«Noi esercitiamo un nostro diritto, facciamo opposizione e riteniamo di avere ragione, quindi cerchiamo di far valere le nostre ragioni e lo facciamo in modo democratico, nel rispetto delle regole e dei principi del nostro ordinamento. Ci auguriamo che anche gli altri facciano lo stesso, ma fino ad oggi purtroppo non è accaduto. È un fatto gravissimo e sono molto preoccupato per il clima che si sta vivendo in questo momento nell’amministrazione comunale».


Il capogruppo dei Popolari a Piazza del Popolo, Nello Pizza, sintetizza così il senso della conferenza stampa tenuta in mattinata dai consiglieri delle opposizioni che ieri sera hanno condiviso la pregiudiziale (leggi qui) illustrata all’aula dalla rappresentante di Si Può Nadia Arace, per ritrovarsi, qualche ora più tardi, additati quali responsabili della mancata variazione di bilancio per il Ferragosto nel posto pubblicato su Facebook dal sindaco Vincenzo Ciampi (leggi qui).
Conferenza che si svolge davanti alla sede di Palazzo di Città, non avendo ottenuto l’autorizzazione all’uso della Sala Consiliare. Non una prima volta per le opposizioni, relegate all’esterno anche in passato, tuttavia stavolta Pizza sottolinea che al Comune tira aria pesante e alla replica alle frasi rese pubbliche da Ciampi aggiunge che «già ieri, durante il Consiglio comunale, il consigliere Nicola Giordano è stato avvicinato con aria minacciosa da una persona presente nel pubblico di cui è stata richiesta l’identificazione, c’è un clima molto pesante e difficile che non giova all’amministrazione e al Comune di Avellino, già in grande difficoltà. Ci auguriamo che il buon senso prevalga finalmente».


