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Le linee programmatiche approderanno in aula lunedì 17 settembre 2018, ma dalla conferenza dei capigruppo in Vincenzo Ciampi fa un passo indietro sul reddito di cittadinanza, emerge un possibile 12 a 16 ancora a sfavore del sindaco, ma con la disponibilità a supportare l’amministrazione da parte del centrodestra, che presenta una proposta condivisa da Forza Italia e Lega, dei consiglieri Ettore Iacovacci e Sabino Morano e della consigliera Adriana Percopo.

Cipriano ipad 10settembre
Fermi nell’idea di attendere gli sviluppi in Consiglio, ma altrettanto decisi a valutare se sia il caso di staccare la spina attraverso le dimissioni o una formale sfiducia il gruppo dei Popolari, la lista del Partito democratico e la civica "Mai Più" guidata da Luca Cipriano che stamattina ha chiesto e ottenuto che si mettesse agli atti della conferenza dei capigruppo l’ammissione di Ciampi che né il suo né altri gruppi consiliari hanno chiesto all’amministrazione l’assegnazione di assessorati.
Un punto essenziale «per fare chiarezza», sottolinea Cipriano, dopo la querelle suscitata da un post su Facebook del sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, «che ha fatto delle illazioni – dice ancora Cipriano -, senza però individuare chi possa essere il riferimento». «Il sindaco ha dichiarato che non c'è stata nessuna richiesta di poltrone e dunque ha smentito sia Sibilia, sia Gubitosa – commenta -, quindi immagino ci sia una forte conflittualità interna al M5S».
Stessa osservazione sul fronte del reddito di cittadinanza: «Prendiamo atto che il M5S, con una modifica sostanziale del suo DNA, ha cambiato il programma rinunciando al reddito di cittadinanza che è sparito. Il sindaco ha ritirato la misura e ha dichiarato che non è una emergenza, mentre adesso si affrontano le priorità della città, e non sarà più nel programma che presenterà in aula, per cui il M5S di Avellino – insiste Cipriano -è probabilmente in disaccordo con quello nazionale».
Su azzeramento della giunta e ritiro del ricorso al Tar per il riconoscimento del premio di maggioranza, però, Ciampi mantiene la posizione, dunque, i consiglieri di "Mai Più" non sono più «disponibili a fornire alcun ulteriore contributo, essendo stata bocciata stamattina formalmente la nostra proposta, relativa a un nuovo documento sulle emergenze della città e all'azzeramento dell'attuale Giunta, a favore di un governo tecnico di garanzia specificando che chiediamo nove assessori tecnici non riconducibili a nessuna forza politica e con precedente esperienza amministrativa. È utile ricordare che lo avevamo già fatto dopo il ballottaggio – precisa -, pubblicamente, seguendo le modalità che Ciampi aveva indicato, e abbiamo già una volta visto rigettare le nostre proposte che di fatto non sono state poi acquisite nel documento che il sindaco ha presentato. Andremo in aula lunedì e faremo il dibattito sulle linee programmatiche, ma annuncio chiaramente che il nostro voto sarà sfavorevole. Dalla mattina successiva il gruppo "Mai Più" valuterà qual è lo strumento più adeguato rispetto a questa assenza di maggioranza politica».

Stessa valutazione, che dovrebbe risolversi nella scelta tra le dimissioni da consiglieri o la sfiducia al primo cittadino, e stessa attesa che si svolga il Consiglio anche per i rappresentanti del Partito democratico, pronti però come Cipriano a un voto sfavorevole, per cui anche la capogruppo Enza Ambrosone non si sbilancia: «Il Pd è rispettoso dei luoghi istituzionali, dunque per quanto ci riguarda valuteremo gesti e atti conseguenti a consuntivo del dibattito e del voto in Aula. Vedremo anche le evoluzioni di questi contatti che il sindaco ha inteso aprire con alcune forze – aggiunge -, partendo dalla considerazione che alcuni capisaldi della campagna elettorale sui quali ha ricevuto il voto, il sindaco stamattina li ha messi da parte, per cui la distanza fra le cose dette e quelle fatte rischia di essere siderale. Questa amministrazione ci ha abituato che quello che è vero ora non lo è tra due ore – continua Ambrosone, per cui aspettiamo religiosamente l’esito del Consiglio. Ma sarebbe auspicabile che anche il sindaco prendesse atto della votazione del Consiglio comunale».

