La prima vera seduta consiliare è già una débâcle per l’amministrazione Cinque Stelle, che vede infranta la variazione di bilancio per la realizzazione dei concerti di punta Ferragosto contro la pregiudiziale presentata dalla capogruppo di Si Può Nadia Arace e sottoscritta anche dai cinque componenti del gruppo Avellino è popolare.

Preziosi arace 9 agosto
A cominciare dal nutrito gruppo Pd (tranne Ivo Capone che non è in aula al momento dell’appello nominale), a cui si allineano Avellino Libera è Progressista, Avellino è democratica, Davvero Avelino, Insieme Protagonisti, Forza Italia, Lega Salvini, Mai Più e Sabino Morano per il gruppo misto, il grosso dell’aula si astiene, mentre approvano la pregiudiziale anche il consigliere del partito democratico Stefano La Verde e il capogruppo di La svolta inizia da te, Dino Preziosi.
L’esito del voto (8 a 5) blocca dunque la variazione di bilancio che avrebbe dovuto assicurare le principali manifestazioni prima della discussione, ma ci si arriva solo dopo ben due sospensioni e in un clima nervoso, dopo che la consigliere Arace ha sostenuto l’illegittimità dell’atto che porta la firma dell’assessore al bilancio Gianluca Forgione, ma non è stata licenziata dall’esecutivo.
L’esponente di Si Può rileva innanzitutto che «l’atto in esame, non essendo giustificato da alcuna perentorietà e quindi non avendo i caratteri di urgenza, è stato calendarizzato in aula prima che il Consiglio comunale sia stato messo nelle condizioni di operare nella pienezza delle sue funzioni». Si riferisce alla mancanza della discussione delle linee programmatiche ma anche del «parere obbligatorio ma non vincolante», ricorda, della Commissione Finanze, non ancora insediata anche se Statuto dell’ente e Regolamento del Consiglio comunale prevedono la costituzione dei diversi organismi consiliari «nella seduta immediatamente successiva alla comunicazione dei componenti della giunta». «In assenza del carattere di urgenza – afferma Nadia Arace – si rilevano ripetute violazioni statutarie e regolamentari che ne inficiano la trattazione»
Altra "inesattezza", per così dire, imputata da Nadia Arace e dai Popolari all’amministrazione, il fatto che «il deliberato proposto non richiama alcun atto collegiale in forza del quale l’assessore è chiamato a operare» e che propone di variare e integrare il DUP 2018-2020, che è atto della giunta per cui la consigliera sottolinea che anche una modifica del Documento Unico di Programmazione debba seguire la stessa procedura.
Infine, Arace contesta come «anomalo che sull’atto si sia espresso il Collegio dei Revisori dei conti fornendo relativo parere senza che sia stata incardinata la proposta su mandato della giunta o di un gruppo consiliare, così come risulta formalmente eccepibile che il frontespizio dell’atto riporti il parere di regolarità tecnica e contabile a cura del responsabile del Servizio Finanziario, dottore Marotta, che in data 3 agosto 2018 risultava in ferie».
