«La posizione espressa ieri dal Comune di Avellino in conferenza di servizi ricalca esattamente sia quella del Consiglio comunale sia quella che l’assessore ha dato alle politiche ambientali fin dal suo insediamento, perché l’ambiente è un faro importante nella politica di questo assessorato e la salvaguardia dell’ambiente va ribadita su tutti i tavoli».


La replica dell’assessore all’Ambiente del comune di Avelino, Augusto Penna, alle contestazioni nei confronti del sì dell’ente al progetto di variazione sostanziale dello Stir di Pianodardine è secca (leggi qui). All’indomani della conferenza di servizi conclusiva dell’iter relativo alla proposta di Irpiniambiente, Penna ribadisce la positività del risultato ottenuto e afferma che «i primi ad essere soddisfatti dovrebbero essere i comitati».
Per chiarire ulteriormente la questione, l’assessore riassume in conferenza stampa con il supporto di alcune slide l’evoluzione del progetto e rimarca il ruolo svolto dall’amministrazione del capoluogo rivendicando di aver tenuto fede all’impegno assunto a seguito della decisione espressa in modo unanime dal Consiglio comunale.
Parte però riepilogando le fasi successive del progetto di variante dello Stir, «attualmente autorizzato, dal 2011, per un quantitativo annuo di rifiuti pari a 116mila tonnellate – ricorda -, per trattare indifferenziato, frazione organica derivante dalla raccolta differenziata e per la messa a deposito di rifiuti. Irpiniambiente ha presentato ad un certo punto alla Regione un progetto iniziale di variante sostanziale a queste attività – aggiunge - per oltre 200mila tonnellate all’anno e con l’intenzione di realizzare un impianto di compostaggio per l’umido e la messa a deposito di rifiuti ingombranti e anche pericolosi.».

penna slide STIR 10 apr 18
Penna cita dunque i «due pronunciamenti del Consiglio comunale di Avellino, che dà l’indirizzo politico rispetto alla questione. Altro – osserva - è il parere tecnico espresso sul progetto dal dirigente che si basa sul rispetto o meno delle previsioni normative. In meno di due mesi il Consiglio si esprime con due delibere, la mozione del gruppo Si Può del 20 dicembre 2016, di contrarietà a qualsiasi intervento di potenziamento delle attività dell’impianto, che viene respinta, e quella del 10 febbraio 2017 per la costituzione del Comune di Avellino presso il Tar per impedire l’ampliamento dell’impianto di Pianodardine che viene approvata. Quest’ultima, inoltre, non è quella proposta inizialmente – ricorda ancora -, perché in realtà viene approvato un emendamento integralmente sostitutivo del testo base, vale a dire un testo predisposto dall’assessore e proposto dal capogruppo di maggioranza a cui viene aggiunto il ricorso al Tar e che esprime la ferma opposizione del Consiglio a qualsiasi forma di ampliamento dell’impianto, la contrarietà all’insediamento di nuovi impianti e auspica la delocalizzazione dello stabilimento evidenziando che l’area è sovraccaricata e demandando al costituito Ato Rifiuti di individuare i luoghi in cui realizzare i nuovi impianti».
«Questo vincola politica mente l’amministrazione ed è una politica che è stata mantenuta in tutti i tavoli – ripete -. Ci cono stati ripetuti incontri con Irpiniambiente in cui è stata opposta fermamente questa posizione e nell’ultima riunione della conferenza di servizi il Comune di Avellino ha inoltre posto due pregiudiziali: avere il parere tecnico sul progetto e le migliori tecnologie disponibili, così come previsto dal trattato europeo, da parte degli enti preposti a controllare che ci fossero tutte le precauzioni di legge, e avere una precisazione quantificazione delle materie trattate secondo la richiesta di variante».

penna slide STIR 10 apr 18 2
Riprendendo quanto commentato già ieri, Penna precisa che «se le materie trattate fossero state anche un chilo in più rispetto a quelle autorizzate in questo momento, ci sarebbe stata la ferma e netta opposizione politica del Comune di Avellino» e afferma che «questa posizione, ribadita in ogni incontro con Irpiniambiente e gli altri sindaci della valle del Sabato, ha fatto sì che la società recedesse completamente dal progetto iniziale di ampliamento fino a presentarsi in conferenza di servizi con una proposta di riduzione delle quantità autorizzate da 116mila a 114.500».
«La nuova proposta prevede, infatti, una riorganizzazione del trattamento, passando dall’indifferenziato, ora ridotto al minimo, al deposito di frazioni differenziate di raccolta – insiste l’assessore -. Salutiamo tutti questo passaggio e a questo si è ridotto il progetto, senza alcun ampliamento, ma abbiamo anche chiesto che non lo si facesse nelle condizioni attuali ma con un ammodernamento degli impianti con le migliori tecniche disponibili ad oggi sul mercato europeo per evitare le immissioni in atmosfera di inquinanti e di odori. È un risultato che abbiamo ottenuto, grazie all’azione di tutti, da salutare con grande soddisfazione soprattutto dalla popolazione più attenta ai temi ambientali, perché abbiamo evitato il trattamento di 200mila tonnellate all’anno. L’alternativa era dire un no politico e basta – commenta -, ma anche così il progetto iniziale sarebbe stato approvato a maggioranza in conferenza di servizi e avremmo avuto come risultato trattamento di 200mila tonnellate e dell'umido con un appesantimento delle condizioni ambientali».

