Il collegamento ferroviario Avellino-Napoli non è un miraggio inarrivabile, ma una precisa scelta politica, nello specifico della Regione Campania. La riprova sta nella corsa effettuata questa mattina con l’arrivo di un Minuetto diesel nella stazione di Borgo Ferrovia proveniente appunto dal capoluogo campano, dopo alcune soste a Pompei, Nocera Inferiore e Mercato San Severino.

Un viaggio eccezionale (organizzato in occasione del convegno dedicato a tematiche di natura tecnica riguardanti la riattivazione della linea Avellino-Mercato San Severino e gli apparati centrali computerizzati di stazione (Acc) durato novanta minuti per testare il nuovo impianto realizzato alla stazione del capoluogo irpino che lascia però ben sperare per il futuro, anche in termini di tempi di percorrenza.
La durata della corsa potrebbe infatti scendere tra un’ora e un’ora e dieci, «limitando le fermate ai centri principali, come Mercato San Severino e Nocera Inferiore – spiega il direttore territoriale Produzioni di Rfi di Napoli Francesco Favo - e procedendo poi direttamente fino a Napoli, cosa che renderebbe fortemente competitivo questo tracciato».

Stazione Borgo Ferrovia 46
Per Favo, del resto, il progetto sarebbe perfettamente realizzabile: «Noi abbiamo rinnovato la linea con un importante impegno di denaro pubblico, perché abbiamo rifatto completamente i binari e la sede stradale – afferma -. C’è un confort di viaggio che, soprattutto con un Minuetto, è straordinario, ma dipende dalla Regione che commissiona i servizi. Posso, però, garantire che un servizio serio da Avellino su Salerno e su Napoli servirebbe adeguatamente questa città».
«Se riusciamo a elettrificare questa linea in tempi rapidi, con gli accordi che abbiamo con la Regione – aggiunge -, sposiamo effettivamente un mezzo di trasporto a luoghi strepitosi, come la zona a mezzacosta su Solofra, che abbiamo percorso stamattina e che è bellissima».
L’elettrificazione comporterebbe una maggiore compatibilità ambientale del servizio, oltre a permettere «una maggiore potenza, quindi treni più pesanti – dice ancora Favo - e più viaggiatori sulla tratta, ma un’ora, un’ora e dieci minuti, è già un tempo di percorrenza molto competitivo» e il Minuetto «porta 145 persone, ma può andare a doppia composizione – spiega - e quindi portare circa 300 viaggiatori».
«Il vantaggio dell’elettrificazione fino a Nocera sta nel fatto che questo permetterebbe il passante metropolitano -prosegue -. Già oggi abbiamo servizi su Salerno e Caserta che attraversano la zona metropolitana di Napoli e poi si dirigono su queste città, credo – conclude - che anche Avellino potrebbe ottenerlo a breve».
«Questa mattina abbiamo dato la dimostrazione che l’infrastruttura è già percorribile a velocità ragionevole – afferma anche l’ingegnere Modestino Ferraro della Direzione territoriale Produzioni Rfi di Napoli -, con treni diesel, ma all’altezza degli standard nazionali. La percorrenza può però anche essere inferiore. Sono scelte commerciali che determineranno le eventuali fermate, decisioni della Regione Campania che è l’ente che eventualmente commissiona i treni a Trenitalia. Tutto è ovviamente legato alla domanda, per cui se c’è domanda di trasporto su Avellino potranno esserci treni, se la Regione vorrà metterli».
Intanto, i lavori che interessano direttamente il capoluogo irpino hanno riguardato il mantenimento dell’efficienza della linea, che «aveva ormai completato la sua vita utile – spiega Ferraro -, perché l’impianto della stazione di Avellino, che risaliva agli inizi del 1900 e non rispettava più gli standard di sicurezza degli apparati centrali computerizzati di stazione (Acc), andava rifatto, come le traverse e le rotaie».

Stazione Borgo Ferrovia 59
Un intervento salutato come un segnale di possibile futuro già prima dell’attivazione del nuovo apparato centrale dal presidente dell’associazione in_loco_motivi Pietro Mitrione (leggi qui), che oggi ribadisce la necessità di rilanciare il trasporto su ferro in Irpinia, con investimenti che mettano la nostra provincia in condizione di uscire da un isolamento non più sopportabile né comprensibile. L’istituzione di un treno che colleghi Avellino a Napoli non è però più per Mitrione solo una speranza: «L’auspicio è nei fatti – dice -, perché non è possibile che Avellino sia l’unica città della Campania a non avere collegamenti con il capoluogo. In una regione che si candida ad essere prima nei collegamenti, non solo per la movimentazione quotidiana, ma anche per il turismo, non averne con tutto il territorio è qualcosa che stride fortemente. Basta pensare che fra due anni ci saranno le Universiadi che avranno sede anche ad Avellino, ma la città potrebbe non avere collegamenti su ferro».
Mitrione sottolinea inoltre che, se da un lato il viaggio di prova effettuato oggi serve a dimostrare la fattibilità di un collegamento con Napoli in poco più di un’ora, sfatando l’idea che tra le due città ci sia una distanza incolmabile via treno, dall’altro rivitalizzare la stazione significherebbe rivitalizzate l’intero Borgo Ferrovia: «È una struttura che si identifica con il quartiere che anche solo per una forma di ristoro per i danni causati dalle nefandezze dell’Isochimica, che qui si sono consumate all’aria aperta, non meritava questa fine. Ma il quartiere può rivivere, se rivive la stazione e viceversa».
«Le opportunità che vengono dall’innovazione tecnologica significano che un nuovo modo di fare trasporto è possibile – osserva Mitrione -, al di là del campanilismo fra vettori diversi. Oltretutto, l’indicazione che viene è quella di una integrazione ferro-gomma e se, passa questo concetto, c’è spazio per tutti. Se questo avviene, significa che ci sarà stata anche lungimiranza politica, altrimenti si perpetreranno gli stessi errori commessi nel passato, o si farà come chi, nei giorni scorsi in un tour di conoscenza delle infrastrutture di trasporto, ha dimenticato di fare tappa alla stazione di Avellino, probabilmente in sintonia con chi in questi anni ha affondato questa realtà».

Stazione Borgo Ferrovia ferraro rfi90
Per il treno Avellino-Napoli non resta insomma che attendere le scelte del governo regionale e non è dato sapere al momento se ci saranno ulteriori corse di prova il prossimo autunno, mentre «l’impegno per la linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio – fa sapere l’ingegnere Ferraro di Rfi – è una riapertura per l’estate, come è accaduto lo scorso anno, prolungando la tratta fino a Lioni. La prospettiva – ricorda - è farla diventare una linea turistica, ma con investimenti più ingenti che dovranno venire dalla Regione Campania e non sono stati ancora finanziati».

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