Il programma complessivo delle iniziative natalizie, lungo i due distinti percorsi del centro storico e delle periferie, passerà prima al vaglio delle commissioni competenti, quindi approderà in aula per l’approvazione. Ma nessuna risorsa sarà stornata da capitoli destinati ad altro e, nello specifico, la quota derivante dal contributo regionale per il Teatro "Carlo Gesualdo" sarà utilizzato per attività teatrali, svolte però all’esterno del Massimo cittadino.

Carmine De Angelis 30102018

In breve, il chiarimento fornito stamattina dagli assessori Maura Sarno (Eventi e Attività produttive) e Carmine De Angelis (Fondi europei) agli organi di informazione, per fare chiarezza sull’utilizzo delle risorse a disposizione e anche per rispondere alle critiche che Sarno ha ricevuto qualche giorno fa in particolare da Confesercenti, che ha accusato l’amministrazione di non aver fatto nulla fino ad oggi in vista del prossimo Natale.
Sarno spiega, quindi, innanzitutto che «non è possibile usare i fondi Poc per il teatro per finanziare le luminarie, come hanno chiesto alcuni commercianti». Poi, Carmine De Angelis illustra la questione nei dettagli e ripercorre un iter già avviato per avere certezza dell’ammissibilità alla spesa delle attività immaginate dall’amministrazione.
«Sto notando che viviamo una stagione in cui i numeri ballano e le interpretazioni pullulano – commenta -. Si pensa di poter utilizzare i fondi europei spalmandoli su altre cose e questo utilizzo non corretto dei fondi europei ha portato al fatto che molti dei Poc Cultura 2016 e 2017 non sono stati introitati, nemmeno gli acconti, e il Comune ha anticipato i fondi. Per non dire di Avellino ExpoST – aggiunge -, per cui non c’è ancora nessuna cifra apposta dalla Regione Campania».
«In via prudenziale, per evitare l’anticipazione di fondi, ho ritenuto di tenere un incontro, prima informale e poi formale, con la Regione Campania per verificare voce per voce la coerenza dei finanziamenti con le intenzioni sia degli assessori al ramo sia delle Commissione, cioè quali fossero le spese ammissibili a finanziamento – continua -. Abbiamo quindi stilato una serie di priorità, ma prima di discutere dei progetti è necessario che l’amministrazione e soprattutto il Consiglio segua l’iter procedurale corretto, perché anche su questo ho verificato in questi tre mesi che l’urgenza diventa normalità, la straordinarietà diventa consuetudine e la regolarità delle norme invece diventa assurdità».
De Angelis si riferisce in modo esplicito «alla pregiudiziale di agosto e alla discussione sul fatto che una variazione di bilancio debba passare prima per la giunta e poi per il Consiglio, cosa che il Tuel prevede per le questioni che hanno carattere di urgenza e straordinarietà e non ritengo che Ferragosto o Natale abbiano questi requisiti. Si prevede invece che la variazione sia presentata al Consiglio dal proponente, un assessore, appurato il parere legale del segretario e quello contabile dei revisori. Il Consiglio dovrà quindi verificare la conformità del contenuto della variazione che è un aumento e poi la giunta valuterà i contenuti dei progetti con la commissione».
Tornando indietro, De Angelis spiega ancora che «in bilancio di previsione il Poc Cultura era di 150mila euro, l’iscrizione era "Laceno d’Oro" in modo errato perché non c’era conformità ed era errata anche la dotazione contabile – dice -, perché era un Por Fers 2014-20, quindi andavano riscritte sia la dotazione, sia la denominazione e andava confermata la linea di finanziamento della delibera di 100mila euro e la successiva che abbiamo fatto noi per 50mila euro, una volta avuta l’autorizzazione della Regione».
«Accanto a questo c'è il Poc Teatro di circa 250mila, relativo ad attività connesse ma anche esterne al "Gesualdo", come "Sipari Aperti", distinto in due macro-voci per lavori fino a un massimo del 30% e per attività teatrali fino a un massimo del 70%. Il bilancio di previsione non lo prevedeva proprio, perciò occorre riscrivere la voce Poc Teatro, che dettagli e denomini il finanziamento. Poi c’è anche la questione della compatibilità con il calendario del Teatro Pubblico Campano e del contratto che prevede cinque attività annuali a disposizione del Comune, tre delle quali già occupate con la Scuola Digitale e il musical "Scugnizzi", per cui gli eventi per il 2018 si riducono a due».
Dal punto di vista della procedura De Angelis chiarisce anche che a seguito della verifica di compatibilità della spesa e dopo la variazione in aumento del Poc Cultura e del Poc Teatro «si procede alla firma di convenzioni che contengono anche i tempi per l’anticipazione dei fondi europei e la Regione deve adempiere a quella tempistica, cosa che ci consente di non anticipare fondi, che non ci sono, da parte del Comune».
«Credo ci sia la massima linearità e i fondi non vengono spacchettati – continua -. Usciamo da questa logica assurda, perché qui non si fanno prebende. La dotazione di 150mila e 250mila euro, essendo superiore ai 100mila euro, deve essere data a bando di gara e ne faremo uno unico per una gara europea, diversamente è una evidente elusione del principio di affidamento diretto e questa amministrazione – insiste - non lo consente. Coloro che vinceranno la gara dovranno gestire le risorse sulla base degli indirizzi della giunta, concordati con la commissione, e realizzare quei progetti dal punto di vista dei contenuti e non dei soggetti».
De Angelis chiude dunque la questione dicendosi «sicuro che non c'è da discutere niente, perché si tratta di fondi in aumento, perché non c'è anticipazione e perché le procedure sono state seguite in modo corretto. L’unica cosa che chiedo agli assessori, ma lo stanno già facendo sia Sarno sia Mancusi, è tenersi in stretto contatto con le commissioni competenti, alla Cultura e alle Attività produttive».
Quanto alla tempistica, De Angelis sottolinea che «i tempi non sono competenze dell’indirizzo politico, ma degli uffici amministrativi».

