«Per completare la Lioni Grottaminarda, a livello di finanziamenti, servono ancora 135 milioni di euro e quando dessero questi soldi si potrebbe ultimare l’opera. In termini di tempo, poiché danno finanziamenti da 50,60, 70 milioni, bisogna calcolare che dall'ultimo finanziamento ci vorranno 4-5 anni per realizzare mediamente 70 milioni di lavori su quest'opera.

Per quanto riguarda invece i lavori che stiamo facendo, io confido che il tratto funzionale da Grottaminarda a Gesualdo sarà completato nel 2021, mentre per la parte da Sant'Angelo a Villamaina, che richiederà la maggior parte di questi finanziamenti, potremmo fare dei piccoli lotti funzionali, ma tutto dipende da quando danno i soldi e da come li danno, perché se li danno tutti insieme è un discorso ma se gli danno 5 milioni per volta cambia. A sensazione direi che se ci dessero i soldi nel 2018, si potrebbe dire che si finisce nel 2023. Quando nel 2015 i sindacati mi chiesero quanto tempo pensavo ci volesse, io dissi che se ci avessero dato i soldi subito, sarebbero stati necessari sette anni. Ci fu una salva di pernacchie, ma questi sono i tempi».
In sintesi è questo il contenuto della relazione illustrata dal commissario straordinario sulla Lioni Grottaminarda Filippo D’Ambrosio al Consiglio provinciale riunito stamattina e ai sindaci dei comuni interessati presenti in aula. Occasione per fare il punto della situazione sui progressi della grande opera alla luce della notizia, fresca di giornata, della «sottoscrizione di nuovi contratti per 101mln di euro la scorsa notte, per cui sarà possibile realizzare un intervento da 7mln e 200mila euro sul secondo lotto allo svincolo di Sant'Angelo dei Lombardi, che esiste – spiega D’Ambrosio -, ma che dobbiamo adeguare alle dimensioni e alle caratteristiche di tutto l'asse viario, e 97mln sul tratto Frigento Grottaminarda che rende funzionale tutta l’arteria».


Il quadro complessivo delineato da D’Ambrosio è tutto sommato positivo, perché il commissario puntualizza i diversi passaggi dagli stanziamenti del Cipe, che precisa equivalgono a impegni di spesa ma non a concrete erogazioni di risorse, ai finanziamenti veri e propri che rendono possibile la prosecuzione delle opere comprese nei due lotti, quello da Grottaminarda e Villamaina che ha come concessionario il consorzio Infr.Av e l’altro da Villamaina a Sant'Angelo che ha come concessionario il consorzio Infrasud.
Ben diverso il tono usato da D’Ambrosio per replicare, pur senza mai nominarlo, al deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia che lo scorso marzo ha presentato alla Camera un emendamento per l’abolizione del Commissario per la ricostruzione del post terremoto del 1980 denunciandone l’esistenza a 37 anni dal sisma: «Si continua a parlare di ricostruzione del terremoto in Irpinia ed è una cosa che offende queste terre – afferma D’Ambrosio -, perché per il terremoto dell'Irpinia le opere per cui ero chiamato io come responsabile sono state sostanzialmente fatte tutte e su 71 progetti la maggior parte riguardava opere nuove, perciò non si dovrebbe parlare di ricostruzione con me. La Lioni Grottaminarda non è un retaggio della legge 219 e finanziare quest'opera non vuol dire dare dei soldi al terremoto dell'Irpinia per poter dire che il terremoto dell'Irpinia è una chiavica».
«Ci riferiamo a leggi che nel loro complesso riguardavano anche la ricostruzione – continua -, ma io ho fatto solo opere nuove che sono 20 aree industriali e le strade di collegamento tra queste per una totale, in tempi non recentissimi, di 4mila e 500mld delle vecchie lire, che sono stati sostanzialmente finiti tutti e non è stata data una lira in più. Dal 1997 il terremoto dell'Irpinia, per l'articolo 32 della legge 219, non ha avuto un centesimo in più e chiunque dice di essere corretto intellettualmente e sostiene cose diverse e continua a dire che si danno soldi e risorse per il terremoto dell'Irpinia, invece che per altri tristissimi terremoti che purtroppo sono intervenuti nel frattempo, fa male a queste popolazioni e a questo territorio. È una chiacchiera che D’Ambrosio c'è da 37 anni a cincischiare».
Una risposta decisa, anche se D’Ambrosio non fa mistero del fatto di essere stato «sul punto di andare via e di dimettermi, perché ho avuto notizia di voci in termini analoghi a questi e anche peggio, ma sono rimasto – dice -, perché per quella che è la mia esperienza il territorio qui è sano e pulito e non si devono permettere di dire che qua ci stanno i farabutti che si fanno dare i soldi dopo quarant'anni. Parlando delle cose che riguardano me, questo è assolutamente falso e vuol dire farsi male da soli».
Sui tempi lunghi accumulati per la realizzazione dell’opera, D’Ambrosio precisa inoltre che non si tratta di attese di 50 anni. Spiega che le prime risorse sono arrivate da fondi erogati dalla Regione nel 2015 (60 mln sui 220mln stanziati nel 2011 dal Cipe e provenienti dal fondo nazionale Sviluppo e Coesione, poi nel 2016 sono arrivati altri 101mln), per cui c’era solo un progetto preliminare, e che i 430mln di euro complessivamente previsti dal Cipe «non ci sono tutti, ma vengono dati a step». Chi lo mette in discussione, lo faccia ma verifichi. Le porte sono aperte e ci sono 1200 documenti progettuali a disposizione, se qualcuno ha la pazienza di guardarli. Ma parlare senza cognizione è disonesto e se qu7alcuno si lamenta che ci sono troppi documenti, non mi interessa. Per me si deve sapere e documentare anche se c’è una bicicletta in un cantiere».
Quanto al prosieguo, D’Ambrosio assicura anche che «non sarà speso un euro in più del previsto, altrimenti dirò che non sono stato capace», afferma, e sottolinea che tutto dipende da quando e in quale entità saranno rese disponibili le risorse. «È giusto chiedersi come è possibile che si parta nel 2005 a pensare veramente un'opera e ci vogliono poi eventualmente 18 anni. Quello che posso dire è che quello che ho cercato di fare io, e questo contrattualmente cioè, è che il tempo per realizzare quest'opera dipende dal momento in cui avremo avuto i finanziamenti e saremo attenti che non costi un centesimo di più. C'è da dire che nel tempo le cose possono cambiare anche in meglio, ma nel momento in cui costi dovessero essere diversi anche se ci sono dei contratti l'unica cosa che potrei fare è che me ne andrei, perché non ho nessuna affezione a fare questa cosa e ho avuto proroghe ma mai nessuno potrà dire che abbia detto una parola per essere prorogato, fermo restando che la legge prevede che al 31 dicembre si chiude la struttura commissariale».


