Il bilancio consolidato 2017 passa con 12 voti favorevoli, ma si astengono in 14, dopo che l'aula si è espressa all'unanimità su due emendamenti uno dei quali annulla la previsione dell'amministrazione di assumere sette dipendenti oltre gli otto precari storici del Comune di Avellino.


Per i dipendenti che attendevano questo momento da oltre dieci anni si è definitivamente chiusa una ulteriore fase di timori per il proprio futuro lavorativo, viste le fibrillazioni politiche e la situazione finanziaria di Palazzo di Città che rischiavano di mettere a rischio il completamento della procedura. Invece, il no dell'intero Consiglio all'ingresso di altre sette figure professionali negli uffici di piazza del Popolo, tra le quali tre dirigenti (due attraverso procedure di mobilità volontaria e un terzo, Sergio Napoli, per mobilità obbligatoria dal Comune di Giffoni Sei Casali) sembra segnare una contraddizione interna al gruppo di governo, che in sostanza boccia una decisione della stessa amministrazione.
Mentre il consigliere Lorenzo Ridente sottolinea che anche il sindaco si è uniformato al voto accordato dall'aula all'emendamento presentato dal consigliere del Pd Livio Petitto, il primo cittadino Vincenzo Ciampi (leggi qui) motiva a fine lavori le nuove assunzioni come una soluzione per dare ossigeno a una pianta organica le cui dimensioni ridotte mettono a dura prova le attività amministrative dell'ente.
Non così per le opposizioni, che interpretano la vicenda in tutt'altra maniera. Al termine della seduta consiliare il capogruppo di Mai Più, Luca Cipriano, afferma: «Per fortuna si è sventata una operazione clientelare che negli ultimi giorni di questa travagliata consiliatura puntava a realizzare sette assunzioni di cui un dirigente a tempo indeterminato con un incarico retribuito mediamente intorno ai 100mila euro l'anno, quindi con un budget complessivo che fra oneri previdenziali e costi collegati sfiora i 700mila euro per le sette unità».
«Questo ci è sembrato assolutamente inopportuno, considerato che la stessa giunta che ha proposto le sette assunzioni – spiega Cipriano -, continua anche stasera a ritenere valida l'operazione dissesto. Siccome una delle condizioni per cui si dichiara il dissesto è la non possibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti – chiarisce ulteriormente -, troviamo curioso, se non possiamo pagare gli stipendi agli attuali dipendenti, come ne possiamo assumere altri sette».