Chi invece parla molto di tempi, o meglio delle azioni compiute nei tre mesi dall’avvio della consiliatura, è l’assessore Maura Sarno che intanto replica alle contestazioni ricevute rispetto alle iniziative natalizie, ribadendo l’impossibilità di utilizzare i fondi Poc Teatro per le luminarie e spiegando che l’ente «può prevedere una voce di spesa per l’energia elettrica che sarà pagata in tutte le strade come pure per il montaggio delle luci».
«Ho ascoltato tutti e ancora incontro commercianti – continua - e poiché la Consulta non era definitiva, senza prima l’insediamento delle commissioni, ho fatti incontri con tutti, con una sorta di pre-consulta. Non faccio distinzioni, tutte le associazioni avranno la stessa cosa, energia e montaggio delle luminarie, ma Confesercenti ha preteso di dirmi come dovevo fare il Natale e sostengono che ho preso da loro un’idea, come il trenino, che era mia da agosto. Lavorerò con chi vorrà collaborare, chi non ci vuole stare farà il male dei commercianti e della città».
Sarno replica poi anche sul piano delle attività intraprese, scorrendo un elenco di 22 punti: «Mi è stato detto che non ho fatto nulla per il commercio, ma fin dal mio arrivo ho sbloccato mille pratiche di cui avevo verificato l’esistenza quando ho subito avuto un confronto con il personale dello Sportello unico delle attività produttive. Erano 100 relative all’artigianato, 300 al commercio e 600 al vicinato e le ho redistribuite in modo da ridurre i tempi». Il primo punto elencato da Sarno riguarda «i 20mila euro per il risarcimento ai commercianti danneggiati dai cantieri, che sono pronti per essere erogati».
Sarno ricorda anche l’app per il commercio, ma denuncia che «nessuna associazione di categoria ha collaborato indicendo un’assemblea e facendo inserire le informazioni sull’applicazione». «Il mercato di via Lanzilli andava chiuso, perché non c’erano le condizioni igienico-sanitarie – continua -, ma ho trovato i fondi per ristrutturare il bagno. Con l’assessore ai fondi europei abbiamo creato il bando "Creo e Innovo" che non mi sembra poco per il rilancio del centro storico ed è stata anche liberata la caffetteria di piazza Kennedy nell’ottica della rivitalizzazione dell’intera zona. Il Durc è regolare – aggiunge -, aspettiamo il casellario, dopodiché sta alla ditta aprire».
Ancora sul centro storico, l’assessore fa sapere che «il 24 novembre sarà sostituita la pubblica illuminazione a via Nappi, dove saranno installate nuove lampade, ed è pronto anche il telo che sarà posto sulla facciata della Dogana per mostrare come sarà una volta riqualificata».
«Stamattina c’è un incontro con la consulta del commercio per l’elezione di tutti gli organi (l’indicazione dei nomi sarà fatta tra due settimane, ndr.) e ho provveduto anche alla redazione di un Regolamento pubblici spettacoli che è già stato sottoposto alla commissione oltre che, avendone avute richieste, a inviare alla presidenza del Consiglio un Regolamento sui taxi, che permetterà la creazione di 14 posti di lavoro per tassisti e 7 per il noleggio auto con conducente».
Sarno parla anche dell’adeguamento delle normative per le sale giochi e del già annunciato trasferimento delle bancarelle di libri, sfornite di autorizzazione, a piazza Kennedy.
