La Polizia Municipale di Avellino si dota di una nuova arma, altamente tecnologica, per la lotta ai roghi abusivi che immettono diossine in atmosfera causando rischi per la salute ed entra così nel vivo, ampliandosi, il progetto "E’verde" per il controllo ambientale presentato a fine maggio scorso dall’ex assessore all’Ambiente Augusto Penna.

Droni Comune 15102018


Per illustrare l’iniziativa a Palazzo di Città, accanto al sindaco Vincenzo Ciampi, al comandante dei caschi bianchi il colonnello Michele Arvonio, all’assessore all’Ambiente Massimo Mingarelli, torna l’ingegnere Antonio Iannuzzi, amministratore delegato della Analist Group, società particolarmente attiva soprattutto appunto nel comparto dei droni, che ha messo gratuitamente a disposizione della Centrale operativa di via Francesco Tedesco «non uno ma una flotta di droni di tutte le classi – spiega -, in modo che gli operatori, ovviamente nel rispetto delle regole, possano applicare il meglio che la tecnologia oggi offre. La soluzione però non sta soltanto nella tecnologia, è anche nel metodo e oggi – continua -, ne vedo tante di amministrazioni quindi posso dirlo, quella di Avellino è davanti a tutte per motivazione, predisposizione all’innovazione, velocità nell’apprendimento perché tutto lo staff del comandante Arvonio è stato estremamente reattivo nell’acquisire concetto nuovi ed è stato attivo in tempo reale non solo nella metodologia ma soprattutto nell’uso dello strumento integrato che consente di convertire il dato in risultato. È questo che fa la differenza – insiste Iannuzzi - e io sono sicuro che metteremo a punto metodo che potrà poi essere condiviso con le altre amministrazioni in modo assolutamente democratico e sostenibile, perché oggi il futuro è fatto anche di intelligenza: siamo tutti bravi a fare le cose quando ci sono budget e fondi a disposizione, ma in questo caso devo dire che è bastato moto poco».
«È un primo passo verso la realizzazione di un’attività integrata che non va vista come repressiva – dice ancora -, ma che tende a una diffusione di best practice, mettendo a disposizione tutte le migliori tecnologie fino all’intelligenza artificiale. Per questo la definirei una energia civica e lo rifarei cento volte – aggiunge -, perché la sicurezza come la salute non sono negoziabile e se introduciamo il concetto di costo indiretto, non c’è cifra che tenga rispetto all’impatto sulla salute. La Polizia municipale è autonoma in tutti i processi, sotto il coordinamento del comandante Arvonio e in accordo con l’amministrazione comunale, il nostro è un contributo tecnico per ottimizzare i processi».

Il meccanismo, illustrato dal comandante Arvonio, è semplice quanto efficace: «Dopo aver ricevuto la segnalazione di un rogo di fogliame, il drone parte dal comando della Polizia Municipale, raggiunge la zona indicata e fotografa l’incendio, quindi torna alla Centrale operativa dove attraverso un apposito software è possibile ricavare direttamente dalla foto l’indicazione del foglio e della particella catastale del luogo in cui si è verificato il rogo abusivo, quindi mettendoci nelle condizioni di sapere nell’immediatezza qual è la proprietà interessata e far scattare la denuncia. Qualora dalle nostre attività dovesse risultare che la particella catastale in cui si verifica un rogo abusivo ricade nel territorio di un altro Comune, forniremo invece le informazioni alle Polizie Municipali di competenza per procedere poi alla denuncia».

Il danno ambientale e per la salute causato dall’abbruciamento è infatti potenzialmente enorme, perché dalla combustione del legno come di prodotti a base di cloro derivano le diossine. Il dirigente dell’UO di Endocrinologia dell’azienda ospedaliera Moscati, Amodio Botta, spiega che «ne esistono 210, 17 delle quali nocive e una in particolare nota come fattore di neoplasie. La struttura chimica della diossina è molto simile a quella degli ormoni della tiroide che è quindi sensibile a captarla, come se fosse una sorta di simil-iodio. L’Irpinia è già storicamente una cosiddetta zona gozzigena, per mancanza di iodio, ma l’incidenza dei casi di gozzo si era ridotto negli anni anche grazie a una migliore qualità dell’acqua. Ora, però, si ripropone la presenza di interferenti ambientali – continua il dottore Botta - quando appunto vengono bruciati legni, soprattutto se ricoperti di vernici e lacche. Le diossine si depositano sul terreno e vengono assorbite attraverso la sedimentazione nelle acque oppure attraverso le verdure a foglia larga o anche vengono ingerite dagli animali che brucano da cui poi si trasferiscono nel latte o nella carne. Una volta depositata, la diossina è una sostanza difficile da eliminare soprattutto dal tessuto grasso – avverte -, per cui inevitabilmente si innescano malattie che possono anche essere tumorali. È un problema serio e delicato che dobbiamo combattere il più possibile perché la diossina, una volta entrata in organismo, vi persiste per lungo tempo».