La critica di Ambrosone si estende poi anche ai canali di comunicazione solitamente usati dal sindaco e dai 5S: «È inaccettabile dover controbattere giorno per giorno e minuto per minuto. Siccome se parla Enza Ambrosone, parla un consigliere comunale e la sua parola ha autorevolezza per le persone che l’hanno votata e se parla il sindaco di Avellino, impegna l’istituzione tutta, se ritiene di dover dire alcune cose, sarebbe auspicabile che le dica con la modalità consona delle istituzioni». Precisamente all’indirizzo di Sibilia, inoltre, Ambrosone afferma che «il sottosegretario dovrebbe impegnare il governo, mi pare che invece faccia la regia neanche tanto occulta dell’amministrazione comunale».
La consigliera ne ha anche sull’andamento politico a Palazzo di Città: «Eravamo scettici sulla reale volontà del sindaco di riaprire con modalità nuove la discussione di avvio di questa amministrazione a fronte di numeri che sono conclamati. E dobbiamo constatare che ci sono due piani di discussione: quello istituzionale e formale e quello social e giornalistico. Stamattina il sindaco ha dovuto smentire nuovamente se stesso, quando ha detto che incautamente ha parlato di richieste di assessorati che qualcuno gli avrebbe richiesto e giustamente abbiamo fatto verbalizzare in conferenza dei capigruppo che nessun gruppo politico, meno che mai il Partito democratico, ha avanzato richieste di posti in giunta e azzeramento di giunta. Se l’apertura del sindaco fosse stata reale – commenta la consigliera -, avrebbe dovuto lui proporre un azzeramento dell’esecutivo, perché se ha ritenuto di ritirare le linee programmatiche (che come da Regolamento e Statuto vengono concordate con la sua giunta), e c’è un ritiro automaticamente, c’è una sfiducia del sindaco nei confronti della sua giunta. Evidentemente queste riflessioni attengono all’archivio delle vicende politico-amministrative. Ma per quanto ci riguarda, non essendo abituati a smentire noi stessi, la posizione del Partito democratico resta la medesima: la proposta di governo attiene a chi ha vinto le elezioni o ritiene di averle vinte. Entreremo nel merito in Consiglio comunale, il voto del Pd sarà contrario».


«Abbiamo ribadito al sindaco che daremo le nostre indicazioni sulle linee programmatiche in Aula, quando verranno portare all’attenzione del Consiglio – è la posizione espressa dal capogruppo dei Popolari, Nello Pizza -. Su possibili dimissioni in massa ci riserviamo di valutare in seguito. Le dimissioni devono però essere finalizzate alla chiusura di questa esperienza amministrativa. Per noi, come detto più volte, questa esperienza è già di fatto chiusa e siamo determinati a chiuderla – chiarisce Pizza -, ma è chiaro che noi da soli non siamo in grado di farlo, per cui l’idea viene portata avanti se riusciamo a condividerla con la maggioranza del Consiglio, diversamente è chiaro che faremo l’opposizione. rimane per noi l’opzione principale sulla quale insistiamo, ma tutto è legato alle valutazioni delle altre forze in Consiglio. La discussione sulle linee programmatiche è anche un momento per plasticizzare chi sta in maggioranza e chi all’opposizione – conclude -, quindi può essere un ottimo spunto per verificare chi è d’accordo a porre fine a questa consiliatura».


