Al termine della conferenza dei capigruppo riunita a stamattina a Piazza del Popolo, nei commenti su rendiconto 2017, dissesto e sfiducia emergono posizioni discordanti da parte di diversi gruppi, perciò ci si attende un dibattito articolato già domani in aula in merito al documento su cui l’amministrazione fonda la decisione di dichiarare il default.

 

È la capogruppo di Forza Italia, Ines Fruncillo, a riportare di «un po’ di animosità nel corso dell’incontro», ma soprattutto a puntualizzare: «Non siamo disposti a sottoscrivere o a orientarci positivamente in relazione a una operazione verità che si concretizza per metà».
«Alla luce dei numeri che ci sono stati presentati e della relazione redatta dal commissario, registriamo una difficoltà oggettiva rispetto alla tenuta dei conti, e questo – commenta sul piano politico - è il frutto solo ed esclusivamente dell’attività politica che per decenni ha visto protagonista della scena cittadina il centrosinistra. Ma riteniamo che ci sia ancora qualcosa che si debba valutare in senso purtroppo negativo – aggiunge -, che ci siano ancora delle mancanze alle quali questa amministrazione deve inevitabilmente mettere riparo, perché se dobbiamo fare una operazione verità – ribadisce -, dobbiamo cristallizzare la realtà dei conti che ad oggi non è pienamente contemplata».
«Invitiamo l’amministrazione a mettere in ordine e integrare quelle voci che secondo noi sono discordanti dalla realtà», chiedono quindi i forzisti, indicando anche la possibilità di emendare il bilancio. «Noi siamo alternativi al centrosinistra, ma anche ai Cinque Stelle – afferma Fruncillo - e per questo invochiamo una operazione verità che sia autentica, oltre alla risoluzione dei problemi della città, ma ad oggi non registriamo attenzione. Siamo per la chiarezza – conclude - e riteniamo che l’amministrazione che noi immaginiamo sia quella giusta per questa città deve essere pratica, leale e soprattutto vicina alle esigenze dei cittadini senza strumentalizzare delle posizioni specifiche».

Il gruppo del Partito democratico è invece orientato a esprimere un voto favorevole sul rendiconto 2017: «Il consuntivo è redatto da un organo tecnico nominato dal prefetto che ha i pareri per essere approvato – afferma la capogruppo Enza Ambrosone - e, visto che noi abbiamo sempre detto che non ci poniamo in una condizione pregiudiziale, ma di responsabilità, riteniamo che debba essere approvato».

«Mi sembra di poter dire che un consuntivo che sia stato redatto da un organo terzo indicato dal Ministero delle Finanze possa essere votato – sostiene anche il capogruppo di "Davvero Avellino", Gianluca Festa -, anche perché credo che l’amministrazione deve poter ripartire da numeri certi e, se non ci si fida di un bilancio approvato da un dirigente del Mef, non sappiamo più a chi rivolgerci».

Ancora sul tema consuntivo, il capogruppo dei Popolari, Nello Pizza, non esclude una possibile astensione: «Il consuntivo viene da un soggetto terzo, potremmo avere un atteggiamento ancora più laico che rispetto al dissesto o potremmo anche scegliere una posizione di astensione. Valuteremo all’interno del gruppo tra oggi e domani e poi vogliamo ascoltare il dibattito in aula. Io personalmente non c’ero prima, il gruppo che rappresento era all’opposizione in passato, quindi possiamo avere un approccio molto distaccato e assolutamente asettico. Guarderemo i numeri e valuteremo, fermo restando che io continuo a pensare che il dissesto peserà molto sui cittadini. Come Consiglio non dobbiamo sottrarci a una discussione sui conti del Comune – conclude -, poi affronteremo la questione della sfiducia, che si può anche rifare».
Rispetto alla mozione, la cui calendarizzazione sarà affrontata venerdì prossimo in un nuovo confronto fra i capigruppo, Pizza chiarisce infatti: «Sfiduciare Ciampi ora o fra uno o due mesi non cambia la sostanza politica, mentre c’è un aspetto politico importante che è la discussione sui conti».

