«Non abbiamo ricevuto le risposte che attendevamo. Con la nostra volontà di trovare responsabilmente una soluzione e soprattutto su sollecitazione del prefetto che ha insistito a considerare il fatto che l’azienda ha bisogno di ulteriori 30 giorni per mettere in piedi almeno e tre obiettivi principali che ci eravamo prefissi, il recupero delle morosità e della perdita amministrativa, così come l’abbiamo definita, e una riorganizzazione sotto il profilo tecnico delle maestranze, ci siamo riservati di andare in assemblea e parlarne con i lavoratori, dopodiché decideremo il da farsi».


Ciro Taccone (Uiltec) parla anche a nome degli altri rappresentanti sindacali presenti al tavolo, Giovanni Esposito (Femca Cisl), Francesco Saccardo (Ugl Energia) e Carmine Di Maio (Filctem Cgil), riportando l’esito del vertice sulla vertenza Alto Calore che resta congelata, in attesa che si realizzino le azioni assicurate dal management della società di corso Europa. Ma l’eventualità di uno sciopero sarà comune vagliata dai lavoratori che si riuniranno a breve.


Il presidente della società Raffaello De Stefano ad ogni modo rivendicai l lavoro compiuto: «Lunedì abbiamo pagato gli stipendi e inoltre abbiamo fatto partire il bando per la ricerca di un consulente che certifichi i bilanci e costruisca un piano industriale nuovo e moderno rispetto alle criticità storiche dell’azienda. Sappiamo che ci sono difficoltà legate a un costo del lavoro che si avvicina alla metà dell’intero bilancio, quindi occorre che tutti facciano la propria parte e che si collabori. Da parte nostra c’è tutta l’intenzione, dopo aver tutto in questi quattro anni: abbiamo evitato lo sdoppiamento che ha prodotto tanti milioni di debiti, aver fatto la gara per il recupero crediti che fra poco sarà ufficiale e l’accantonamento del credito, che sono un immenso lavoro. Le prospettive ovviamente si scontrano con la difficoltà di un’azienda a tenere un equilibrio economico rispetto alla quale abbiamo fatto istanza di perequazione sia al governo sia alla Regione. Ci auguriamo che i lavoratori stiano dalla nostra parte nell’interesse dell’azienda».
Sui circa 100 possibili esuberi, De Stefano afferma che «le difficoltà ci sono, anche da un punto di vista numerico. La riorganizzazione sarà messa in atto e non neghiamo che abbiamo un peso del costo del personale che è elevatissimo e sicuramente non si risolve con piccoli ritocchi, c’è una situazione strutturale complicata. Per noi è importate che i lavoratori siano pagati puntualmente e le famiglie siano salvaguardate, ma è evidente che privilegi e sprechi noi li combattiamo. Non c’è nessuna esitazione a garantire innanzitutto il servizio e abbiamo un’immagine da tutelare perché la gran parte dell’azienda è sana, lavora e da parte dell’amministrazione c’è tutta la volontà di valorizzare la parte migliore che è quella che ha fatto la storia dell’acqua in questa provincia».

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