«Ciò che è accaduto e continua ad accadere è qualcosa di raccapricciante, non solo si è toccato il fondo, ma lo si è sfondato e non mi riferisco solo alle dimissioni di Grella a cui do la mia solidarietà personale». Questo il commento del consigliere di opposizione Alberto Bilotta in seguito alle vicende di ieri in aula, durante un incontro con gli organi di informazione tenuto separatamente rispetto agli altri esponenti della minoranza consiliare.


Una precisa scelta di campo, spiega, perché «siamo in un periodo di prospettiva dice -, nel quale avanzeremo delle nostre proposte». In un momento che in termini di programmazione, soprattutto rispetto ai fondi europei 2015-20, dovrebbe vedere un salto di qualità, ed è a questo che guarda lo scudocrociato, in vista di un auspicabile ricambio amministrativo. «Il consiglio ormai si è svuotato e non ha più niente da dire – sostiene Bilotta – e in una situazione del genere la normalità prevedrebbe il passaggio elettorale, perché è vero che non c’è vincolo di mandato, ma qui ognuno fa quello che vuole e non si capisce più niente, con consiglieri di minoranza che passano alla maggioranza e consiglieri di maggioranza che attaccano la propria parte. Per questo abbiamo voluto questa conferenza stampa, perché le opposizioni non sono tutte uguali e noi dell’Udc vogliamo cominciare un nuovo percorso».

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«Non ci siamo mai sottratti alla critica e crediamo che per dare chiarezza l’unica cosa sia andare alle elezioni – rimarca -, ma ci sottraiamo alla logica di far cadere il sindaco senza creare un’alternativa, perché è il futuro che manca».
Il problema principale per Bilotta sta nel «recupero del rapporto con l’opinione pubblica che è saltato da tempo. E’ indispensabile infatti che l’azione amministrativa parta dalle esigenze della comunità per tradursi in un’azione politica coerente che tenga in considerazione appunto i bisogni delle persone. C’è chi pensa che la politica sia uno strumento per interessi personali – aggiunge -, ma noi la intendiamo come sfida per un salto di qualità che è vitale e indispensabile per la città di Avellino e non è più pensabile che la questione si chiuda nelle quattro mura del consiglio comunale. Si deve parlare alle persone e perciò nelle prossime settimane terremo delle iniziative pubbliche, partendo dalle periferie, per ricucire questo rapporto dopo che la città è stata mesa da parte».


L’Udc, prosegue il consigliere mira a costituire «una nuova classe dirigente in grado di governare i processi politici per ricostruire il tessuto che si è andato sfilacciando nel tempo e la nostra sfida dunque è sui contenuti, per fare meglio. E’ almeno un metodo – dice -, che finora l’amministrazione non si è mai data».
La posizione in aula non cambia, quindi: «Registro un’amministrazione incapace di governare e noi siamo stati sempre coerenti in consiglio e non abbiamo mai lasciato spazio a interpretazioni – dichiara -, ma noi siamo una forza politica che alle spalle ha un partito e non vogliamo creare confusione che è già enorme. Siamo all’opposizione- ribadisce -, dove rappresentiamo una fetta della cittadinanza di Avellino, ma come forza politica, con delle idee che vogliamo realizzare ed è necessario fare un po’ di chiarezza
«Il Pd in questo momento non garantisce l’amministrabilità della città», afferma lapidario Nicola Giordano. «Mentre prima si trattava di una incapacità amministrativa – rileva -, ora con le dimissioni di Ida Grella sa capogruppo, si manifesta una incapacità anche politica, per giunta in un momento in cui si dovrebbe gestire programmazione europea. Ma il Pd è preso dalla gestione di potere e il consiglio comunale si mantiene su una osmosi tra consiglieri che hanno determinato ora maggioranze diverse, una giunta che si mantiene su uno scambio elettorale, la cui composizione ha tenuto conto di un equilibrio nuovo di chi ha valutato diversamente la sua posizione elettorale»
«Il Pd ha cercato questa situazione in maniera anomala, ma deve riuscire a risolvere le sue vicende interne e soprattutto capire che il trasformismo non ha mai pagato, specialmente oggi che è uscito allo scoperto – aggiunge Giordano -. Se vuole preparare qualche candidato lo faccia in maniera scoperta, perché in questo momento sta creando più danni».


«In aula rimaniamo all’opposizione che è il luogo che ci ha restituito l’elettorato – conferma -, ma mettiamo in campo un’alternativa perché questo consiglio non ha più la possibilità di ragionare di maggioranza e opposizione, anche se il quadro è stato subito anomalo, con Gianluca Festa passato in maggioranza, e ha restituito l’anomalia di questo sindaco e di questo Partito democratico, che sembra più una guerra tra bande di quartiere. Ora è una manovra elettorale e vogliono scaricare su altri la responsabilità. E’ la terza giunta che non riesce non a trovare la quadra, in un mercato indiscriminato di tornaconti personali a cui ci sottraiamo».
Se Giordano invoca una gestione commissariale quale unica via di uscita possibile per porre fine a questo stillicidio, in merito a una sfiducia Carmine Cardillo commenta: «Non ricordo un momento in cui siano stati contro il sindaco per un atto, si è contro solo perché è stato nominato Tizio invece di Caio, ma hanno i numeri avendo fatto una campagna acquisti di grosse dimensioni e tutto dipende da loro».
Sull’ipotesi che possa essere Enza Ambrosone a ricoprire il ruolo di capogruppo dopo le dimissioni di Grella, Cardillo non risparmia ironia: «Mi chiedo che effetto farebbe a loro – commenta -, ma potrebbe mettere un record, come capogruppo prima di un gruppo di opposizione e poi di uno di maggioranza nella stessa consiliatura».

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