Cresce sensibilmente rispetto a un mese fa la partecipazione dei lavoratori Aias allo sciopero di 48 ore proclamato da Cgil e Uil per sollecitare la gestione commissariale dei tre centri gestiti dalla onlus Irpinia e davanti alla sede avellinese dell’associazione, accanto ai dipendenti operanti nella città capoluogo, oltre a numerosi pazienti accompagnati dai loro familiari, sono arrivati anche colleghi da Nusco e Calitri, in campo per perorare la stessa causa nell’incertezza che ancora avvolge le possibili date entro le quali saranno riportati a regime i pagamenti degli stipendi e l’erogazione delle spettanze arretrate maturate finora.


In questo clima di sospensione, che mette a dura prova la sopravvivenza dei lavoratori, e tanto più in giorni nei quali l’attenzione generale è spostata sulla campagna elettorale ormai avviata anche le istanze del sindacato si rivolgono non soltanto ai commissari Antonio Maurizio Arci e Remo Del Genio, ma anche alla classe politica locale. «La novità è solo il segnale che ho avuto in queste ore da parte di lavoratori e lavoratrici che si sono rivolti a noi in lacrime– afferma il segretario generale della Fp Cgil Marco D’Acunto –, perché dopo 8 mesi senza stipendio l'espressione che hanno usato è "Siamo arrivati". Questo vuol dire che questa gente per finire in altre mani e sta sull'orlo della disperazione. A noi piacerebbe che questa struttura, che questo territorio che la politica di questo territorio si faccia carico di queste lacrime – continua - perché non può lasciarci in queste condizioni, dopo tutto quello che si è saputo su questa associazione, dopo tutto quello che è venuto fuori e che sta venendo fuori con l'inchiesta giudiziaria».


«La situazione è esattamente quella degli ultimi mesi, anzi è peggiorata: c'è un'altra mensilità che non è stata pagata ai lavoratori di queste strutture e ovviamente è peggiora anche la serenità con la quale i fisioterapisti e tutto il personale di questa struttura stanno garantendo nonostante tutto i servizi ai pazienti. Visto che non è arrivato nessun segnale – insiste - -, ovviamente il minimo da fare era proclamare queste 48 ore di sciopero per provare a sensibilizzare sia l’Aias nazionale, visto che qui dai commissari non abbiamo risposta, sia la ASL di questa provincia, sia la politica assolutamente sorda tranne rarissime eccezioni, in queste ore in cui pare più importante garantirsi una sedia per le candidature a Roma che discutere dei problemi veri di questa di questa provincia. Questa vertenza è uno dei problemi veri di questa provincia: ci sono 100 lavoratori senza stipendio da 8 mesi e ci piacerebbe che qualcuno, oltre il sindacato, se ne faccia carico».
«Abbiamo anche un altro messaggio da lanciare – aggiunge D’Acunto -, perché c'è un problema relativo all’accreditamento, c'è un problema relativo alle prestazioni future di questa struttura e c'è anche un problema rispetto l'atteggiamento che Aias sta tenendo complessivamente in queste ore, perché è della settimana scorsa la notizia che il nostro delegato in Sardegna, il compagno Michele Serra, è stato licenziato per l'attività sindacale svolta nelle strutture di quel dell'isola. Noi chiediamo un’inversione di tendenza, un cambio di atteggiamento da parte di Aias».
Sollecita una accelerazione anche il coordinatore Sanità della Uil Fpl, Antonio Spagnuolo: «La situazione è drammatica, perché i lavoratori hanno garantito il servizio in 9 mesi senza avere ad oggi un centesimo di retribuzione. C'è un marasma su cui la magistratura sta facendo il suo percorso; i commissari sembrano delle persone abbastanza serie, però certo i lavoratori hanno bisogno di una risposta concreta – ribadisce -. Non si può pensare che le cose possono essere rimandate ancora ulteriormente e la cosa che mi preoccupa di più è l'accreditamento della struttura di Avellino, tanto che come Uil abbiamo chiesto a sua eccellenza il prefetto un incontro con un tavolo tecnico per discutere proprio di questa situazione con un rappresentante dell'ASL e un rappresentante della Regione, con la speranza che almeno l'accreditamento della struttura gli Avellino venga fatta nel più breve tempo possibile. Mi auguro che le istituzioni e anche la politica dia un aiuto affinché possa essere garantito sempre servizio sul territorio e, naturalmente, il proseguo dell'attività con i relativi pagamenti degli arretrati e dello stipendio ordinario che l’Aias deve ai lavoratori».
Indispensabile, dunque, riaprire innanzitutto un canale con la struttura commissariale dell’Aias che una ventina di giorni fa aveva chiesto tempo, mentre i lavoratori non ne hanno più. «L’adesione allo sciopero di oggi proclamato insieme alla Uil è assolutamente inaspettata – commenta D’Acunto -, è il doppio dei lavoratori che ha aderito allo sciopero di dicembre, per cui questo è un segnale importante anche per noi. Questa adesione ci convince che stiamo facendo bene e la presenza di tanti familiare di tanti pazienti a sostenere la nostra vertenza ci dà ancora più forza in questa in questa lotta che stiamo facendo. Ma certo la situazione diventa problematica. L’ex presidente ci ha negato, nonostante l'invito del prefetto, la possibilità di guardare gli atti; i commissari addirittura ci hanno detto che gli atti non sono in loro possesso, ma noi sappiamo che sono qui e sappiamo che possono essere visti e controllati. Ma noi chiediamo con forza anche che il commissariamento, in tempi brevissimi, si faccia carico di una cosa che chiediamo dall'inizio: rimettere in piedi un comitato direttivo, un consiglio di questa associazione che sia composto esclusivamente di lavoratori, di persone che vengono trattate in questa struttura e di familiari dei pazienti. Solo così si può dare trasparenza in un contesto complessivo che, da quello che abbiamo appreso dell'inchiesta attraverso la stampa, è una situazione che ha visto grande ombra, grandi buchi, grande nero e rispetto alla quale – conclude - speriamo che la magistratura il prima possibile faccia chiarezza».

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