Quindi torna sul Natale 2018 e puntualizza di averne curato in particolare gli aspetti «dal punto di vista scenografico» e per quanto riguarda il percorso in centro storico, mentre l’assessore alla Cultura Michela Mancusi sta lavorando alle iniziative che si terranno anche nelle periferie. Sarno parla della presenza di luci bianche, che saranno uguali in tutta la città, di caldarroste, di un trenino all’ex Eliseo e di uno spazio dedicato alla gastronomia a piazza Garibaldi. Oltre a un concerto la sera del 31 dicembre (ancora da definire chi salirà sul palco), ci saranno anche una manifestazione per i 25 anni del Taurasi con un convegno e degustazioni a Villa Amendola, musica gospel il giorno di Natale alla chiesa del Rosario e al Duomo. Il tutto, da condividere in sede di commissione, con l’auspicio di concretizzare il progetto dal 24 novembre, sarà inoltre pubblicizzato con manifesti anche a Salerno e Napoli per attrarre quanti più visitatori possibili.
«Per le luci – precisa – ci sono meno di 100mila euro, mentre circa 170mila euro vanno alla cultura. Complessivamente ci sono 325mila euro, ma non mi possono chiedere di spenderli tutti per commercianti e, sicuramente, non i fondi del teatro che sono destinati ad attività teatrali anche se si tengono fuori dal "Gesualdo". L’anno scorso il programma di Natale lo hanno finito a inizio dicembre, per me finisce oggi. È pronto alla fine di ottobre – rimarca -. Può darsi che non lo inaugurerò io, ma io l'ho fatto».
Sarno riprende quindi il suo elenco e spiega che sta lavorando anche alla Zes, per la quale incontrerà giovedì l’assessore regionale per discutere di investimenti a Pianodardine. Poi cita anche la nuova illuminazione a piazza del Popolo e l’accordo con Camera di Commercio per la cessione gratuita al Comune dello stand Expo «che vorrei diventasse un piccolo palco e di cui ci sarà fornito gratis anche il montaggio».
In cantiere anche la verifica della regolarità dei pagamenti dei canoni per gli immobili commerciali comunali e «sto inoltre istituendo l’albo dei soggetti che vogliono vendere oggetti usati – continua l’assessore –, perché con i mercatini c’è il rischio di ricettazione ed è necessario che i venditori si iscrivano presso il Comune».
Ancora, Sarno riporta il lavoro in atto per accontentare i commercianti che sollecitano la riapertura alle auto da piazza Garibaldi a piazza Libertà: «I preventivi sono stati fatti, occorrono circa 40mila euro, mancano solo i collaudi amministrativi che però avrebbero dovuto essere fatti in passato».
Infine, l’assessore parla dell’impegno per «il mercato di via Acciani, che ha i bagni senza acqua e per cui occorrono 7mila euro» e aggiunge: «Sto aspettando una risposta da Autostrade per l’installazione di un cartello con la dicitura "Avellino Città del Vino", per cui sono stati anche individuati i fondi».
«Sono accusata di non fare niente, ma chiedo di valutare quello che hanno fatto altre amministrazioni – dice -, non per denigrare qualcuno, ma per dire che io non sono da meno».

 

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