Arvonio fa dunque appello ai cittadini affinché segnalino eventuali roghi abusivi alla Centrale, ma è possibile farlo anche attraverso il sito laterradeifumi.it realizzato anche questo da Analist Group.
«Dall’avvio del servizio, una settimana fa, ci sono già una decina di constatazioni che stiamo provvedendo a inviare all’autorità giudiziaria – prosegue il comandante -, perché trattandosi di una violazione dell’articolo 256 del Codice dell’Ambiente si procede da un punto di vista penale. Siamo fiduciosi perché la tecnologia messa in campo è per noi di grande supporto nel contrasto del fenomeno degli abbruciamenti e continueremo su questa strada per realizzare a pieno la mia idea di una Polizia Municipale dinamica. In questo senso stiamo facendo tutto il possibile: abbiamo realizzato la centrale operativa, abbiamo diverse telecamere occultate contro il fenomeno del "sacchetto selvaggio" che ci stano dando ottimi risultati, ad esempio a contrada Archi, e ora possiamo contare anche sull’uso dei droni, che si aggiungono a una sensibilità verso il problema che c’è sempre stata, una tecnologia che non si è potuta utilizzare finora per i costi elevati, dal momento che l’impiego dei droni implica una spesa per ore di volo».
«Ho trovato un angelo nell’ingegnere Iannuzzi – commenta -, che in nome della tutela del bene comune, animato da un forte desiderio di collaborazione ci dà la possibilità di usare i droni a costo zero per l’amministrazione. Ben venga, ovviamente, se ci sono altre aziende che hanno la stessa sensibilità, intanto ringrazio lui per il senso di appartenenza e l’esempio id partecipazione attiva, comprendendo la complessità del fenomeno che intendiamo contrastare».


Se Arvonio sottolinea che i casi registrati di abbandono indiscriminato di rifiuti sono centinaia, segno che l’inciviltà ancora persiste nonostante i controlli, il «valore aggiunto» dell’uso dei droni per stanare chi dà fuoco a sterpaglie secondo l’assessore Massimo Mingarelli sta proprio nell’effetto deterrenza: «Il messaggio che volevano dare con la conferenza stampa di oggi è l’importanza del lavoro che stiamo svolgendo – dice innanzitutto -. Il controllo del sacchetto è un’attività partita da lontano e stiamo ottenendo risultati, come abbiamo dimostrato attraverso le immagini. Il supporto della tecnologia ci sta fornendo ulteriori strumenti per elevare il grado di intervento di cui trovo straordinarie le modalità e credo che ci siano pochi altri esempi del genere a livello nazionale. Nel caso dei roghi, nonostante tutti gli sforzi che si compiono e che si continuerà a portare avanti, questi potrebbero essere vanificati dal gran numero di persone che potrebbero contravvenire alle norme, perché è evidente che ci troviamo a dover contrastare migliaia di persone. Questa iniziativa ha quindi il valore aggiunto della deterrenza e dobbiamo trasferire alla cittadinanza l’dea che si è voltato pagina e che questi comportamenti non verranno tollerati in futuro».
Mingarelli spiega che saranno verificati «gli effetti dell’iniziativa anche attraverso i dati che proverranno dalle apparecchiature di misurazione dei livelli di polveri sottoli e potremo valutarlo giorno per giorno, ora per ora».


Il sindaco Vincenzo Ciampi spiega: «Abbiamo voluto fortemente questa iniziativa perché il primo compito di un’amministrazione è fare il massimo per garantire la vivibilità e il primo interesse da tutelare è la salute. Perciò la vedo, non come una forma di repressione o come semplice adempimento di un obbligo legislativo, ma in nell’ottica di un dovere morale. Questo progetto – aggiunge - incide anche sulla sicurezza e sulla gestione dei rifiuti, ma soprattutto realizza la cultura civica della partecipazione in cui crediamo molto, grazie alla collaborazione e alla responsabilità di un cittadino che è importante anche come segnale di esempio».
«Sono soddisfatto – ribadisce -, ma realista quindi voglio vedere i risultati perché la bontà di un progetto si misura su quelli, mentre prosegue il nostro lavoro verso l’altro grande obiettivo che è il contrasto all’inquinamento atmosferico. Stiamo studiando misure strutturali – annuncia -, perché non credo nelle domeniche ecologiche. Le faremo, se sarà necessario, ma stiamo puntiamo a realizzare per un vero e proprio Piano antismog».

 

 

© Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Privacy Policy

Cannot get Avellino location id in module mod_sp_weather. Please also make sure that you have inserted city name.

Ultimi articoli

Irpinia Focus

Direttore Responsabile

Roberta Mediatore

Redazione: Corso Europa, 22

83100 Avellino 

Telefono: 0825 21358

FAX: 0825 1805359

 Mail: redazione@irpiniafocus.it

Registrazione al Tribunale di Avellino n. 3/14 del 25/03/2014 

Il Prisma Comunicazione Editore

© IrpiniaFocus 

Vietata la riproduzione anche parziale

senza inequivocabile autorizzazione scritta del direttore