Alla ripresa dei lavori, dopo una pausa richiesta dal capogruppo di Davvero Avellino, Gianluca Festa e poi anche da Enza Ambrosone, che si protrae per circa un’ora a dare man forte alla posizione sostenuta da Arace e dai Popolari arriva in aula il capogruppo di La svolta inizia da te, Dino Preziosi, che tuona letteralmente all’indirizzo dei banchi dell’esecutivo: «State perpetrando un falso». Il consigliere, che non fa mistero di essere tornato dalle vacanze per l’occasione, chiede chi sia il proponente: «Se relaziona l’assessore Forgione, in mancanza di una delibera di giunta, lo fa a titolo personale». Quindi, Preziosi sottolinea quanto previsto dall’articolo 42 del Testo Unico degli Enti Locali che stabilisce che possono essere adottate d’urgenza le delibere «attinenti a variazione di bilancio adottate dalla giunta da sottoporre a ratifica del Consiglio entro i 60 giorni successivi». Il consigliere accusa, inoltre, l’amministrazione per non aver sottoposto l’atto alle commissioni Bilancio e Cultura e ricorda che «l’amministrazione è fatta di gestione, proposta e delibera e non si può togliere alla giunta la responsabilità di una variazione di bilancio, tanto più dopo aver detto che il bilancio non era in pareggio». «Andate avanti – dice -; dopo che avrete assunto le decisioni chi vi parla manderà le carte alla magistratura»
A replicare è il segretario generale Riccardo Feola che spiega che «l'urgenza è determinata dal fatto che attraverso predetta variazione vengono finanziate le manifestazioni del Ferragosto per 150mila» e che «le delibere possono non passare per le commissioni quando c’è un carattere di urgenza». Poi Feola assicura che il Regolamento permette anche a singoli assessori e consiglieri oltre che al sindaco di presentare proposte all’aula e ricorda che si sono verificate situazioni analoghe anche nel 2016 e 2017, con variazioni sottoposte direttamente al Consiglio dall’allora delegata al Bilancio Maria Elena Iaverone. Il segretario aggiunge che la variazione non comporta spese per l’ente e rassicura anche sulla firma in calce alla proposta: «È stata firmata dal sottoscritto che sono sostituto di Marotta – dice -. Nella proposta non ci sono illegittimità e il Consiglio può votarla con serenità – prosegue -, visto che sono anche il soggetto che l’ha sottoscritta, e per me la pregiudiziale non è tale».

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Preziosi, tuttavia, parla ancora di «alchimia contabile», richiama nuovamente il Tuel («l’articolo 174 dice l’opposto», afferma) e afferma con decisione: «Non può dire che pregiudiziali sono inammissibili, si può dirlo solo di emendamenti al bilancio. Una pregiudiziale o si approva o no – conclude -, non c'è inammissibilità».
All’appello nominale rispondono "no" solo in cinque, quanti sono i consiglieri a sostegno del sindaco Vincenzo Ciampi, che subito dopo il voto lascia l’aula evidentemente contrariato con i consiglieri del Pd.
Alla chiusura dei lavori (con l’approvazione stavolta della ratifica del capitolo Benessere Giovani) segue anche un duro battibecco tra Preziosi e l’assessore ai Fondi Europei Carmine De Angelis, ma l’amministrazione aveva peraltro già incassato pungenti critiche dopo le comunicazioni del sindaco sull’aperura della Bonatti. Non sono infatti mancate reazioni al riepilogo del lungo iter amministrativo che ha infine portato al ripristino della circolazione sull’ultimo tratto dell’arteria che collega il nucleo industriale con la Città Ospdaliera (venerdì scorso e in pompa magna con tanto di presenza del sottosegretario alle Infrastrutture Carlo Sibilia), rispetto alla quale Vincenzo Ciampi ha detto «abbiamo lavorato in continuità amministrativa, sulla segnaletica, lo sfalcio alle rotatorie e dialogato con il Genio sul collaudo, ma sono questioni ordinarie, non ci siamo appropriati del lavoro di nessuno».
Livio Petitto, che ha "incrociato" l’opera da assessore alla mobilità nel 2011, ha affermato: «Mi sarei aspettato che questa relazione l'avesse fatta il giorno dell'inaugurazione, insieme agli organi di governo, gli stessi che stanno stralciando i fondi per la riqualificazione delle periferie per i quali Avellino si è classificata seconda in Italia e fa male sentire che vengano qui a dire "lo dovevamo alla città" insieme agli assessori che dovrebbero seguire indirizzi di governo che invece a un mese dall’insediamento ancora latitano. Mi sarei anche aspettato, alla seconda seduta, l'insediamento delle commissioni, ma forse sfuggono i ruoli, ed è bene ricordare che ognuno qui rappresenta un pezzo di città, chi più e chi meno. Inoltre, non è il Consiglio che decide chi viene per i concerti di Ferragosto, è la giunta, ma mi sarei aspettato una condivisione nel metodo».
