Da una nuova gestione di Palazzo di città che implichi la creazione di un sistema di valutazione, «per evitare incentivi e premi a cascata e passare dalla mediocrazia alla meritocrazia», a interventi di rigenerazione urbanistica sostenibile e misure per migliorare la mobilità e favorire l’inclusione oltre all’istituzione di una card per i giovani in modo che possano "scambiare" contributi per l’iscrizione all’Università e l’acquisto dei libri, dedicando 10 ore mensili ad aiutare le persone anziane.


Le proposte che Dino Preziosi, candidato sindaco al primo turno con la lista civica La svolta inizia da te, ha inviato al sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi riprendono i temi principali del programma sottoposto al giudizio degli elettori lo scorso 10 giugno.
«Una scelta di coerenza e continuità», spiega Preziosi in conferenza stampa, «con l’obiettivo di giungere alla definizione di un programma unico». «Quando abbiamo deciso di rompere un sistema, non contro qualcuno ma pensando al bene della città – prosegue -, il nostro, mi riferisco anche alla civica di Cipriano e al centrodestra, è stato un atto politico vero e serio. Una scelta anche delicata, perché è stato necessario far comprendere ai cittadini che ci univamo per dar vita a un’amministrazione nuova e diversa e ora manteniamo l’impegno a non chiedere niente in cambio. Sono consapevole che la politica è mediazione, incontro e moderazione e mi tengo fuori da una logica di spartizione. Mi auguro di poter avere un confronto con Ciampi ma, se non si trovasse una convergenza, voterò di volta in volta sempre e solo nell’esclusivo interesse della città».
Preziosi, quindi, ribadisce di non aver fatto alcun nome e non aver chiesto alcun assessorato e confida che Ciampi mantenga quanto assicurato, circa la composizione di una giunta di qualità, fatta di professionisti.


Stesso discorso in merito all’indicazione del futuro presidente del Consiglio: «È una scelta del sindaco e non posso che condividerla, ma Ciampi ha detto di voler assegnare il ruolo a un componente dell’opposizione e devo dire che di fronte a un cartello elettorale è anche difficile parlare di opposizione – osserva – ed è anche difficile per loro individuare un nome, tanto più che qualcuno già non riconosce Pizza come leader della coalizione. Ad ogni modo, se l’offerta guarda a una sommatoria algebrica, non mi trova d’accordo perché si tratterebbe solo di una forma di becero trasformismo che io contesto; se, invece, mira a costruire un programma di breve e medio periodo, ritengo sia fatta con intelligenza perché significa lavorare tutti insieme per la città».
Preziosi esprime un’altra valutazione politica rileggendo i risultati delle amministrative fra primo turno e ballottaggio: «Ha vinto Ciampi, ma non i Cinque Stelle – commenta – che diversamente avrebbero più di 5 consiglieri. Se, inoltre, teniamo conto che sul 50% di aventi diritto che ha votato al secondo turno Ciampi ha ottenuto il 60% dei voti e che le civiche hanno raccolto il 30% dei consensi, è chiaro che la vittoria non è stata di un partito, ma di un progetto politico».
Il contributo dell’ex capo dell’opposizione a questo progetto si concentra, come si accennava, su una trasformazione della città in chiave smart ma Preziosi, che negli ultimi cinque anni ha seguito con particolare attenzione le vicende finanziarie dell’ente di piazza del Popolo, parla inoltre nuovamente dello stato delle casse comunali e delle criticità dei bilanci, a cominciare naturalmente dal consuntivo 2017 non ancora approdato in aula. «Ciampi è un po’ ingenuo, se pensa che i consiglieri che ieri erano in maggioranza possano votarlo – sostiene -, visto che non lo hanno fatto prima. Credo, come ho sempre detto, che non ci siano le condizioni per redigerlo e su questo, come è emerso dalla relazione del Mef, ho sempre avuto ragione, tanto è vero che il consuntivo andrebbe rettificato. Ma non credo nemmeno che ci siano le condizioni per dichiarare un pre-dissesto, perché non ci sono le coperture necessarie per tutte le uscite. Non si può che dichiarare il dissesto, cosa che però non deve spaventare – rimarca -, perché le tasse sono già al massimo e oltre il 36% non si può portarle e anche perché il dissesto prevede un contributo di circa 7 euro per abitante oltre alla possibilità di spalmare i debiti nel tempo, di toccare i contratti di secondo livello e di ridurre l’organico dei dirigenti. Come recita un detto avellinese, "buco copre buco" ma poi si arriva sempre al redde rationem: ci sono residui e crediti da valutare, non ci sono soldi per coprire i servizi ai cittadini, il Comune non può contrarre mutui già da due anni… Se il consuntivo arriva in aula, avendolo sempre contestato, non lo voterò. Non diventa certo buono perché c’è un altro sindaco».
Altro argomento su cui Preziosi ribadisce il suo punto di vista è la riqualificazione del Mercatone. Oltre a sottolineare ancora una volta l’utilità della creazione di un parcheggio multipiano al posto del centro commerciale e degli altri servizi previsti dal progetto ormai definito per la realizzazione di un project financing (un’area di sosta con circa 400 stalli, un asilo nido, uffici e spazi per il tempo libero), il consigliere contesta il fatto stesso che l’iniziativa vada avanti, senza mai essere stata valutata dall’aula: «La decisione per il projec finanging, trattandosi di un atto di indirizzo programmatico, spetta al Consiglio – dice -, che però non è mai stato investito della questione e non si è mai pronunciato in merito in palese violazione dell’articolo 42 del TUEL, perciò – conclude - l’intera procedura va annullata».

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