Martedì 5 dicembre si celebrerà anche ad Avellino la mobilitazione promossa dall’Ugl #vietatovivere pensione irraggiungibile contro le politiche previdenziali del Governo Gentiloni che, in continuità dell’esecutivo che lo ha preceduto, non ha dato alcuna risposta alle richieste del sindacato e dei lavoratori vicini alla pensione. L’Ugl, dunque, martedì scende in piazza in tutta Italia con la mobilitazione. «Ad Avellino - spiega il segretario del Sindacato di Via Bellabona, Costantinos Vassiliadis – l’appuntamento è in Piazza Libertà a partire dalle ore 10.00».

L’Ugl manifesterà verso il Governo tutta la rabbia e l’indignazione dei lavoratori del nostro territorio ormai vicini alla pensione, che a causa dell’innalzamento dell’aspettativa di vita legato automaticamente all’età pensionabile non potranno realizzare quei progetti di vita che avevano immaginato per prendersi cura di un familiare o per dare una piccola svolta ad una situazione economica familiare sempre più difficile in tempo di crisi. Così come chiamiamo i giovani a protestare insieme ai loro padri e alle loro madri perché del loro futuro il Governo continua a non occuparsi, perché senza un lavoro stabile per loro non ci sarà mai né un futuro vero né la pensione. Ma soprattutto perché saranno costretti come tanti altri della loro generazione ad abbandonare i nostri territori, rendendoli così più poveri.
L’impegno sottoscritto dal Governo un anno fa era chiaro: la “fase due” della previdenza avrebbe dovuto portare alla riduzione degli effetti nefasti della Legge Fornero con il superamento delle rigidità dell’attuale sistema – che penalizza i redditi più bassi e non tiene conto di tutti i lavori più gravosi – e favorire il turn over generazionale. Il Governo invece ha messo sul piatto della trattativa solo 300 milioni di euro, l’ampliamento delle categorie di lavori gravosi esentati (ma ne mancano all’appello ancora alcuni) dall’innalzamento di 5 mesi dell’età pensionabile, che comunque scatterà per tutti gli altri a partire dal 2019, e uno sconto del requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata per le 11 categorie già individuate ai fini dell’Ape sociale. Dunque nessuna modifica della Legge Fornero e solo qualche misero vantaggio per alcune migliaia di lavoratori.
L’Ugl dice no a tutto questo e chiede ai lavoratori vicini alla pensione e ai giovani, le cui aspettative vengono continuamente disattese, di scendere in piazza e protestare insieme per questa battaglia di civiltà.
«Purtroppo, le condizioni per il pensionamento restano indecorose sul piano sociale – è la denuncia del Segretario Generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone – La legge di bilancio avrebbe dovuto porre maggiore attenzione sul tema delle pensioni e del welfare sociale, introducendo nuovi elementi a favore di tutti i cittadini, proponendo correzioni necessarie ad eliminare le tante iniquità previdenziali. Fino a quando non si interverrà su questo fronte, non ci sarà alcuna ripresa economica, soprattutto se il governo continua ad ignorare i problemi cardine dell’Italia, che sono legati alla mancanza di lavoro e relative tutele. Ecco perché l’Ugl – conclude Capone – ha scelto di scendere in piazza».

mobilitazione pensioni UGL

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