Sull’eventualità che si potesse equiparare l’astensione a un voto contrario, profilata durante la conferenza dei capigruppo riunita una settimana fa, insorge il consigliere Dino Preziosi, che chiama in causa norme e regole: «La legge contempla il voto favorevole, il voto contrario e l’astensione che è un voto neutro e non può essere considerata come un’espressione né di maggioranza, né di opposizione – sostiene -. Questo dice la norma, tanto è vero che è stato modificato il Regolamento al Senato, lo dice il Consiglio di Stato, lo dicono dottrina e giurisprudenza e dobbiamo smetterla di nasconderci dietro alle ambiguità».
«Non capisco come farà qualcuno a integrare le linee programmatiche del sindaco e poi votare contro in Aula – continua -, visto che l’astensione è neutro, tanto più che condividere le linee programmatiche serve proprio a costruire la maggioranza. Se qualcuno vuole fare il gioco delle doppie carte e astenersi per continuare a fare il consigliere comunale ma senza entrare in maggioranza, perché casomai il suo partito lo caccia – commenta -, è un problema suo. Ma io non permetterò mai che si compia un atto di tale illiceità».
Deciso anche sulla vicenda delle presunte richieste di ingresso in giunta, Preziosi aggiunge: «Il sindaco ha dichiarato in un atto ufficiale che nessuno di noi gli ha mi chiesto un assessorato, quindi chiunque dice il contrario, dice il falso. Io ho anche riferito al sindaco che qualcuno a lui vicino ha chiesto il curriculum a un candidato della mia lista e questi si è rifiutato, per cui direi che questo ribalta la situazione».


Posizione più conciliante per il centrodestra: «Rispetto alle linee programmatiche, le nostre proposte non sono caratterizzate dal punto di vista politico del partito di provenienza, cosa che abbiamo chiesto di fare anche al sindaco - dichiara la capogruppo di Forza Italia, Ines Fruncillo -, e abbiamo indicato quelle che consideriamo le priorità della città, facendo uno sforzo per gli avellinesi. siamo infatti convinti che si possano caratterizzare politicamente le linee programmatiche quando si ha una maggioranza piena, diversamente quando bisogna condividerle occorre avere la sensibilità per la cultura politica di riferimento di altri che intendono dare una mano alla città a rialzarsi».
Di fronte al passo indietro di Ciampi sul reddito di cittadinanza, quindi, Fruncillo dice: «Lo registriamo e ne siamo contenti. Dobbiamo verificare se da qui a quando presenteremo gli indirizzi di governo la posizione resterà questa, come ci auguriamo.
In attesa del confronto per valutare i contributi che proverranno dalle altre forze, la capogruppo di Forza Italia accenna ad alcuni dei tempi che il centrodestra intende sottoporre al sindaco: «La risoluzione degli alloggi popolari comunali, si pensi alle infiltrazioni che andando incontro all’inverno, diventano un problema; la gestione dell’avvio dell’anno scolastico con l’implementazione degli autobus e la verifica delle attività della mensa scolastica anche migliorandone la qualità; la rimozione della ZTL e la revisione delle tariffe orarie per la sosta; la restituzione alla città dell’area di piazza Castello perché sia nuovamente fruibile; la manutenzione del verde e la pulizia e sanificazione di strade e marciapiedi; il ricorso a bandi pubblici per la selezione di amministratori o componenti dei consigli di amministrazione delle partecipate del Comune».
«Facendo una ricognizione con gli assessori preposti, il sindaco ci dirà la tempistica per definire ogni singola problematica. Se nelle linee programmatiche non rientrano indirizzi caratterizzanti del Movimento Cinque Stelle, noi ci siamo. Dobbiamo ragionare nella concretezza delle cose – aggiunge –, dopodiché ho proposto che ci sia mensilmente un tavolo di aggiornamento aperto alla stampa sugli stadi di avanzamento rispetto alle singole problematiche, per verificare oltre alle competenze anche le criticità che si dovessero riscontrare in itinere e di conseguenza le responsabilità di eventuali ritardi».

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