Prenderà il via venerdì prossimo 19 ottobre, alle 16 a Parco "Manganelli", "Semina d’artista. Orto d’artista - dalla semina alla raccolta", l’iniziativa presentata dall’assessore alle Politiche culturali Michela Mancusi, promossa e curata dall’associazione "Arte da mangiare – mangiare Arte" di Milano, sotto la direzione artistica di Giuseppe Rubicco.

«Il progetto mira a suscitare una riflessione contro lo spreco e i danni provocati alla natura, coinvolgendo i ragazzi delle scuole, più in generale i cittadini», spiega l’artista avellinese noto da anni per mostrare la bellezza attraverso il riuso di materiali di scarto, dal legno ai metalli al vetro fino alla plastica, che è diventata il materiale d’elezione per stimolare la fantasia dei più piccoli che lo incontrano, ogni anno ormai di consuetudine, nell’ambito della manifestazione di inizio estate Sportdays.
Questo autunno, l’invito è rivolto anche agli artisti irpini, chiamati «a interpretare il tema del seminatoio, l’attrezzo di legno che si usava una volta appunto per seminare – prosegue Giuseppe Rubicco -, perché creino manufatti che ne trasmettano il messaggio». Gli stessi artisti sono inoltre invitati a partecipare alla giornata di apertura dell’iniziativa, mentre i ragazzi, nello specifico gli studenti della scuola media "Enrico Cocchia" e dell’Istituto Tecnico Agrario e per Geometri "De Sanctis - D'Agostino" di Avellino che hanno aderito al progetto, incontreranno nelle loro scuole Giuseppe Rubicco, che le visiterà entrambe proprio per spiegare anche concretamente il senso della "Semina d’artista": oltre a creare una occasione per raccogliere idee in vista della sfida rivolta anche ai più giovani perché elaborino il tema del seminatoio, Rubicco distribuirà dei semi «per dare avvio a una semina anche reale – dice -, che si potrebbe poi sviluppare nel tempo attraverso la diffusione di orti urbani. Ci sono tante aree ad Avellino, ad esempio lungo le sponde del Fenestrelle, che sarebbero ideali a questo scopo per preparare anche dal punto di vista culturale il terreno per una più profonda consapevolezza ambientale».
Il senso metaforico dell’Orto d’artista è, invece, seminare il principio del rispetto dell’ambiente legandolo in particolare alla necessità di limitare gli sprechi e, di qui, anche a un monito sulle conseguenze della fame che ancora uccide in tanti Paesi del mondo e su quello che possiamo fare per evitarlo.
I lavori realizzati dagli studenti, insieme a tutte le opere create dagli artisti irpini e pervenute entro la scadenza del 7 dicembre 2018, saranno successivamente raccolte in una mostra a Casina del Principe. Intanto, nella tre giorni dal 19 al 21 ottobre, sempre l’ex casino di caccia dei Caracciolo ospiterà un’esposizione curata dall’associazione "Volta la carta". «Cerchiamo sensibilizzare il pubblico sulle conseguenze dello spreco che fa un’enorme differenza laddove invece c’è poco – afferma il vicepresidente dell’associazione Carmine Rubicco, direttore artistico della mostra insieme a Paola Bruno -, non solo in luoghi avvertiti come lontani come l’Africa, ma anche in Europa, si pensi ad esempio alla Romania. Un tema su cui riflettere e per questo invito grandi e piccoli a visitare la mostra "I figli del Mediterraneo"».
Entusiasta per l’adesione al progetto, il professore Ferdinando Coccia, docente di Arte e Immagine della "Cocchia", sottolinea che «è importante portare avanti nel tempo iniziative come questa e dare seguito a progetti che diffondano specialmente tra i ragazzi il concetto dell’importanza della tutela dell’ambiente».
«La scuola che rappresento in un certo senso è già impegnata nella salvaguardia ambientale – sostiene poi il dirigente scolastico dell’Istituto "De Sanctis - D'Agostino", Pietro Caterini - perché educa al rispetto della natura e ha già partecipato a progetti di livello nazionale su temi legati a una sana alimentazione come fonte di benessere. Ma dobbiamo andare sempre avanti in questa direzione, perciò l’istituto "De Sanctis" darà la massima disponibilità a continuare lungo questo percorso, collaborando con il Comune in favore delle nuove generazioni che vanno messe in condizioni di restare sul nostro territorio».
L’assessore all’Ambiente Massimo Mingarelli, che peraltro definisce il lavoro artistico di Giuseppe Rubicco come un esempio di «virtuosismo ecologico», si dice «convinto che i valori di cui questa iniziativa intende farsi portatrice verranno colti». «Quelle ambientali sono problematiche che vengono da lontano – continua -, ma l’osservatorio dell’assessorato all’Ambiente è privilegiato perché permette di rilevare le criticità. Tuttavia, senza il coinvolgimento dei ragazzi e dei giovani – aggiunge Mingarelli - è inutile intraprendere questo viaggio, quindi è fondamentale la collaborazione con le scuole».
Se il suggerimento di Giuseppe Rubicco circa gli orti urbani si rivolge al lavoro dell’assessore all’Urbanistica Rita Scicio, sulla scorta di quello avviato nella passata consiliatura dal predecessore Ugo Tomasone, l’assessore Mingarelli coglie l’invito dell’artista a realizzare anche «un museo dell’ambiente sul recupero dei materiali e per mostrare quali sono le conseguenze del loro abbandono nell’ambente, sul modello di quello già esistente a Torino».
Richiamando il progetto avviato dal precedente delegato all’Ambiente, Augusto Penna, riguardo all’Agenzia irpina per l’energia e l’ambiente a cui si lega anche l’apertura di un polo formativo sulla raccolta differenziata, Mingarelli risponde infatti: «C’è già l’idea di un centro di formazione: è previsto nell’area dell’ex macello dove sarà traferita in tempi brevi l’isola ecologica da Campo Genova».

 

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