Immagine di repertorio

I Carabinieri della Stazione di Avellino hanno tratto in arresto un 50enne napoletano, in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di Avellino per il reato di truffa aggravata. Lo scorso mese di settembre, a cadere nella trappola, una 80enne del capoluogo irpino, circuita dal truffatore che, spacciandosi come Maresciallo dei Carabinieri, riusciva a farsi consegnare denaro contante e monili in oro per circa 90mila euro.


Questa la tecnica utilizzata:
- telefonata alla vittima prescelta, facendole credere che i soldi richiesti servissero per scarcerare il figlio, ristretto in camera di sicurezza per aver investito un pedone;
- poco dopo la telefonata, ritiro di quanto richiesto direttamente presso l’abitazione dell’anziana donna;
- immediata fuga non appena in possesso del bottino.
L’attività investigativa ha permesso (attraverso un’attività di ricerca ed incrocio di dati ed immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza nonché l’analisi del “modus operandi” e delle varie testimonianze raccolte) l’identificazione del malfattore nel 50enne di Napoli, già gravato da precedenti per analoga fattispecie di reato.
Successivamente alle formalità di rito l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.
Sono tuttora in corso accertamenti da parte dei Carabinieri finalizzati sia a risalire all’identità di eventuali complici sia ad appurate eventuali ulteriori responsabilità del soggetto in analoghi fatti reato.
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino ricorda ancora una volta i consigli riportati con l’iniziativa “difenditi dalle truffe”, principalmente rivolta agli anziani potenziali vittime di truffa, ma anche a tutti gli operatori pubblici e privati, reti parentali o amicali che, venendo a contatto con persone anziane a vario titolo, possono assumere un ruolo nella prevenzione e nella tutela nei confronti di questa categoria di persone. È importante saper riconoscere le situazioni più a rischio, conoscere gli elementi che possono far pensare che sia in atto un tentativo di truffa e, di conseguenza, i comportamenti da assumere. Spesso è la condizione di solitudine della persona che favorisce i truffatori: le persone anziane con pochi amici e scarse relazioni sociali, con minore prontezza di riflessi o minor conoscenza dei fenomeni di truffa possono essere ingannate con maggiore facilità.
Prestare attenzione se qualcuno telefona o si presenta a casa, chiedendo del denaro e oggetti preziosi per un avvocato o Forze di Polizia, con la scusa che lo ha mandato un parente: in tal caso rinviare l’appuntamento e chiedere al familiare interessato di partecipare al successivo incontro, segnalando immediatamente ogni situazione sospetta al “112” o al più vicino Comando.

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