Ancora sulla Bonatti, Petitto sottolinea che «non c'è da appuntarsi una medaglia al petto, come non ci sarà per il ponte della Ferriera, il cui iter è al termine e che quindi a breve si potrà aprire. Queste cadute di stile le voglio registrare come inesperienza – aggiunge -, ma ci sono responsabilità che devono essere chiare e che devono essere portate nelle sedi preposte».
Sulla questione interviene anche Nicola Giordano: «Mi fa piacere che il sottosegretario ha ricordato che quella strada era pericolosa, è per questo che decidemmo di intervenire e non ci ponemmo il problema di vederla conclusa, ma di programmare». «Il sindaco dice che gli uffici hanno lavorato bene e sento finalmente parole di verità – commenta inoltre l’esponente dei Popolari -, per cui finisce la campagna e inizia a fare l'amministratore. Ma ha enfatizzato un fatto amministrativo come se chissà che fosse. Non ci ha detto quante interruzioni e quante riprese ci sono state e sarei curioso di sapere quali documenti ha controllato l’assessore ai Lavori Pubblici, a valle di una ultimazione dei lavori quando chi fa questo mestiere sa che occorrono 30 giorni per presentare il collaudo perché c'è la maturazione del cemento armato».
Giordano usa parole caustiche anche sulle passeggiate ecologiche delle scorse settimane, che definisce «questa farsa della pulizia delle aree». «Se sono iniziative del Comune – dice - va bene anche usare il logo del Comune, ma se sono iniziative sue…».
Richiama quindi il primo cittadino a cui dice «È stato votato per programmare e dare risposte, ma quando vogliamo parlare di programmazione?», prima di attaccare ancora parlando del «miracolo dell'asfalto rapido», facendo riferimento all’intervento compiuto venerdì scorso dopo la pioggia a Borgo Ferrovia, immancabilmente ri-allagato il pomeriggio successivo. «Ci ha fatto passare il riempimento di una buca – ha detto - come se fosse chissà quale operazione. Sono sacchette da 4,50 euro, si chiama asfalto a freddo. Dopo l'asfalto quale miracolo ci porterà? Io direi che però a San Gennaro non arriverà».
Giordano accusa inoltre l’amministrazione di non avere un programma culturale e afferma: «Se questa è la premessa, si dimetterà per dignità e anche perché glielo imporranno, se immagina di trattare l'aula come una assemblea di condominio e chi glielo imporrà non la ricandiderà a sindaco. Esca fuori da questo schema, è immobile in questo momento, e faccia in modo che il Consiglio possa discutere e a breve».
Alla prima richiesta di sospensione dei lavori, chiesta dal presidente dell’assemblea Ugo Maggio per una inversione dell’ordine del giorno, neanche Stefano La Verde si lascia sfuggire l’occasione di assestare qualche colpo in merito alla variazione di bilancio che poi non è passata. La Verde si dice «perplesso per questa sospensione improvvisa e immotivata» e aggiunge: «Molti di noi prospettato delle ipotesi e se è di natura tecnica, come paventavamo, è una cosa molto grave che depone per una certa superficialità rispetto a forme che sono anche sostanza e per una non conoscenza di quello che si vuole far approvare all'aula. Probabilmente il provvedimento non è accompagnato da una delibera di giunta, che è importante ai fini della discussione. Dica i motivi veri della sospensione – invita -, anche perché l’inversione poteva essere fatta anche in aula mettendola a votazione, come si è sempre fatto».
In difesa dell’amministrazione interviene invece il capogruppo Antonio Aquino che precisa come la riapertura della Bonatti «non è stata una inaugurazione, la contingenza di tempi ha determinato una apertura dovuta anche a fattori di sicurezza perché transennarla non era ideale, ma avrebbe creato problemi. Il mio stupore – aggiunge - è perché non essere tutti contenti per la riapertura di un’arteria così importante. Anche per il ponte Ferriera bisogna tener conto del lavoro fatto in precedenza e io non ho visto nessuno dire "ho ricostruito un ponte o la Bonatti"».
Sulle giornate ecologiche Aquino afferma che «è l’iniziativa di chi il Comune vuole amministrarlo e io lo rifarò».

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