Rispetto ai finanziamenti della Regione, D’Ambrosio afferma che «sui 220 milioni delle delibere Cipe a proprio carico ne ha finanziati 161 ed è programmato il finanziamento degli altri. C'è poi una delibera CIPE, sempre relativa a risorse regionali da 65 milioni, che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ad aprile che potrebbe essere anche quella finanziata. Quali siano le esigenze regionali in termini di risorse non lo so, certo è che la delibera Cipe è un impegno programmatico importante, ma un impegno reale concreto avviene solo con il finanziamento. Quello che posso dire è che se invece di concretizzare il finanziamento nel 2018 lo si facesse nel 2019, grandi problemi non ci dovrebbero essere. Se arriva l'anno prossimo meglio per chi gestirà queste cose perché è preferibile avere tempo per potere organizzare dei lavori che sono estremamente complessi».
«A sei anni di distanza da quando il 3 agosto del 2011 il comitato per la programmazione economica composto dai ministri dell'allora governo ha stanziato i primi 122 milioni di euro, abbiamo voluto fare sostanzialmente un monitoraggio, perché riteniamo che la Lioni Grottaminarda sia effettivamente una arteria di grande sviluppo che può garantire alla nostra provincia», sostiene il presidente della Provincia Domenico Gambacorta. «Siamo in fase conclusiva del primo tratto, tra Frigento e Villamaina, mentre i tempi del tratto Grottaminarda Gesualdo fino a Villamaina sono un po' più lunghi – aggiunge - anche perché i finanziamenti non sono completamente disponibili, nonostante la Regione Campania abbia in queste ultime ore garantito al commissario la possibilità di firmare ulteriori contratti».
Da parte dei sindaci di Frigento e Grottaminarda c’è però ottimismo. «Questa strada è fondamentale per il mio comune e per l'intera area e i lavori sono in una fase già abbastanza avanzata – dichiara il primo cittadino di Frigento Carmine Ciullo -. Io credo molto nell'importanza delle infrastrutture perché assicurano crescita ai territori. Chiaramente durante la realizzazione ci sono disagi per il territorio soprattutto per quello che amministro io che è urbanizzato diffusamente perciò mi auguro che nei quattro o cinque anni previsti si possa completarli. La scadenza del tratto Frigento Gesualdo dovrebbe essere luglio 2018, anche se dovessimo arrivare a dicembre 2018 – conclude Ciullo - sarei soddisfatto».
«Riteniamo che quest'opera sia fondamentale – dice anche il sindaco di Grottaminarda Angelo Cobino - perché ovviamente non è solo la Lioni Grottaminarda, ma la Contursi Lioni Grottaminarda nell'ampio collegamento tra i due mari da Agropoli a Termoli come ama definirlo il ministro Delrio. Riteniamo che in questi ultimi anni ci sia stata un'accelerata grazie alle risorse messe a disposizione dal ministero, dal governo centrale e dalla regione Campania e abbiamo sicura speranza che l'opera finalmente possa essere non solo realizzata, ma che si possano aprire di volta in volta tratti funzionali. Ci auguriamo che questo possa venire quanto prima per poterla utilizzare, perché l'opera che ci consente meglio di raccordarci all'autostrada anche in prospettiva della stazione Hirpinia e di un nuovo sviluppo che parte dall'industria ma soprattutto da una rivalutazione dell'agricoltura e del turismo. Abbiamo fiducia che con la struttura commissariale e con i fondi che arrivano con maggiore puntualità si possa concretizzare nel giro di poco tempo e riscattarci da anni persi – conclude - forse per mancanza di collegamento, ma anche di un'idea su dove potesse essere lo sblocco definitivo».

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