consiglio opposizioni
«È il metro di come l'amministrazione ha compreso di avere le ore contate e sta sparando gli ultimi fuochi d'artificio – commenta -. Si vedano, ad esempio, le delibere di incarico per le fantomatiche direzioni artistiche per il Natale e il teatro; i contributi che le relative delibere contengono per decine di associazioni cittadine per questi eventi, fintamente messi a gara; infine appunto le sette assunzioni nascoste che il consigliere Petitto in maniera precisa ha portato all'attenzione dell'aula e che abbiamo sonoramente bocciato».
Nel proporre di stralciare le sette nuove assunzioni, limitandosi alla sola stabilizzazione dei precari, Petitto aveva in effetti sottolineato che queste avrebbero comportato una spesa di 6-700mila euro all'anno per l'ente, commentando: «Lasciatemelo dire, per un'amministrazione che propone al Consiglio il dissesto, per me è un atto immorale. Finché si parla dei stabilizzazioni, invece, ci siamo tutti».
Questo, del resto, il motivo per cui ancora Cipriano parla di «una astensione benevola nei confronti di un provvedimento dei Cinque Stelle e non nostro, perché ritenevamo giusto far andare avanti laa stabilizzazione dei precari che era un impegno preso un conferenza dei capigruppo».
Nel corso del dibattito l'opposizione non si lascia però sfuggire critiche anche sui due incarichi fiduciari quali direttori artistici affidati lo scorso 15 novembre "intuitu personae" da parte della giunta Ciampi i a Elisabetta Santaniello (a fronte di 4mila euro) e Angela Picardi (anche in questo caso per un corrispettivo di 4mila euro) rispettivamente per il progetto "Avellino Winter Open Art" e per programma di eventi denominato Rafforzamento della proposta teatrale "Carlo Gesualdo": "Pensieri Periferici" – Festival del pensiero itinerante.
A citare la vicenda, nell'ultimo intervento della serata, il consigliere di Avellino è Popolare Nicola Giordano, che usa parole dure nei confronti dell'amministrazione Ciampi. «Alla fine anche i Cinque Stelle hanno capito che non c'è più tempo per i saldi di fine stagione – esordisce -. Chi lo ha creduto si stava sbagliando e la responsabilità di tutti ha evitato altre sette assunzioni. Ma stiamo sovvertendo l'ordine delle cose se quando nominate i direttori artistici per gli eventi di Natale qualcuno di questi è vincolato da un rapporto di parentela con qualcuno della giunta. Così andiamo nei verbi difettivi. Perciò vi chiedo di verificare attentamente – dice all'indirizzo della giunta -, perché è grave se c'è questa circostanza, come è grave che chi magari aveva rapporti di parentela con la persona individuata per l'incarico non si è astenuto in giunta. Le procedure devono essere quelle giuste – dice - e quello che avete fatto è ingiusto».
«Noi porteremo avanti attività importanti per la città – continua Giordano -, ma non vi faremo sconti e diremo in campagna elettorale quello che avete fatto. L'epoca dei babà è finita, ma voi la pasticceria la volevate aprire ora».
Per Giordano, inoltre, il voto sul consolidato segna il termine dell'operazione verità sui conti del Comune che l'amministrazione si proponeva di compiere, per cui «non ci sono più alibi». «Lei in questo momento è solo il commissario liquidatore di questa città e non vuole amministrare – dice al sindaco Ciampi -. Voti il consolidato che è l'unico atto che l'amministrazione ha portato in Consiglio, ma il parere dei revisori sul dissesto non è dovuto, è una relazione che accompagna alla Corte dei Conti la delibera di dissesto, che può quindi essere messo all'ordine del giorno anche cinque minuti prima della mozione di sfiducia. Ormai non abbiamo più alibi – insiste -. Il 24 novembre è calendarizzata la mozione di sfiducia, se avete la bontà di calendarizzare anche l'approvazione del dissesto...».
Dello stesso avviso Luca Cipriano che dichiara: «Al di là di quello che potrà essere deciso domani in conferenza dei capigruppo, riteniamo inderogabile la discussione sulla sfiducia, perché probabilmente quella che veniva chiamata operazione verità sui i conti è stata di fatto completata».
Dopo una lunga conversazione con il presidente del collegio dei revisori Alessandro Trusio, presente anche stasera in aula, Cipriano riporta che nell'interpretazione dell'organo di controllo delle previsioni normative dettate dal Tuel, come già accennato da Giordano nel suo intervento, in linea temporale c'è prima la deliberazione del Consiglio in merito al dissesto e poi, entro cinque giorni, la relazione che si compone di una parte descrittiva di quanto deliberato dalla giunta e di una parte in cui si analizzano le cause del dissesto, anche per l'accertamento di eventuali responsabilità.
«Secondo noi, sarebbe stato più opportuno avere prima la relazione dei revisori per avere dati in più – dice – ma, se è così, non dobbiamo aspettare nulla e siamo disponibili a discutere come primo punto anche il dissesto, essendo decisi a chiudere la partita».
Cipriano chiarisce che il voto del gruppo sul dissesto «sarà determinato dalle informazioni che anche l'aula ci fornirà, dalla relazione dell'assessore Forgione e dall'esito del dibattito». Sulla sfiducia, invece, è certo che «l'orientamento, almeno del gruppo Mai più, è portare in discussione e votare la sfiducia sabato prossimo Le posizioni del Partito democratico e del gruppo dei Popolari – conclude - mi sembrano indirizzate nello stesso senso».

 

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