penna slide STIR 10 apr 18 3
Penna sottolinea inoltre ancora una volta la differenza tra il ruolo che ha inteso svolgere in sede di conferenza di servizi e quello di chi è chiamato al tavolo tecnico ad esprimere un parere tecnico: «L’assessore è stato in conferenza di servizi non per portare un parere tecnico, che è vincolante, ma è stata una presenza in più rispetto a quella richiesta per portare la posizione politica del Consiglio comunale, in tutte le sedi in cui era stata ribadita la ferma resistenza a ogni ampliamento e l’intenzione di opporsi al Tar e al Consiglio di Stato chiedendo di migliorare il progetto o saremmo stati contrari. È una decisione così difficile da capire – domanda -? Una decisione che non va in direzione della salvaguardia della valle? La strada più difficile è stata quella intrapresa, facendo opposizione anche politica e scontrandoci con tutti, anche con la Regione che voleva fare un impianto grande perché fosse più vantaggioso, per ottenere il massimo possibile, invece di assumere posizioni massimaliste ideologiche ma infruttuose. Amministrare significa anche assumersi responsabilità – sostiene -, scegliere, perseguire l’obiettivo raggiungibile, andando anche allo scontro ma portando una soluzione».

penna cicalese STIR 10 apr 18 2
A dare man forte all’assessore all’ambiente interviene in conferenza stampa anche il dirigente del settore Luigi Cicalese che ammette: «Io avrei dato parere negativo, perché come dirigente devo attuare gli indirizzi programmatici dell'amministrazione, perciò avrei seguito gli indirizzi politici del Consiglio. Il mio parere favorevole, con tutte le prescrizioni fornite, si deve alla riduzione dei rifiuti trattati nell’impianto e al miglioramento delle tecnologie, sulla scorta dei pareri favorevoli dell’Arpac, dell’università, di tutti gli organi tecnici preposti alle verifiche che attestano che si tratta di quelle migliori disponibili sul mercato, sempre con l’intenzione che l’Ato si faccia carico della delocalizzazione. Questo possiamo fare, poi tocca all’ente d’ambito decidere e che la valle del Sabato sia sovraccarica sotto il profilo ambientale è evidente, basta passarci, ma purtroppo non possiamo interrompere le attività che vi si svolgono per i rifiuti. Possiamo però fare in modo che l’impianto funzioni al meglio».

penna slide STIR 10 apr 18 5
L’assessore Penna afferma comunque che anche il comune di Avellino guarda a una delocalizzazione degli impianti, anche se sottolinea che «si deve decidere dove delocalizzarli e, se anche decidessimo domani e ci fosse l’accordo di tutti, questo processo avrebbe tempi e nel frattempo ci teniamo lo Stir così come è con tecnologie obsolete e a fare lo stesso lavoro che fa da vent’anni? Io pretendo che gli impianti nella valle del Sabato, nell’attesa della localizzazione, funzionino con tutti i crismi che la tecnologia ci consente per evitare emissioni in atmosfera ed è su questa posizione che c’è stata ampia convergenza anche da parte degli altri sindaci della zona ed è la stessa rappresentata all’Asi qualche settimana fa, quando c’era da immaginare un impianto di trattamento del bitume, perché la valle è già appesantita e va predisposta una delocalizzazione da parte di chi ha una titolarità».

penna slide STIR 10 apr 18 6
Tornando sulle ragioni della condivisione del progetto approvato ieri, Penna rimarca quindi che «non c’è alcun appesantimento, non 1 chilo in più e non grammo di pericolosi, rispetto allo stoccaggio di 482 tonnellate all’anno previsto inizialmente, e abbiamo anche detto "quello che dovete fare, fatelo bene". A questo si deve la previsione di un depuratore, di un doppio scrubber e un biofiltro per evitare dispersione anche di cattivo odore oltre che di sostanze nocive, l’impermeabilizzazione di tutta la viabilità interna e una camera filtro a doppia porta in ogni capannone».
«La direzione è lavorare salvaguardando l’ambiente – conclude Penna – e per uno sviluppo sostenibile, perciò si fa un investimento per far funzionare l'impianto nel migliore modo possibile. Quanto alla delocalizzazione – insiste - è l'Ato l’ente delegato a lavorarci e mi auguro che decida presto e anche che proceda per sub-comparti».

© Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Privacy Policy
Rain

15°C

Avellino

Rain
Humidity: 90%
Wind: N at 22.53 km/h
Tuesday
Cloudy
15°C / 21°C
Wednesday
Rain
15°C / 23°C
Thursday
Partly cloudy
14°C / 21°C
Friday
Partly cloudy
12°C / 22°C

Ultimi articoli

Irpinia Focus

Direttore Responsabile

Roberta Mediatore

Redazione: Corso Europa, 22

83100 Avellino 

Telefono: 0825 21358

FAX: 0825 1805359

 Mail: redazione@irpiniafocus.it

Registrazione al Tribunale di Avellino n. 3/14 del 25/03/2014 

Il Prisma Comunicazione Editore

© IrpiniaFocus 

Vietata la riproduzione anche parziale

senza inequivocabile autorizzazione scritta del direttore