Nadia Arace, Francesca Di Iorio e Giancarlo Giordano tracciano il bilancio delle attività svolte come gruppo consiliare "Si Può" nei cinque anni trascorsi, intrecciando «un gesto di trasparenza e un segno di rispetto verso gli elettori – afferma la capogruppo -, perché è doveroso rendicontare quanto fatto», con la traccia che prosegue nel programma che la lista omonima con la stessa Arace quale candidata a sindaco della città propone agli avellinesi in vista del voto amministrativo.


Una strada ininterrotta, quindi, che trova nelle numerose mozioni sottoposte all’aula le radici di una idea di città che è forse l’elemento principale su cui il gruppo fonda la distanza dalla maggioranza di governo ancora oggi fortemente criticata.
Rinnovando giudizi negativi espressi più e più volte e su svariati temi durante i lavori consiliari, il gruppo ripercorre i segnali e le prove dell’impegno speso: «Non credo ci siano stati una sola commissione o seduta di Consiglio in cui non abbiamo portato il nostro punto di vista – sostiene Nadia Arace -, con denunce ma anche proposte e atti di governo rispetto ai quali concludiamo che spesso l’aula ha votato cose in cui non credeva o che probabilmente non ha nemmeno capito. E abbiamo sostanzialmente attaccato una logica di gestione privatistica dell’ante, dove gli interessi, i conflitti interesse quando non la sciatteria amministrativa, hanno raccolto il segno di questa maggioranza. Abbiamo in particolare attaccato la gestione dei servizi sociali, in quanto settore più prossimo ai bisogni dei cittadini e ci siamo spesi e tanto per chiedere una programmazione chiara, ma non ne abbiamo mai raccolto una rendicontazione».


«Ci siamo opposti all'abuso del patrimonio pubblico comunale – continua, rilevando le distorsioni di fronte alle morosità, agli affidamenti senza bando o di fronte a strutture come Parco Santo Spirito, per il quale proponemmo una gestione partecipata, che meriterebbero appunto di essere gestite. Abbiamo assistito invece alla svendita e privatizzazione del teatro e a politiche culturali come strumento per raccattare consenso e gestire il potere, accanto anche a politiche fallimentari, perché il Comune è ancora ente strutturalmente deficitario e servizi come il nido hanno costi alti e uguali per tutti, quando noi avevamo chiesto agevolazioni e detrazioni secondo un criterio di progressività».
Quando tocca il tema della gestione sostenibile dei beni naturali, Arace commenta inoltre l’esito dell’incontro con gli altri candidati a sindaco, tenuto ieri al Circolo della Stampa su invito di 15 associazioni (leggi qui) e afferma: «Abbiamo sottoscritto in solitudine tutti i punti di un impegno che ripropone punto per punto la nostra storia politica che è raccontata attraverso la proposta dell'istituzione di una azienda speciale consortile per la gestione dell’acqua e una proposta per l'Isochimica e sposa una visione che condivido intimamente che è quella di anteporre il diritto costituzionale alla salute ad ogni altra cosa. Il mio gesto è quindi scontato perché è stato la sottoscrizione di una serie di battaglie che abbiamo portato avanti in Consiglio, ma sono stata molto colpita dalla solitudine con cui ho firmato tutti i sei punti dell’appello. Io -ribadisce – mi sono impegnata a sfidare la Regione, quando questa fa interessi altri rispetto a quelli dei cittadini avellinesi, anche sulla mobilità pubblica, perché una buona amministrazione non va a chiedere con il cappello in mano, ma deve difendere a viso aperto gli interessi della comunità che rappresenta».
«Un patrimonio che abbiamo protetto anche ricandidandolo alle elezioni del 10 giugno», spiega Arace che sottolinea ancora una volta che il lavoro fatto in Consiglio fin qui «è una base da cui ripartiamo in termini programmatici, ma anche di metodo, nel senso che siamo riusciti a mettere insieme un gruppo che pur venendo da esperienze diverse si è ritrovato sulle cose da fare e ancora una volta abbiamo sviluppato gli aspetti programmatici in sintonia con la partecipazione di competenze anche esterne a noi e lo proporremo ai cittadini come un discorso che si apre con la città». Qui anche una rivendicazione di parte politica per Arace che afferma: «Una rappresentanza di sinistra è tale se è autonoma, se guarda con coraggio alle sfide che ha davanti e se di fronte a questa indecente ammucchiata che tiene dentro tutto e il contrario di tutto, che è stata siglata da chi da 40 anni decide la politica in città, sceglie di candidare una intera generazione che crede onestamente di essere pronta a governare. Noi riteniamo che la strada giusta per la sinistra sia l’autonomia e i gesti di generosità che questa città, per le condizioni disperate in cui versa, deve avere la possibilità di apprezzare e cogliere».
«In una esperienza difficile come quella vissuta, in cui fare una opposizione seria non è facile, non ci siamo limitati a dire no, ma per la buona riuscita del mandato che ci era stato conferito abbiamo sempre cercato di essere costruttivi su tutti gli argomenti per noi prioritari - rivendica anche Francesca Di Iorio -, senza la presunzione di essere tuttologi, ma con il costante confronto con le parti interessate, con chi vive ogni giorno un disagio».