Il nodo centrale resta però il messaggio diffuso in nottata da Ciampi, «additando al pubblico ludibrio gli otto consiglieri che hanno avuto l’ardire di votare la pregiudiziale contro la fantomatica delibera per reperire i fondi per il Ferragosto – dice ancora Pizza -. In realtà, noi abbiamo esercitato un nostro diritto, evidentemente riconosciuto dalla maggioranza del Consiglio Comunale che ha votato favorevolmente alla pregiudiziale e nell’invito a vedere chi sono i consiglieri che hanno firmato la pregiudiziale, istigando anche iniziative contro di noi, a mio avviso ci sono gli estremi anche per un reato, per cui valuteremo insieme agli altri consiglieri di presentare una denuncia contro il sindaco Ciampi per quello che scritto nel post che è sicuramente riconducibile a lui, visto che sul profilo c’è anche la sua foto».
«L’idea di far circolare le nostre facce, che peraltro sono note a tutti, è un fatto gravissimo che non si era mai verificato nella storia della città di Avellino. Mi auguro che anche il prefetto sia portato a conoscenza di questa circostanza – conclude Pizza - e adotti tutte le necessarie contromisure».
Il capogruppo di La Svolta inizia da te, Dino Preziosi, si dice poi «profondamente indignato per l’atteggiamento non democratico del sindaco di Avellino» e annuncia la richiesta di una conferenza dei capigruppo ad horas (convocata in seguito da Ugo Maggio per il 13 agosto alle 10, ndr.) «proprio perché il presidente del Consiglio deve riportare questi atteggiamenti nell’ambito della legalità».
«Voler esporre alla gogna mediatica consiglieri che non hanno votato un provvedimento, ritenendolo illegittimo, addirittura con manifesti 6x3 è una cosa offensiva, mai accaduta ad Avellino – continua -. È uno scivolone enorme da parte di Ciampi e io mi preoccuperei piuttosto del reddito di cittadinanza, promessa non mantenuta nonostante su quello avesse preso i voti, o di emergenze come quella di Quattrograne, puntualmente invasa dal fango quando piove».
«La cosa più grave è che stamattina il segretario comunale non ci ha autorizzato a usare l’aula consiliare per questa conferenza stampa, malgrado la presenza di tre capigruppo e cinque consiglieri, comprimendo i diritti dei consiglieri previsti dallo Statuto dell’ente. Nemmeno mi meraviglia, però – commenta -, visto che non si rispettano né Statuto né regolamento e nemmeno leggi».
Preziosi invita quindi Ciampi «a ragionare e i suoi dante causa – prosegue - svolgano il loro ruolo a livello nazionale, ma senza offendere nessuno. Diversamente – conclude provocatoriamente -, non ci resterà che organizzare incontri a piazza Libertà per mettere alla gogna chi commette errori o non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale».
A fargli eco la stessa proponente della pregiudiziale "incriminata" via web: «È stato un gesto gravissimo, con il sindaco che ha affidato ai social la sua amarezza per coprire in sostanza un atto illegittimo che ha portato in aula, mancando un passaggio molto semplice – afferma Nadia Arace -. Questo è un punto da chiarire: noi non abbiamo presentato una pregiudiziale per impedire che la procedura del Ferragosto avesse luogo e il sindaco dovrebbe, invece, spiegare alla città perché non ha ritirato la pratica e approvato con delibera di giunta quello che poteva essere un atto legittimo da ratificare in Consiglio, mettendo tra l’altro i cinque consiglieri del M5S a riparo da responsabilità di natura patrimoniale ed economiche e l’aula in condizione di valutare e votare serenamente».
Rispetto al canale scelto da Ciampi per le sue esternazioni, Arace denuncia quindi «un clima di istigazione all’odio e all’intolleranza che ricorda veramente tempi molto bui per la democrazia. Le prerogative dei consiglieri comunali sono quelle di controllo e proposta – insiste - e noi abbiamo esercitato quelle perché il nostro ruolo in aula, dove siamo stati democraticamente eletti, è rappresentare le nostre istanze. Con le sue dichiarazioni non intimidisce nessuno. Io non ho alcuna intenzione di avallare atti illegittimi – dichiara - e, non essendo attaccata alla poltrona, nemmeno alcun timore di andare a un voto anticipato».
«Noi ci aspettiamo le scuse ufficiali del sindaco Ciampi perché l’incitazione all’odio, oltre che un fatto gravissimo e anche lesivo della nostra personale dignità, in realtà è una operazione per svuotare di senso l’istituzione consiliare che invece noi oggi vogliamo difendere. Il Consiglio comunale è sovrano – ribadisce ancora la consigliera - e non va superato costruendo un rapporto diretto con la città, che è devastante, e parlando direttamente alla pancia delle persone».
«L’atto era illegittimo, noi abbiamo presentato una pregiudiziale che a questo punto è risultata fondata e il sindaco Ciampi deve prendere atto che se vuole impostare bene le procedure, saremo disponibili ad affrontare tutti i dibattiti in aula, ma quando gli atti arrivano incompleti e non sono ben incardinati… Se questo è il cambiamento che il sindaco immagina – commenta -, a me sembra che ci sua tutta la continuità con la sciatteria amministrativa della precedente consiliatura».
Sulla stessa linea il consigliere Pd Stefano La Verde, unico del suo gruppo a votare a favore della pregiudiziale: «Quello che è accaduto è di una gravità inaudita: mai in tanti anni di consiliatura si era arrivati addirittura a mettere alla gogna dei consiglieri comunali legittimati dal voto popolare ad espletare la loro funzione, di controllo e soprattutto di opposizione. Istigare il consigliere comunale a votare un atto illegittimo – aggiunge - credo che sia un reato ed è questo che si voleva fare ieri. Molti di noi hanno avuto responsabilità di governo della città in passato e sappiamo bene quali sono i passaggi che devono portare all’approvazione di un atto che doveva preventivamente essere approvato dalla giunta e avere un relatore nell’assessore alle Finanze».
«Ma questo non è stato fatto e mi domando perché. Tra l’altro, ho chiesto al sindaco di convocare una giunta per stamattina – rivela - e gli ho assicurato che il primo a dargli il voto favorevole sarei stato io, dandogli la mano che è una cosa per me sacra. La sua risposta è stata: "non ho tempo". Detto da un sindaco…».
«Ciampi non può dimenticare di essere un sindaco della Repubblica Italiana – è la sua conclusione -, tenuto come tutti i cittadini a rispettare le regole democratiche. E aggiungo, a titolo personale, che sono un uomo rispettoso delle regole e delle leggi, ma non accetto più offese e illazioni gratuite da chicchessia, soprattutto da un sindaco che è tenuto a rispettare tutti i cittadini, cosa che non ha fatto».
«L’aspetto raccapricciante del post del sindaco è aver detto che il voto in aula era una formalità e che la priorità era il Ferragosto avellinese – osserva infine il consigliere dei Popolari Alberto Bilotta -. Se questo è il suo cambiamento, siamo veramente arrivati a un livello basso, con buona pace della città che si trova in uno stato di totale abbandono».

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