculare prevista solo per un periodo limitato nei casi di posto vacante. Tale decisione fortemente discutibile, non risulta essere adottata con criteri di trasparenza. Tra l’altro – conclude Di Lauro -, in Direzione Sanitaria del Presidio sono impegnati n. 3 Infermieri Esperti, la cui declaratoria del profilo prevede compiti di coordinamento».

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