È ancora un’aula scomposta e semivuota ad affrontare gli argomenti rinviati in seconda convocazione, essendo venuto meno il numero legale in prima, ma è scontro aperto sulla ripresa dei lavori dalla votazione della delibera di indirizzo per l’affidamento all’esterno della gestione del teatro "Carlo Gesualdo" e il consigliere del gruppo "Si Può" Giancarlo Giordano annuncia: «Andremo dal prefetto e ci rivolgeremo al Tar, impugneremo questo atto».


Il deliberato, che passa stasera con 14 voti favorevoli della maggioranza dopo l’uscita delle opposizioni dall’aula, si era bloccato sul numero di 16 voti e altrettanti presenti, insufficiente a garantire la validità della seduta e le opposizioni contestano che questo determina l’impossibilità di ripetere la votazione in seconda convocazione. Due le fonti riportate a inizio seduta, rispettivamente dai consiglieri Dino Preziosi e Francesca Di Iorio.
Il capogruppo di «La svolta inizia da te ricorda la delibera di Consiglio 236 del 2016, in cui è verbalizzata la dichiarazione del presidente Livio Petitto che afferma «10 presenti in aula, quindi la pratica non è approvata», e rileva che si tratta della stessa circostanza che si è verificata ieri sera. Preziosi sostiene anche che la pratica, discussa e infine sottoposta al voto dell’aula, è stata trattata e non quindi rientra nei casi contemplati dall’articolo 32 del regolamento del Consiglio, dove invece poco dopo il segretario Riccardo Feola rintraccerà le condizioni per votarla stasera.
La consigliera Di Iorio cita a sua volta la sentenza emessa il 12 dicembre 1985 dal Tar della Campania che ha ritenuto che «perché possa parlarsi di seduta di seconda convocazione, non è necessario che la mancanza del numero legale si sia verificata a inizio di seduta ma può anche constatarsi in corso di seduta. In tali casi occorrerà tener presente che non si avrà seduta di seconda convocazione per quegli oggetti che siano stati rinviati oppure discussi ma non deliberati, mentre si avrà seduta di seconda convocazione per quei punti dell'ordine del giorno che non è stato possibile trattare a causa della sopravvenuta mancanza del numero legale».
Di qui l’annuncio di Giordano che commenta: «State calpestando ogni cosa in quest'aula. Abbiamo portato atti, ma c'è una strana determinazione ad andare avanti e io non mi fido più di questo segretario. Quel voto che abbiamo richiamato era su un debito fuori bilancio generato dalla segreteria generale e tra prima e seconda convocazione ci sono differenze – insiste -. Il punto è la fretta su una questione che vi vede colpevolmente in ritardo e avete portato in aula emendamenti che avrebbero avuto bisogno di pareri di regolarità tecnica e contabile – aggiunge riprendendo una contestazione mossa da Preziosi -, perché per esempio non sappiamo quanto costano 5 spettacoli. La diffida ve la facciamo in aula, poi intraprenderemo altre strade, perché non è possibile che una regola vale un giorno e non vale il successivo».
Ritirato il regolamento di assegnazione degli orti urbani dall’assessore all’urbanistica Ugo Tomasone l’aula approva il Piano dei dehors, tuttavia non prima che ancora Giordano colga una nuova occasione per sottolineare la debolezza politica della maggioranza, nei numeri quanto nell’azione amministrativa, nonché l’imperfezione degli atti portati in Consiglio, quando sottolinea che nella delibera si fa riferimento a una sollecitazione al Consiglio della Camera di Commercio a incrementare le dimensioni dei dehors da 15 a 24 metri, mentre il rinvio all’aula proviene istituzionalmente dalle commissioni.
Giordano sottolinea anche che a tutt’oggi i gazebo di metallo non sono stati trasferiti da corso Vittorio Emanuele, malgrado gli annunci ripetuti nel tempo, ma l’assessore Tomasone assicura che lo spostamento avverrà entro Natale. Nello specifico, cinque saranno messi a deposito nella vecchia falegnameria dell'ufficio manutenzione e sette saranno delocalizzati. «Abbiamo ricevuto richieste da comitati che ne chiedevano l'ubicazione nei quartieri», aggiunge l’assessore offrendo un nuovo argomento di discussione, sia perché la richiesta dei comitati non è inserita negli atti relativi alla delibera, sia perché non si chiarisce dove avverrà il trasferimento e a che titolo, avendo la città pagato per le strutture installate lungo la via principale che pertanto non possono essere regalate. In merito il consigliere Nicola Poppa afferma: «Avrei preferito un maggiore coinvolgimento e credo anche che sia preferibile allocarli a Parco Santo Spirito dove potranno essere gestiti».
Dopo che anche l’assessore all’Ambiente Augusto Penna ha ritirato le proposte relative all’istituzione dell’albo dei compostatori e del regolamento per la gestione del compostaggio domestico e al piano per l’installazione e l’esercizio degli impianti di tele radiocomunicazioni con relativo regolamento, nemmeno i debiti fuori bilancio lasciano l’amministrazione indenne da critiche. Al di là dei debiti in sé, la critica più aspra dell’opposizione riguarda da un lato l’assenza di un procedimento di verifica di eventuali responsabilità in capo ai dirigenti, suggerito dal collegio dei revisori in ciascuno dei pareri espressi, dall’altro il richiamo in particolare in una delle pratiche alla mancanza di responsabilità, senza però aver allegato alcun atto riguardo alla verifica eventualmente effettuata.
Contestazioni mosse in un clima di crescente disinteresse, fino alla richiesta di verifica del numero legale da parte dello stesso capogruppo Pd Geppino Giacobbe. La seduta, anche stasera, è dichiarata deserta prima di aver esaurito l’ordine del giorno.

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