«Penso soprattutto al patrimonio – elenca la consigliera -, alle strutture sportive, ai locali assegnati ad associazioni che spesso rappresentano solo se stesse e a tutto il patrimonio ancora da assegnare. Penso ai 1400 alloggi comunali quando c’è una richiesta costante di un immobile e non sono state messe in campo soluzioni, se solo 9 sui 45 alloggi del Social Housing saranno destinati a chi ha bisogno di un'abitazione, per cui mi sembra più una speculazione che una risposta al diritto di abitare. Noi abbiamo chiesto l’anagrafica di immobili e occupanti – prosegue - e la giunta ha deliberato la costituzione di un pool di 16 persone sull’argomento, ma l’anagrafica non è mai arrivata al tavolo della Commissione e ricordo inoltre le difficoltà di ricostituire il tavolo con le associazioni sindacali».
«Abbiamo lavorato con lo stesso esito anche per l’istituzione di un albo delle associazioni in modo che queste potessero godere di patrocini e assegnazioni in modo trasparente – continua Di Iorio -, come per uno screening delle strutture sportive e ci siamo preoccupati che le associazioni più piccole avessero una convenzione, ma questo non succede per il campetto di Valle e quello di San Tommaso come per lo stadio e la piscina».
«Come per il Piano di Zona e per il terzo consultorio – ricorda Di Iorio - ci siamo impegnati anche con le associazioni animaliste, per la lotta al randagismo e la costruzione di una struttura rifugio comunale. Abbiamo preso seriamente gli anni trascorsi e siamo stati sulle questioni, cercando di stare sempre dalla stessa parte».
La coerenza e la capacità propositiva sono gli elementi distintivi del modo in cui il gruppo di opposizione ha interpretato il ruolo consiliare anche nelle parole di Giancarlo Giordano, che anche in occasione del bilancio di fine mandato di "Si Può" contrappone questi elementi a quella che definisce «la "mediocrazia" di questa vicenda amministrativa».
«Io in questi cinque anni ho rischiato di dimenticare quel poco che avevo imparato – commenta -, è stata l’esperienza politica in cui ho incontrato più incapacità tra quelle che ho fatto. Di alcuni consiglieri non conosco la voce, ma sono tutti candidati e non so come spiegheranno le idee che hanno, non conoscendone la voce però non so nemmeno se hanno idee».
Quella che volge al termine per Giordano «è la consiliatura del fallimento del teatro, del fallimento dell'Acs, della chiusura della piscina; dei beni e del patrimonio vessato e piegato a interessi di consenso e molto spesso alle famiglie di consiglieri, casi che hanno scosso la nostra comunità, l’ultimo è quello dell’Aias, che suggeriscono una enorme questione morale, tutta candidata con Pizza, ma vedremo se e quanto lo sosterrà, ed è questo – spiega - uno dei motivi per cui il nostro cammino non ha potuto muover passo verso questo "mucchio selvaggio", più che un’ammucchiata».
Il consigliere parla ancora di "mediocrazia" quando riferendosi alla coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni dice di «alcuni improvvisati, che di politica non capiscono niente e non ne vogliono sapere, ma vengono presi da un moto spontaneo che li costringe a candidarsi per la città. Se tanto mi dà tanto, il mucchio continuerà la sua corsa. Ma non abbiamo bisogno di pistoleri improvvisati, c’è bisogno chi questo lavoro lo sa fare e lo ha già fatto».
Le liste avversarie per Giordano «hanno semplicemente la cifra politica della paura di perdere, che è l’unico collante che tiene insieme questo "mucchio selvaggio". Noi vorremmo fare la parte dei salvatori, ma senza eroismi, con la volontà di mettere a disposizione quel poco di forza e intelligenza e capacità di fare comunità che anche il nome del gruppo esprime».
Ripescando dall’esperienza che si sta chiudendo, Giordano ci tiene quindi a «rivendicare alcune battaglie, perché è stata anche la consiliatura di "bigliettopoli" e anche qui sono tutti candidati quelli che ne hanno usufruito. Il teatro se lo sono mangiato, lo hanno spolpato e non capisco né potevo capire come si potesse tenere in piedi quella struttura. Poi si dice sempre che il pubblico non funziona, ma non è così: è la malapolitica che non fa funzionare i beni pubblici e quindi andrebbe sconfitta dal voto dei cittadini. Noi invece abbiamo messo in campo una proposta e speriamo che incontri il favore dei cittadini. Abbiamo fatto lo sforzo massimo che possiamo in questo momento, vediamo dove arriviamo».
«La nostra cifra – rimarca - l’abbiamo già guadagnata per il sol fatto di essere rimasti autonomi, coerenti con noi stessi, senza apparentamenti innaturali, ma con una proposta nuova che produce novità. Noi stiamo cercando offrire novità, seguendo la linea che ci ha visto impegnati su tutti i servizi alla persona, sul piano ambientale che è una emergenza per il territorio, per la bomba che abbiamo a Pianodardine come per gli sforamenti di PM10 oltre che per l’Isochimica, per un’idea dinamica della città che non trova riscontro. Abbiamo candidato a sindaco l’unica donna, Nadia Arace, e abbiamo una lista di giovani molto volitiva e combattiva».
«Non abbiamo incontrato grandi novità fuori da noi, questo lo voglio dire – aggiunge -, anche della nostra parte politica. Le elezioni sono misura non solo per il numero che danno alla fine, ma anche per i gesti che si fanno prima e noi abbiamo preso le misure a tutti. Per noi la battaglia vale da sola la nostra misura, una misura di grande onestà intellettuale, di grande perseveranza e speriamo anche di un buon risultato. Noi ci mettiamo la nostra parte, i cittadini ci metteranno la loro parte e la loro responsabilità».

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