Ferma, invece, rispetto alla mozione di sfiducia la posizione tanto dei consiglieri del gruppo "Mai Più" Luca Cipriano, Leonardo Festa e Marietta Giordano, quanto del Pd. Anzi, la capogruppo Enza Ambrosone profila «il rischio di aspettare Godot, perché il parere del collegio dei revisori in merito alla dichiarazione del dissesto deve arrivare in un tempo che la legge non prescrive e il limite dei 20 giorni è previsto soltanto sul documento consuntivo. Ferma rimanendo la nostra disponibilità a discutere dei conti – aggiunge la consigliera -, noi riteniamo che le condizioni e le considerazioni che abbiamo espresso nella mozione di sfiducia e che hanno visto insieme 19 consiglieri comunali ci siano tutte».
Per Ambrosone nemmeno l’esito del voto a Palazzo Caracciolo, con la sconfitta del candidato di centrosinistra Michele Vignola, può rappresentare un freno lungo la strada della sfiducia a Ciampi: «Il risultato delle elezioni provinciali impone al Partito democratico di ripensare se stesso più che la mozione di sfiducia – afferma -, che è nata da considerazioni non politiche da parte di consiglieri comunali che pur provenendo da parti diverse si sono ritrovati su un giudizio inappellabile su questa amministrazione».

Sulla medesima linea Gianluca Festa: «Per noi non cambia nulla. Per noi far terminare questa esperienza amministrativa è un atto d’amore e di responsabilità nei confronti della città. Io, personalmente, ho rinunciato allo scranno in Provincia e sono pronto a rinunciare a quello in Comune. In un momento in cui tutti dimostrano attaccamento alle poltrone, noi dimostriamo attaccamento alla città. andare a casa non è una convenienza, ma credo sia una necessità per la città che non è governata. Noi veniamo già da 5 anni di fallimento amministrativo, da 5 mesi di mancanza di amministrazione e immaginare di poter lasciare la città ad altri mesi di non amministrazione, sarebbe delittuoso dal punto di vista politico.
Perciò, questa amministrazione deve andare a casa e soprattutto a maggio la comunità avellinese dovrà poter scegliere un sindaco e un Consiglio e Avellino dovrà avere, direi finalmente e davvero, un governo che manca da anni».

Festa interviene, inoltre, sulla vicenda dissesto e in particolare rispetto alla diversa valutazione effettuata dal dirigente del settore Finanze, Gianluigi Marotta, che indica la strada di un riequilibrio pluriennale: «Ritengo che il dirigente ha fatto e faccia il suo lavoro sempre leggendo i numeri e producendo atti rispetto ai numeri che sono evidenti. Non ho mai immaginato che ci fossero sue responsabilità rispetto ai vecchi bilanci – aggiunge -, ritengo che la sua lettura in questo momento sia anche corretta, a guardare la sua relazione e le sue motivazioni. Attendiamo anche la relazione dettagliata dei revisori dei conti, ma al momento mi sembra che l’unico atto vero, ufficiale e motivato che possiamo valutare sia quello di Marotta».
Qualora dalla relazione dell’organo di revisione emergano elementi di contrasto rispetto alle motivazioni addotte dal ragioniere capo del Comune, Festa dice: «Le verificheremo». Resta comunque da parte del gruppo "Davvero Avellino", un giudizio tecnico, per così dire, sulla vicenda dissesto che parte appunto da presupposti altrettanto tecnici: «La delibera di giunta è il frutto di una volontà politica, ma un Comune va in dissesto per atti concreti – precisa Festa -, che testimonino come unica strada il dissesto, non per volontà politica».

Di fronte a «un parere del ragioniere capo che è in controtendenza rispetto all’orientamento dell’amministrazione», Forza Italia rinvia invece alla relazione dei revisori dei conti, «perché è chiaro che l’organo tecnico ci mette nelle condizioni di avere una valutazione complessiva dello stato dell’arte dei conti – dichiara Ines Fruncillo -. In alternativa, facciamo delle considerazioni personali, affidandoci anche alla professionalità dei consulenti che ognuno dei consiglieri comunali ha ovviamente ritenuto di voler coinvolgere – conclude - per essere sicuro in scienza e coscienza di quello che sta andando ad approvare».

Nello Pizza, infine, invoca un ampio confronto sull’argomento: «Non mi preoccupa la differenza di vedute rispetto allo stato dei conti del Comune, ma è uno dei punti che rendono necessario il dibattito, perché anche l’assessore è un tecnico e ha una competenza specifica che va al di là della politica e il dirigente Marotta è una fonte autorevole».

 

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