La protesta delle lavoratrici della Effe Group incaricate dei servizi di pulizia degli immobili di pertinenza comunale a Cervinara arriva in Prefettura, per sollecitare un intervento urgente dell’Ufficio territoriale di governo dopo il licenziamento a tre mesi dalla scadenza del capitolato di appalto.


Una situazione non nuova e che il segretario generale della Cgil irpina Vincenzo Petruzziello denuncia come «una discriminazione che ormai si ripete, perché questi lavoratori non hanno appoggiato l'amministrazione».
Le lavoratrici, oggi accompagnate da due addetti al verde pubblico preoccupati di trovarsi nelle stesse condizioni quando fra poco più di due mesi scadrà il contratto di appalto, stanno già manifestando il loro disagio da circa 40 giorni. Raccontano di essere state reintegrate dopo un licenziamento solo in seguito a una sentenza del giudice del lavoro e di essere state sostituite nel frattempo da altro personale, finché la Effe Gruop non ha rescisso il contratto lasciandole senza occupazione e senza erogare la mensilità di settembre.
«Mentre tutte le altre gare vengono fatte regolarmente e gli altri lavoratori continuano l'attività, per queste quattro lavoratrici il sindaco si mette sempre di traverso –accusa il segretario Petruzziello -. Oltretutto, con il capitolato di appalto per il servizio di pulizie nel comune di Cervinara scade il 15 dicembre, l'impresa ha rescisso il contratto a metà settembre, ma queste donne hanno il diritto di continuare a lavorare. Il sindaco però dice che non ci sono altre imprese disponibili a rilevare il servizio. Addirittura come sindacato abbiamo portato noi un'impresa, ma il sindaco ha detto di no».
«Noi però chiediamo che il bando sia rispettato fino al 15 dicembre prossimo – continua Petruzziello - e se c'è un'impresa che è venuta meno, se ne trovasse un'altra, come è stato fatto per gli altri appalti. Chiediamo il rispetto delle regole, cosa che il Prefetto può imporre, perché non può essere il sindaco a decidere. C'è l'impegno della Prefettura, attraverso la dottoressa Ester Fedullo – spiega dopo un incontro con le lavoratrici -, a convincere il sindaco ma l'esasperazione sta arrivando al culmine, a causa della discriminazione continuata e qualcuno se ne deve assumere la responsabilità. Il sindaco è il primo cittadino di tutti».
«Abbiamo già denunciato la situazione alla Procura della Repubblica, che ci ha dato ragione, ma perché ogni anno dobbiamo arrivare a questo?», si domanda Petruzziello, mentre il coordinatore Cgil Valle Caudina Mimmo Giugliano annuncia che «viene sospesa ogni forma di protesta fino al 6 novembre prossimo, in attesa, nel frattempo, di una positiva, sia pure tardiva, soluzione della vicenda. Altrimenti, saranno valutati tutti i modi consentiti dalla legge, per far valere la propria dignità insieme ai propri diritti».

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