Domani mattina (17 novembre) i commercianti avellinesi si sono dati appuntamento alle 9.30 in piazza Libertà per protestare contro l’ordinanza antismog firmata dal sindaco Vincenzo Ciampi. Per il primo cittadino di Avellino, quella di oggi non deve essere stata una giornata promettente. Per le strade, sui social network, tra le parole di consiglieri di opposizione e semplici cittadini, tra le ire dei rappresentanti di categoria ed ex amministratori è stato un susseguirsi di invettive, di inviti a correggere il tiro di un’ordinanza giudicata, volendo essere benevoli, troppo restrittiva.


Ma da Palazzo di Città alle richieste di rimodulare quantomeno gli orari di blocco della circolazione stradale hanno risposto picche. Prima per bocca dell’assessore all’Ambiente Massimo Mingarelli che, nel corso di una conferenza stampa, sostanzialmente ha parlato di una scelta obbligata per l’amministrazione comunale che non può contravvenire al protocollo d’intesa siglato dalla precedente amministrazione. Concetto ampliato di lì a poco dallo stesso sindaco che ha sottolineato più volte il carattere emergenziale del provvedimento. «Abbiamo dovuto adottare queste misure – ha tuonato Ciampi in un successivo incontro con gli organi di informazione - scegliendo un provvedimento impopolare, ma il compito morale di un’amministrazione è di garantire la salute pubblica ai cittadini e questo è il nostro interesse principale». Insomma, visto che la precedente delibera non ha fornito i risultati sperati, l’inasprimento è cosa inevitabile. Così è e cosi sarà. Firmato, timbrato e protocollato.
Almeno fino alle 21 di questa sera quando il sindaco Ciampi con l’ennesimo post sul profilo ufficiale Facebook comunica trionfale: «CAMBIEREMO L'ORDINANZA ANTISMOG. Carissimi concittadini, mi rendo perfettamente conto che l'ordinanza antismog è troppo restrittiva. Mi rendo conto dei problemi dei cittadini e dei commercianti. State certi, la cambieremo. Al momento, però, non avevamo alternative. C'è un protocollo d'intesa firmato dalla passata amministrazione con Comuni con esigenze diverse dalle nostre che deve essere applicato. Prima non si faceva, in modo irresponsabile. Noi per tutelare la vostra salute, lo abbiamo posto in essere. Ma siamo pronti a cambiare tutto ed anche ad incontrare il Procuratore. Non vogliamo vessare nessuno. Domani vi spiegherò meglio. Alle 9.15 collegatevi su questa pagina».
Alle 9 e un quarto? Un quarto d’ora prima della protesta di piazza dei commercianti? E la salute dei cittadini da salvaguardare? E il vincolante protocollo d’intesa firmato dalla vecchia amministrazione? Nulla, l’ordinanza si cambia. Così è e cosi sarà. Firmato, timbrato e protocollato.
Ora, non per voler essere malpensanti a tutti i costi, ma non sarà che le luci spente dei negozi, hanno fatto suonare un campanello d’allarme tra le fila pentastellate e le hanno condotte a più miti consigli? Non sarà che le proteste hanno sortito effetto sulla perenne campagna elettorale di cui sono artifici e vittime gli amministratori “stellati”? Non sarà che l’ordinanza firmata ieri non ha una data di inizio, ma solo una scadenza, “fino alle fine dell’anno solare” e, essendo ancora in vigore, almeno fino al prossimo 22 novembre la vecchia ordinanza, quella del 17 ottobre 2018, e non essendoci alcun riferimento in quella di ieri che ne annulla o ne modifica l’efficacia, si è fatto tanto rumore su un provvedimento che prestava il fianco a ricorsi e controricorsi? No, sicuramente non sarà nulla di tutto questo.
Certo, uno si immagina che quando un amministratore, un sindaco, firma un’ordinanza essa sia frutto di un ragionamento, di una visione, di un progetto di città che si vuole perseguire. Che prima di apporre una firma si ponderino i pro e i contro delle scelte, assumendo il comportamento del buon padre di famiglia che dovrebbe essere il fine ultimo di ogni persona che amministra la cosa pubblica. Ma così è e cosi sarà. Firmato, timbrato e protocollato.

 

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