Nonostante l’annuncio serale di ieri con le parole «Cambieremo l’ordinanza antismog», la spiegazione del sindaco (pure quella preannunciata via social per le 9.15 di questa mattina ma poi rinviata e trasformata da diretta a video registrato «per problemi di connessione») si limita a una descrizione dello status quo e si risolve nella reiterazione di dichiarazioni già rese e motivazioni già addotte quando non in nuove contraddizioni.

Il primo cittadino Vincenzo Ciampi, seduto accanto all’assessore all’Ambiente Massimo Mingarelli, esordisce infatti manifestando la volontà di «spiegare l’ordinanza antismog che sta creando parecchie lamentele» e aggiunge: «Innanzitutto vogliamo raccontarvi come stanno i fatti oggettivamente».
«In questi giorni nella nostra città si è registrato il trentacinquesimo sforamento di polveri sottili da PM10– ripete – e secondo le disposizioni normative il limite massimo consentito sono appunto 35 sforamenti. Al 35° sforamento scatta l’allarme rosso, la fase emergenziale e la legge impone alle amministrazioni di adottare misure serie e rigorose di contrasto all’inquinamento ambientale».
In sostanza, una prima marcia indietro rispetto a quanto affermato ieri quando si è ricondotta la decisione di rendere il divieto di circolazione più stringente non tanto alla normativa antinquinamento in generale quanto piuttosto all’accordo siglato dalla passata amministrazione con alcune delle municipalità dell’area della valle del Sabato, che a maggior ragione appare quindi un atto di incontrovertibile opportunità, quale strumento di maggiore impegno per il contenimento dell’inquinamento atmosferico soprattutto in termini di programmazione, di proposta condivisa da più enti per adottare insieme le misure necessarie. Senza contare che, di fatto, il protocollo in questione essendo una intesa non è vincolante. Senza contare soprattutto che lo stesso accordo prevede anche in maniera del tutto ovvia la possibilità di modifiche che potevano essere effettuate nel tempo trascorso dall’insediamento di inizio agosto a oggi.
Eppure, Ciampi fa riferimento nuovamente a quel documento come la vera origine del dispositivo da lui adottato: «Doverosamente e anche con piena convinzione – continua, contraddicendo nei fatti le critiche espresse contro le identiche decisioni del predecessore Paolo Foti – la mia amministrazione si è adoperata immediatamente per emanare una ordinanza a tutela della salute pubblica. Le misure che abbiamo adottato e che sono tramutate sono le misure che ha stabilito l’amministrazione precedente in un previso e dettagliato protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Avellino e altri cinque o sei comuni dell’hinterland. Quindi mi sono trovato fondamentalmente nella situazione di dover provvedere immediatamente a adottare delle misure di contrasto all’inquinamento ambientale contenute in un protocollo d’intesa che non è stato nostro, che non abbiamo redatto noi. Era doveroso – continua – e lo abbiamo fatto anche con convinzione».
«Voglio ribadire che la nostra attenzione sul tema dell’inquinamento ambientale è massima – continua - perché prima di questa famosa ordinanza ne abbiamo emesso due: una per il controllo delle caldaie e una contro gli abbruciamenti oltre a una prima ordinanza ad ottobre per il blocco del traffico. Però, cari concittadini, noi siamo anche sensibili alle esigenze dei cittadini e in queste 48 ore ci sono giunte molte segnalazioni di disagi, sia per persone anziane sia per lavoratori sia per bambini. Allora ci siamo attivati immediatamente, ferma restando la volontà di tutelare la salute pubblica, per rivedere questa ordinanza, ma per farlo dobbiamo modificare il protocollo di intesa che per noi è un atto doveroso e un atto vincolante, se non dal punto di vista strettamente giuridico sicuramente dal punto di vista morale».
Poi Ciampi ritorna sulla convocazione inviata agli altri enti sottoscrittori del protocollo: «All’inizio della settimana prossima ci incontreremo con gli altri sindaci e studieremo le misure da applicare cercando di creare il minor disagio possibile ai cittadini». Tant’è, malgrado le parole dette all’inizio del suo discorso, che cioè l’ordinanza è il frutto dell’allarme rosso che scatta per legge, non sembrassero lasciare spazio a grandi alternative e d’altra parte lo stesso sindaco continua affermando che «però quello che dobbiamo avere chiaro – puntualizza -, noi come amministrazione e i cittadini, che prima di ogni altro interesse e di ogni altro bene, il bene primario da tutelare deve essere quello della salute pubblica e non ci dovrebbe essere un impegno solo dell’amministrazione ma ogni cittadino si deve far carico di questa esigenza».
«Quindi, io chiedo ancora una volta la massima collaborazione ai cittadini. Segnalateci i disagi e le difficoltà, noi terremo tutto in considerazione e all’inizio della settimana prossima sicuramente elimineremo qualche disagio, nell’ambito della nostra competenza. Vi voglio infine ricordare – conclude – che anche una delle zone più inquinate della nostra città come piazza Macello sarà oggetto della nostra attenzione la settimana prossima: lunedì, al massimo martedì, sottoscriveremo un protocollo di intesa con l’A.Ir. per lo spostamento dei pullman da piazza Macello dove se il protocollo va in porto, io sono molto fiducioso, dovrebbero rimanerne non più di quindici o sedici».

Anche l’assessore Massimo Mingarelli, prima che il video si interrompa all’improvviso, torna sul protocollo siglato con i comuni contermini, «la parte che ha sollecitato più discussioni» dice. Il delegato all’ambiente chiarisce alcuni punti «in merito all’obbligatorietà del protocollo» e afferma che «è dettata proprio dall’emergenza del momento, ossia la legge impone che nel momento in cui si raggiunge la fatidica soglia del 35° sforamento la possibilità di azione dell’amministrazione si riduce al lumicino, quasi a zero. Questo vuol dire che questo regolamento sottoscritto a gennaio 2018, quindi pochissimo tempo fa, non ha fatto altro che tener conto, nel momento in cui si fossero verificate determinate condizioni che sono quelle attuali, che questi comuni adottassero alcune direttive. Vale a dire che hanno concertato cosa succederà nel momento in cui arriveremo al 35° sforamento e lo hanno messo per iscritto, quindi vuol dire che c’è una volontà specifica».


In un secondo post, che segue evidentemente la lettura delle cronache della manifestazione di protesta dei commerciati, Ciampi scrive: «Sulla salute dei cittadini non accetto minacce, ricatti, strumentalizzazioni politiche o out out (sic!, ndr.). Il primo impegno dei rappresentanti del popolo, dal Sindaco ai Consiglieri, è la tutela della salute e il rispetto rigoroso della legge. Non faccio campagna elettorale sulla pelle degli avellinesi. Ai consiglieri comunali che attaccano un'ordinanza a difesa della salute per colpirmi politicamente dico di concentrarsi sulla mozione di sfiducia che mi hanno presentato. Il 24 novembre è vicino: coerenza, coraggio e soprattutto fatti e non chiacchiere. Avellino non ha bisogno di novelli Ponzio Pilato e Don Abbondio».

ciampi out out

 

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